Data Science: all’incontro di Gruppo DigiTouch l’evoluzione dei dati nel marketing

Uno dei temi caldi del Mar-Tech al centro del nuovo appuntamento con il ciclo di eventi “Start in Touch”, andato in scena venerdì a Milano

di Valentina Castellano Chiodo
18 maggio 2018
Artibani-Cirtoli-De-Bernardi
Da sinistra Giordana Artibani, Roberto Cirtoli e Fabio De Bernardi

Come il Data Science ha favorito il passaggio da un approccio caotico ai dati al machine learning e quali opportunità ha aperto alle aziende? Si è aperto con questa domanda il quinto incontro della rassegna “Start in Touch: l’innovazione a colazione”, lanciata dal Gruppo DigiTouch, la società italiana specializzata nel Mar-Tech.

In collegamento telefonico Luigi Alessandro Longo, Head of Intelligence del Gruppo DigiTouch, e in sala Giordana Artibani, Head of Account in DigiTouch Agency e Fabio De Bernardi, Country & Sales Manager UK dell’azienda specializzata nel marketing data intelligence Adverity, hanno illustrato un excursus storico e spiegato come si è arrivati ai big data e al machine learning, mostrando come utilizzare il targeting e la misurabilità come strumenti per comprendere il consumatore e migliorare il ROI attraverso l’analisi dei dati.

Roberto Cirtoli, Sales Director DigiTouch ha salutato gli ospiti ricordando quanto oggi la trasformazione dei dati in informazioni rappresenta una delle grandi sfide e conquiste, frutto dell’evoluzione nel modo di archiviare e trattare i big data e dell’implementazione di attività di analisi nel digital marketing.

A raccontare l’esperienza del passato è stato Luigi Alessandro Longo, che ha iniziato con un excursus storico dell’evoluzione dei dati a partire dagli anni ’70, con focus dal 2000 ad oggi, periodo che grazie ai grandi colossi come Google, ha permesso una personalizzazione a livello marketing sempre più precisa sugli interessi degli utenti, supportando le attività di business e l’attività dei marketer.

Tante le case history positive illustrate, da NHotel a Ferrero, da Domino’s Pizza a Ulmart, che hanno puntato su data analysis e marketing creativo per differenziarsi dalla concorrenza grazie a soluzioni efficaci, come l’utilizzo dei dati in tempo reale, l’integrazione di google tag manager, analytics 360, CRM e DMP in big query per l’implementazione di analisi comportamentali avanzate, l’uso di modelli avanzati di clustering e di lookalike modeling.

Un momento dell'evento
Un momento dell’evento

Inoltre Luigi Alessandro Longo ha sostenuto: «Entro il 2020 il learning machine rivoluzionerà il marketing e lo farà grazie alle analisi preventive sulle vendite e i comportamenti, grazie ai modelli strategici di cross-selling e up-selling e porterà alla personalizzazione per ogni singolo utente. Con i dati raccolti si potranno prevedere i rischi, ecco perché l’approccio vincente è l’unione del marketing con l’analisi dei Big Data».

Giordana Artibani, ha quindi sottolineato come, nell’ambito del marketing data-driven, non è tanto il dato il vero valore, ma il come lo si utilizza e la sua analisi a supporto delle strategie in real time, fondamentale per poter cambiare in tempo reale la strategia. «Oggi – ha spiegato – con il data driven ci stiamo evolvendo, puntiamo a previsioni sempre più precise con le intuizioni: il sogno di tutti i marketer è quello di poter anticipare il futuro e le tendenze di vendita, non per un determinato segmento di mercato, ma precisamente con il one-to-one, cosa che ancora effettivamente non viene fatta. In Italia si utilizzano azioni di retargeting, quindi i consumatori vengono rincorsi continuamente da quell’adv, lo step successivo è di comunicare alla giusta persona quello che si vuole sentir dire, evitando di fare spam e permettere che adv e marketing siano effettivamente rilevanti per l’utente».

Per raggiungere questo obiettivo, è importante che le aziende possano ottenere il massimo dall’analisi dati di marketing, con semplicità. A parlarne è stato l’ospite speciale dell’evento, Fabio De Bernardi, Country & Sales Manager UK di Adverity. «Il problema delle aziende oggi è che ci sono troppi dati e in troppi posti: questi dati devono essere centralizzati e va fatta un’analisi coesiva, quindi il primo obiettivo è avere una figura che abbia una mission per l’azienda dall’amministratore delegato di aggregare i dati in un solo posto. Oggi la nuova tecnologia ci aiuta a semplificare il lavoro e ottimizzarlo al massimo. La nostra azienda fa sia la parte di acquisizione di dati che di visualizzazione: bisogna stare attenti a non puntare tutto su una dashboard bella, ma l’importante è che i dati che ci siano dietro siano solidi, corretti e pensati bene».

Adverity-de-bernardi
Fabio De Bernardi a Start in Touch

«Bisogna prendere di più dalle proprie agenzie», ha avvertito De Bernardi. «Nel digital ci sono casi di élite, ma tante agenzie devono evolversi, non frammentare, avere un referente che abbia la capacità di lavorare su più dati e creare un team interno multifunzionale per lavorare su questi dati a 360°. Lo step evolutivo successivo per le aziende può anche essere quello di portare internamente questo tipo di conoscenza: ad oggi c’è difficolta ad assumere i profili competenti, che le agenzie hanno, ma fra 5 o 10 anni o anche meno questi profili dovranno essere principali all’interno dell’aziende che vorranno mantenersi competitive sul mercato, per non restare fuorigioco». I dati, ha chiosato De Bernardi, sono «il petrolio” del futuro!».

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