La rivoluzione Digital al centro del 3° Forum WPP Ambrosetti

Al centro dell’incontro, la comunicazione, con il suo volto “tech” e multidevice, e il suo ruolo come leva per riportare gli investimenti in Italia. Ecco gli interventi di Paolo Ainio, Massimiliano Ventimiglia e Sir Martin Sorrell

di Alessandra La Rosa
14 novembre 2014
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«In uno scenario economico sempre più competitivo e globale, la comunicazione ricopre un ruolo strategico fondamentale per il nostro Paese, perché supporta la competitività e l’innovazione delle imprese, stimola i consumi e valorizzare l’attrattività dell’intero Sistema»: con queste parole di Massimo Costa, country manager di WPP Italia, si è aperto stamattina a Milano il 3° Forum WPP | The European Hose – Ambrosetti.

La comunicazione, come volano per generare valore e attirare nuovi investimenti dall’estero in Italia, è stato l’argomento al centro del dibattito che ha visto confrontarsi sul palcoscenico del campo da tennis di Villa Necchi Campiglio a Milano rappresentanti di aziende, media e istituzioni, tra cui l’ospite d’onore è stato il ceo di WPP Sir Martin Sorrell.

Grande importanza, nel corso della mattinata, è stata data al tema del Digital, e a come questo mezzo, ormai parte della quotidianità degli italiani, abbia rivoluzionato e stia rivoluzionando il panorama mediatico, ma anche il modo di fare impresa, e marketing.

Paolo Ainio, ceo di Banzai, ha sottolineato come rispetto a 5 anni fa la dieta mediatica oggi sia molto cambiata. «Vi porto l’esempio della mia famiglia, che spende 10 ore al giorno sui media connessi, e solo 8 su quelli tradizionali – ha spiegato -. Ma non è solo questione di fruizione: la spesa dei consumatori sui media è scesa drasticamente da 5000 a 3600 euro all’anno, e quella sulla stampa è passata da 4000 a 1300 euro. Il sistema dei media sta profondamente cambiando ma a questa trasformazione, così come a quella dei consumi mediatici, non corrisponde un’analoga variazione della spesa pubblicitaria sui mezzi. Sulla stampa oggi si investono 4,5 miliardi di euro, a fronte di 1,5 miliardi sul digital, tra pc, desktop e tablet. Il digital sta mettendo in atto una rivoluzione, ponendo anche delle basi per un nuovo tipo di remunerazione per il panorama dei media».

Un momento del Forum

Massimiliano Ventimiglia, chief digital officer di Wpp Italia, invece, ha posto l’accento sull’esigenza, da parte delle imprese, di riconoscere il ruolo importante del digital nella trasformazione della cultura e dei consumi del pubblico, e di ristrutturare in conseguenza di questo il proprio modello di fare impresa. «Come devono le aziende adattarsi a questo nuovo contesto attuale? Devono innanzitutto essere veloci, non lavorando per flight o per programmazione ma in maniera più snella e flessibile. Poi, devono comprendere il reale cambiamento in atto nel consumatore: tutto deve infatti passare dal filtro del “consumer validation”, perché tutto parte dai bisogni del pubblico. Altra cosa fondamentale, per le aziende, è riconoscere la cosiddetta “Rise of Tech”. Oggi tutte le azienda, anche quelle non propriamente tecnologiche, sono software developer. Ma il digital non è solo tecnologia, è anche media e approccio matematico: è un ambito olistico, che ormai pervade tutto. Le aziende devono comprendere a fondo questo cambiamento, e adattare le loro strutture per seguirlo».

Nel corso della mattinata si è anche discusso del ruolo della comunicazione per attirare nuovi investimenti dall’estero in Italia e di come le istituzioni e le aziende italiane debbano dedicare alla comunicazione dei prodotti e del Paese maggior attenzione ed energie. Il mercato della comunicazione in Italia anche quest’anno è in lieve contrazione, sebbene meno degli scorsi due anni: un calo degli investimenti che riflette il calo dei consumi e la stagnazione delle esportazioni.

«Molti oggi pensano che l’Italia possa rappresentare un rischio nell’economia globale. Io sono invece convinto che l’Italia sia una opportunità – ha sottolineato Martin Sorrell nel suo intervento -. L’Italia è un mercato in cui WPP cresce, mentre molti competitor stanno soffrendo. Io credo sia per la nostra capacità di lavorare sempre più insieme per dare risposte efficaci ai clienti».

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