Digital Advertising 3.0, i nuovi scenari della comunicazione

Paolo Mardegan, Giuseppe Riva e Sofia Scatena parlano del futuro della pubblicità digitale nel volume edito da Maggioli Editore, presentato martedì a Milano in un evento in Cattolica che ha fornito l’occasione per parlare di come sta cambiando la comunicazione su internet con alcune figure di spicco della industry

di Caterina Varpi
05 aprile 2016
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Con il digital e le nuove tecnologie il mondo della pubblicità sta cambiando: si va verso una adv in grado di capire le intenzioni degli utenti, di raggiungere il target giusto al momento giusto, di coinvolgere il pubblico, ponendosi come un messaggio utile alle persone. Si va verso un contesto in cui gli utenti andranno in cerca dell’adv e guarderanno ai contenuti di valore proposti dai marchi.

Sono questi i nuovi scenari che si prospettano per il futuro della pubblicità digitale e di cui si è parlato alla presentazione del libro, edito da Maggioli EditoreDigital Advertising 3.0 a firma di Paolo Mardegan, fondatore e ceo di DigiTouch e consigliere direttivo Iab Italia, Giuseppe Riva, professore di psicologia della comunicazione e psicologia e nuove tecnologie della comunicazione all’Università Cattolica di Milano, e Sofia Scatena, docente a contratto di psicologia del marketing e dei nuovi media sociali presso l’Università Cattolica di Milano, con una tavola rotonda alla presenza degli autori, moderata da Simone Freddi, direttore di Engage.

«3.0 significa che il digital advertising cerca di capire l’utente e le sue intenzioni e cerca di coinvolgerlo – ha spiegato Mardegan -. Bisogna sfruttare le nuove tecnologie che saranno sempre più alla portata di tutti per ascoltare il contesto e dare il messaggio giusto al target giusto».

 

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da sinistra: Simone Freddi, Giuseppe Riva, Paolo Mardegan e Sofia Scatena

L’incontro ha fornito l’occasione per un dibattito sui nuovi scenari della comunicazione interattiva con alcuni personaggi di spicco del settore: «Il mercato dell’adv digitale in Italia cresce del 10% ogni anno da circa 10 anni ponendosi ormai al centro di tutto il panorama della comunicazione – ha dichiarato Carlo Noseda presidente di Iab Italia e co-founder e managing partner di M&C Saatchi. – Si tratta di un mercato in crescita ma per non arrestare questo sviluppo bisogna fermarsi a riflettere e affrontare alcune problematiche come quelle relative all’ad blocking. Il 12 % delle persone ne fa uso: per evitare questo non dobbiamo abusare della pubblicità. L’uso dei big data vuol dire small cluster: un messaggio deve arrivare al giusto target in modo da evitare che gli utenti usino i blocchi degli ads. Inoltre, il digital nel nostro Paese non è ancora diffuso come dovrebbe: non è solo un problema di infrastrutture ma anche di cultura».

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Un momento della tavola rotonda

Come arrivare al pubblico giusto nel momento giusto? Tech company come Adform, nata nel 2002, lavorano in ambito programmatic, permettendo l’erogazione di campagne pubblicitarie sfruttando i dati. Alfonso Mariniello, country manager Italia della società: «Si tratta di tecnologie che hanno ribaltato il mercato permettendo l’acquisto in tempo reale del formato adv e fornendo il giusto messaggio al target giusto nel momento più opportuno. Grazie all’Rtb e ai big data le aziende possono comunicare con il loro pubblico grazie ai dati del loro crm e contattando nuovi utenti grazie ai third party data».

«Grazie ai dati si può fare e si potrà fare molto, come la segmentazione e la geotargetizzazione della nostra utenza. Abbiamo accelerato negli investimenti in adv negli ultimi due anni. La previsione delle spese sul digital è del 40% del budget in comunicazione per questo anno fiscale», ha commentato Riccardo de Rinaldini, communication manager di Eolo.

A parlare di mobile è stato invece Diego Farina, mobile marketing e advertising senior product manager di Vodafone: «Il mobile può essere considerato il primo media di approccio con le persone. Lo smartphone è lo strumento più personale per contattare il cliente. Il nostro intento è quello di arrivare al target corretto quando è più propenso all’acquisto. Se il cliente sente le campagne troppo invadenti, c’è il rischio che stoppi la comunicazione. L’adv deve essere un servizio per il cliente».

Il tutto senza dimenticare la creatività. Grazie al digital e alle nuove tecnologie si possono tenere maggiormente sotto controllo le spese per le campagne ma anche il messaggio è un aspetto che non deve rimanere in secondo piano. Un annunco deve essere interessante e catturare l’attenzione di chi lo guarda oltre che arrivare alla persona giusta.

Infine, Paolo Pascolo direttore creativo di Imille ha parlato del ruolo della realtà virtuale nel futuro dell’adv: «Questo tipo di tecnologia permette di girare video a 360°, riprodurre video 3 D a 360° e real time 3D simulation. Si tratta di tecnologie che stanno arrivando sul mercato e promettono di cambiare anche il settore della pubblicità».

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Paolo Pascolo

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