Google I/O 2017: ecco tutte le novità pubblicitarie annunciate da Big G

Dal nuovo look di AdMob alla possibilità di posizionare più annunci su Google Play, da Smart Bidding al programma App Attribution Partners: all’evento si è parlato (anche) di monetizzazione

di Alessandra La Rosa
18 maggio 2017
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Tra nuovi prodotti e soluzioni, nella prima giornata di I/O 2017, la conferenza di Google dedicata agli sviluppatori, c’è stato spazio anche per alcune novità pubblicitarie di Big G.

A partire dal nuovo look di AdMob, il sistema di monetizzazione delle app che frutta agli sviluppatori 3,5 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari su un milione di applicazioni tra Android e iOS, come rivela la stessa Google in un blog post. Il nuovo AdMob ha adottato il Material Design di Google sia nella versione desktop che mobile: un look più asciutto e coerente alle altre property di Big G. Il nuovo design rende più facile selezionare un’app, controllare le sue metriche chiave e compiere degli aggiustamenti per migliorare le sue performance. Su AdMob, inoltre, arriva l’integrazione di Google Analytics for Firebase: collegando gli account di AdMob e Firebase, è ora possibile accedere a dati dettagliati sui ricavi pubblicitari dell’app e ad informazioni come il tempo speso sull’app e gli acquisti in-app.

Big G ha introdotto anche nuovi posizionamenti pubblicitari su Google Play, in particolare sulla home page e sulle pagine degli elenchi di app, disponibili esclusivamente tramite Universal App Campaigns, il sistema che consente di utilizzare un’unica tipologia di campagne per raggiungere utenti tramite Google Search, AdMob, Google Display Network, YouTube e Google Play.

UAC, dal canto suo, godrà anche di un’espansione delle strategie di Smart Bidding, che consentono agli sviluppatori di targettizzare meglio uno specifico sottogruppo di utenti, come chi è più fedele al brand o chi spende di più in acquisti in-app. Gli sviluppatori potranno adesso impostare aste in base ai propri obiettivi di business, come target cost per acquisition (tCPA) o target return on ad spend (tROAS). La novità sarà disponibile, su Android e iOS, a partire dai prossimi mesi.

Google, infine, ha annunciato il lancio di App Attribution Partners, un nuovo programma che integra in AdWords i dati di sette società esterne di misurazioni: adjust, Adways, AppsFlyer, Apsalar, CyberZ, Kochava e Tune.

Il machine learning protagonista di Google I/O 2017

Ma al di là delle novità prettamente pubblicitarie, all’evento ampio spazio è stato dato anche ai nuovi servizi del colosso di Mountain View. Tutti, apparentemente, dotati di un importante plus: l’Intelligenza Artificiale, o ancora meglio il Machine Learning. Computer e algoritmi capaci di riconoscere immagini e video nel mondo circostante saranno applicati alla gestione delle foto, agli assistenti virtuali o alla ricerca di posizioni lavorative.

Il Machine Learning sarà al centro delle nuove funzionalità dell’assistente virtuale di Google, “Assistant“, a partire da questi giorni disponibile su iPhone. Assistant sarà anche integrato in Google Lens: gli utilizzatori del prodotto potranno ad esempio inquadrare con la fotocamera dello smartphone la locandina di un concerto e ricevere informazioni sull’evento tramite Lens, o acquistarne i biglietti tramite Assistant, che si occuperà anche di registrare il concerto su Calendar.

Le tecnologie del Machine Learning saranno applicate anche alla ricerca del lavoro: Google infatti ha annunciato il lancio di un servizio di ricerca, Google for Jobs, che proporrà posizioni lavorative sulla base delle ricerche degli utenti. Big G riconoscerà quando un utente cerca una posizione lavorativa su Google Search, e mostrerà in evidenza tra i risultati annunci che corrispondono alla ricerca. Grazie al Machine Learning, sarà possibile visualizzare risultati ancora più precisi o posizioni lavorative che meglio si collegano a quanto ricercato. In ogni caso, Google non si sostituirà (almeno per il momento) ad altri fornitori specializzati, come LinkedIn, Facebook, Monster o Glassdoor, ma anzi avvierà delle partnership con essi. Nel giro di qualche settimana il servizio sarà attivo in USA, con altri mercati a seguire.

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