Huddle, Mindshare disegna la rotta verso i futuri possibili

Relatori tutti al femminile, temi di ampio respiro e tanti spunti di interesse nella terza edizione dell’evento, andato in scena martedì a Milano

di Cosimo Vestito e Simone Freddi
27 novembre 2018
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Un momento dell'evento - Foto Max Rinaldi

«Abbiamo voluto aprire una finestra sui “futuri possibili” della comunicazione, e abbiamo voluto farlo con il contributo di tante donne del nostro mercato, perché le donne rappresentano, appunto, il futuro». Così Roberto Binaghi, Ceo di Mindshare, condensa il senso dell’edizione 2018 di Huddle, l’incontro di approfondimento sui macro temi della industry organizzato annualmente dalla centrale di GroupM.

Andato in scena per tutta la giornata di martedì negli uffici di Mindshare a Milanofiori-Assago, Huddle 2018 ha visto confrontarsi sul tema dei “futuri possibili” tanti ospiti dal profilo eterogeneo, provenienti dal mondo dello spettacolo e della cultura, della comunicazione e dell’editoria, dello sport e dell’intrattenimento, della tecnologia e dell’innovazione.

Media e informazione: alla prova della multicanalità

Nella prima parte della mattinata si è parlato soprattutto di editoria, con vari spunti di interesse. Nell’informazione, per esempio, parlare di “futuri possibili” significa anche parlare di ruoli che cambiano, come quelli del giornalismo. Sul punto si è espressa la conduttrice di Sky TG 24 Olivia Tassara (foto sotto): in una fase in cui ogni persona, grazie ai telefonini e ai social, crede di essere in grado e vuole a suo modo fare informazione, il ruolo del giornalista – ha detto Tassara – diventa quello di “mettere ordine”.

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«Fact checking sistematico, verticalizzazione delle notizie, approfondimento: sono queste le parole d’ordine per l’evoluzione del nostro TG – ha spiegato la conduttrice -. Dopo un periodo in cui la velocità crescente del flusso di informazione ci portava a essere sempre più attenti a essere “i primi” sulla notizia, sulle breaking news a caratteri cubitali, oggi abbiamo capito che il nostro ruolo è prima di tutto fornire all’utente un riferimento affidabile».

Diviso in 4 sale simultanee, Huddle 2018 ha visto il contributo di tanti esponenti del media, da Discovery al Gruppo Espresso, da Mediaset alla Rai. Anche per quest’ultima, in particolare, il digital è una delle sfide sul tavolo, forse la più importante. Tanto che, per la prima volta, «il digital è entrato nel Contratto di Servizio, che stabilisce che la Rai è un editore tv, radio e multimediale», ha spiegato Antonella Di Lazzaro (foto sotto), Deputy Digital Director del gruppo di Viale Mazzini.

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Per un broadcaster che fino a un paio d’anni fa era «prettamente lineare» come la Rai, la sfida, ha spiegato Di Lazzaro, è quella di diventare un «editore personalizzabile», che sappia coniugare «algoritmo e contenuti» per aprire a un target sempre più “smart”, che si aspetta un’offerta editoriale tagliata sui suoi gusti e sulle sue esigenze. Laura Carafoli, SVP Chief Content Officer Southern Europe di Discovery, ha invece parlato di quanto sia diventato importante offrire contenuti televisivi sinceri, con personaggi autentici e genuini. Da Dmax a Food Network, “Stop faking it, Get Real” è il motto di tutti i canali del gruppo, impegnato nella creazione di format inediti che possano incontrare i nuovi gusti delle persone.

«Lavoriamo sulle passioni degli spettatori e su target sempre più specifici, solo in questo modo possiamo posizionare saldamente la nostra offerta editoriale in un contesto sempre più frammentato e variegato», ha detto Carafoli.

Ma quali nuove tendenze riserva il futuro per le emittenti televisive? A questa domanda si può già rispondere, almeno in parte, guardando alle tendenze attualmente in corso nel settore, come ha spiegato Paolo Colombo, Direttore Generale, Adtech & Business Development di Publitalia 80.

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Paola Colombo

Una di queste sono le aggregazioni tra operatori televisivi, che si stanno alleando per costruire piattaforme OTT condivise, ma anche tra operatori attivi nel segmento dell’editoria digitale. In questo contesto, il video premium sarà la nuova “killer app” dei giganti del web: «Lo dimostra la caccia ai contenuti che tante grandi società provenienti da altri settori hanno portato a termine con successo, basti pensare agli esempi di Amazon e Telefonica», ha ricordato Colombo. E, indubbiamente, questi grandi cambiamenti si rifletteranno anche sul fronte della pubblicità, che raggiungerà elevati gradi di personalizzazione e dinamicità anche nell’ecosistema tv.

I “futuri possibili” sono anche stati prospettati dal punto di vista della salute. Se ne è occupata Daniela Minerva, Caporedattore di Repubblica per RSalute e salute.it, descrivendo il concetto di medicina dei sani e le nuove regole per stare bene. Per l’occasione, Minerva ha anche annunciato la nascita di “Live”, un nuovo mensile dedicato al tema che verrà distribuito con tutti i quotidiani del gruppo Gedi; la tiratura sarà di 650 mila copie.

Huddle, misurare… ciò che serve davvero

Non c’è dubbio che, nell’ambito delle infinite possibilità che si pongono di fronte a ogni business, un ruolo chiave è giocato dalla sperimentazione, dalla creatività. Dalla capacità anche di sbagliare, capire, correggere.

Ma per “misurare” successi ed errori, abbiamo bisogno di strumenti di valutazione all’altezza dei tempi. «Oggi, in particolare, una grande sfida in questo campo è rappresentata dalla capacità di misurare gli effetti della comunicazione sui vari canali, in modo unificato», ha detto Jane Ostler, Global Head of Media, Insights Division di Kantar nell’ambito del suo intervento “Measure what matters”: uno speech ricco di spunti, tra cui è emerso lo scarso gradimento degli utenti rispetto all’advertising online, rispetto alle forme più tradizionali di pubblicità sui mezzi classici. Di qui la necessità delle aziende che comunicano online di spingere sul pedale dell’innovazione, sforzandosi di essere creativi, anche nei formati utilizzati, e di porre molta attenzione alle forme di comunicazione più “integrate” come product placement e branded content. «Ci dobbiamo abituare a un futuro dove tante delle classiche categorie con cui dividevamo il mondo non esisteranno più», ha commentato la manager.

Ad Huddle, diversi sono stati gli spunti più tecnici sul mondo della pubblicità, come quelli portati dalle big Amazon, Google e Oath e Facebook. In tema di social, non poteva mancare l’intervento di una delle realtà più dinamiche del settore della comunicazione “2.0”, Friendz, la cui ascesa è stata raccontata dalla co-founder Cecilia Nostro.

Quantcast, società specializzata in dati, ha affrontato poi il tema del rapporto tra uomo e tecnologia (leggi qui l’articolo dedicato all’intervento di Ilaria Zampori), successivamente ripreso anche da Antonella La Carpia, Marketing Director EMEA e APAC di Teads, che nel suo intervento ha cercato di ipotizzare i molteplici ruoli e funzioni che la tecnologia potrà avere nella vita quotidiana di ognuno di noi.

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Antonella La Carpia

In tal proposito, non poteva mancare un accenno a uno dei principali fenomeni emergenti del settore, ovvero i dispositivi a comando vocale, che secondo la relatrice saranno «sempre più intelligenti e reattivi, e avranno una diffusione ancora maggiore nel mercato».

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