“Data for breakfast”: alla scoperta del dato che fa la differenza con gli specialisti di Weborama

Si è tenuto stamattina a Milano l’evento organizzato dalla società leader nell’audience driven advertising e pensato per aiutare la comprensione del valore dei dati in una moderna strategia di comunicazione

di Simone Freddi
23 settembre 2014
Evento_Weborama
Un momento della mattinata

I dati possono dare il tocco “magico” a una ricetta di comunicazione? Sì, ma non da soli, e soprattutto non se non si sa come ricavarne valore.

Proprio con l’obiettivo di aiutare la comprensione del valore dei dati in una moderna strategia di comunicazione, Weborama ha organizzato oggi a Milano “Data for Breakfast”: un’intera mattinata in compagnia di alcuni dei più brillanti professionisti di uno dei Gruppi leader in Europa nell’audience driven advertising (16 anni di esperienza, 228 dipendenti e un database di 55 milioni di profili unici solo in Italia) a parlare di argomenti come clustering, cookies, quantili, “c-clones”.

Il tutto nella cornice della Sala delle Colonne del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”, in un gioco di sponda tra passato e presente all’insegna dell’avanguardia scientifica come motore del cambiamento.

«Non è sufficiente avere “tanti” dati, se non si sa come farli fruttare», ha spiegato Roberto Carnazza, country manager Italy di Weborama, che ha messo in chiaro innanzitutto che «I dati non sono un prodotto da supermarket» mettendo in luce il “circolo virtuoso” dei dati, un processo senza fine che parte dalla raccolta per passare ad apprendimento, elaborazione di modelli, costruzione di profili, utilizzo e quindi nuova raccolta e così via, rendendo i dati un vero e proprio asset dotato di senso.

“Data for Breakfast”, oltre a costituire un’interessante occasione di approfondimento su un tema che sta diventando sempre più centrale con l’avanzata delle piattaforme di programmatic adv, marca anche il riposizionamento di Weborama da provider tecnologico a player specializzato in data providing.

«In questo momento stiamo investendo molto per affermare sul mercato la nostra DMP Weborama Audience Manager, che si adatta perfettamente sia alle esigenze degli advertisier, sia degli editori», spiega Carnazza. «I dati sono il fenomeno nuovo della pubblicità, ma è ancora difficile riscontrare la volontà di utilizzarli in maniera davvero matura. Ma nel mercato che si sta configurando, l’accesso all’inventory di per sé diventerà una commodity. E’ l’ottimizzazione che farà la differenza».

 

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