IAB Forum: la pubblicità digitale cresce del 9% nel 2019 grazie a video e native

Il settore arriva così a rappresentare il 40% del mercato advertising complessivo. Bene anche la raccolta classified & ecommerce, a +14%. Il punto a Milano in occasione di IAB Forum

di Andrea Salvadori
20 novembre 2019
Andrea Lamperti sul palco di IAB Forum 2019

Il digitale è sempre più importante per lo sviluppo dell’economia italiana con il comparto della pubblicità online che cresce per l’undicesimo anno consecutivo, con investimenti che si avvicinano nel 2019 i 3,3 miliardi di euro, in crescita del 9% rispetto al 2018.

Il mondo dell'Internet Advertising secondo l'Osservatorio del PoliMi

Il valore rappresenta il 40% della raccolta pubblicitaria complessivo, in aumento rispetto al 37% nel 2018, ed è secondo solo alla televisione che detiene il 44% del mercato (46% nel 2018).

A dirlo è stato Andrea Lamperti, Direttore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, presentando i dati della ricerca dell’Osservatorio Internet Media della School of Management  a Milano in apertura dello IAB Forum 2019, l’evento italiano sulla comunicazione digitale giunto alla XVIIesima edizione.

La componente internet, così rilevante per l’intero settore pubblicitario, rimane tuttavia controllata ancora dai colossi del web, ovvero Google e Facebook in primis, seguiti da Amazon che sta rapidamente sfruttando il suo dominino nell’ecommerce, che detengono oltre il 76% del mercato pubblicitario digitalein linea con il 75% del 2018. In soli cinque anni gli Ott hanno incrementato la loro quota più del 10% (nel 2015 avevano infatti il 65% del mercato).

«La crescita del predominio dei colossi della rete ha creato una situazione di mercato non più sostenibile per le aziende che rappresentiamo come associazione», ha detto Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. «Come sollecitato in diverse occasioni, urge un intervento normativo atto a riequilibrare gli attuali assetti concorrenziali e permettere a tutti gli operatori – editori, concessionarie, agenzie specializzate e ad-tech company – di giocare alla pari con chi come Facebook e Google può avanzare tecnologicamente contando su ingenti risorse finanziarie accumulate grazie a un gettito fiscale pari a nulla.  Non c’è più tempo da perdere, abbiamo bisogno di regole chiare, capaci di correggere le attuali storture, andando a colpire le posizioni di abuso e garantire l’intercettazione della reale capacità contributiva di un’azienda senza gravare sulle imprese locali».

Video e native in grande spolvero

In relazione ai singoli formati pubblicitari online, sempre secondo le stime degli Osservatori del Politecnico di Milano, rimane dominante la display (che raccoglie al suo interno i banner tradizionali, i video, i diversi spazi all’interno dei social network e i nuovi formati native) che vale il 63% dell’intero mercato. La sua crescita è dovuta soprattutto ai formati video, ampiamente diffusi anche sulle piattaforme social, che crescono del 20% rispetto all’anno scorso e anche alla raccolta derivante dai diversi formati native che cresce oltre il 50%.

La vista per formati secondo l'Osservatorio Internet Media del PoliMi

Secondo posto per la search, che rappresenta il 28% del totale investimenti in internet advertising e fa segnare per il 2019 una crescita stimata del 6%. Molto bene la raccolta derivante dalla classified & ecommerce advertising, ossia l’acquisto di visibilità per annunci su siti di compravendita o directory online, a +14%.

Le potenzialità del digital audio

Se nel 2019 il digital audio advertising si stima raccolga in Europa investimenti per 471 milioni di euro, IAB Europe prevede che questo valore triplicherà entro il 2023, raggiungendo quota 1,5 miliardi di euro. Il mercato tradizionale della pubblicità radio da solo vale 6 miliardi di euro in Europa ed è destinato a digitalizzarsi grazie a nuove opzioni audio, dalla radio IP ai sevizi di streaming musicale ai podcast.

I mercati di Digital Audio, TV e OOH secondo l'Osservatorio Internet Media del PoliMI

«Le suddivisioni tra i diversi formati, mezzi e canali non sono più così netti come un tempo. Il modello ‘internet’ si sta affermando anche al di fuori dell’online, andandosi a sovrapporre a quei media che noi reputiamo più tradizionali», dice ancora Noseda. «Va letta in questo senso l’evoluzione del mondo audio, che oggi grazie all’innovazione tecnologica, alla penetrazione di internet, all’importanza culturale assunta dallo streaming musicale e alla diffusione di dispositivi per la smart home, è in grado di promuovere messaggi pubblicitari digitali a un perimetro molto più ampio. Oggi in Italia il podcast conta su una penetrazione di ascolto regolare pari a circa il 26% della popolazione online italiana over 16 anni. Questa esplosione di contenuti mostra pochi segni di rallentamento, a dimostrazione del fatto che i consumatori odierni prediligono sempre di più ambienti audio-first. Che si tratti di auto collegate, applicazioni radio negli smart speaker o altre tecnologie, le opportunità per gli inserzionisti di raggiungere gli ascoltatori sono sempre più ampie. Secondo Kantar infatti, il 63%4 dei marketer investirà in modo rilevante sui podcast nel 2020”.

 

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