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24/02/2020

Coronavirus, danno da 1,5 miliardi per il turismo congressuale. La stima di Federcongressi

L'associazione lancia l'allarme: «Ingente impatto economico per le imprese del settore e per l'indotto»

Alessandra Albarelli, presidente Federcongressi&eventi

Alessandra Albarelli, presidente Federcongressi&eventi

L'Italia inizia a fare i contni con le conseguenze anche economiche dell'epidemia di Coronavirus. A fare i conti con un un danno immediato e piuttosto ingente è il turismo congressuale, vista l'entrata in vigore dello stop a eventi e manifestazioni pubbliche e private in varie regioni. A lanciare l'allarme è Federcongressi&eventi, "É stimata in oltre un miliardo e mezzo di euro - scrive l'associazione in una nota - la perdita economica che le imprese del settore dei congressi e degli eventi subiranno nell’arco di un solo mese a causa dell’allarme Coronavirus che ha spinto Regioni quali l’Emilia Romagna, la Lombardia e il Veneto a vietare sul proprio territorio lo svolgimento di eventi e manifestazioni pubbliche e private". A queste misure si aggiungono altri provvedimenti, come "quello adottato dal Comune di Roma di sospendere i concorsi pubblici nazionali in programma nei prossimi giorni presso Fiera di Roma". "Si confida - scrive Federcongressi&eventi - che la decisione di includere tra gli eventi interdetti anche congressi ed eventi aziendali sia stata presa perché ritenuta fondamentale e necessaria per ragioni di salute pubblica e che abbia una durata circoscritta: l’organizzazione di congressi ed eventi coinvolge, infatti, un’intera filiera produttiva (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) che sarà fortemente penalizzata dall’eventuale perdurare delle ordinanze". “Il nostro è un grido di allarme che chiede risposte immediate e precise”, sostiene Alessandra Albarelli, presidente dell’associazione. “Siamo chiaramente consapevoli di come sia indispensabile adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute pubblica e siamo stati pronti ad attuarle. Alle istituzioni chiediamo, però, di aprire urgentemente un dialogo con la nostra associazione affinché le eventuali successive ordinanze tutelino il settore della meeting industry: cancellare lo svolgimento di eventi e congressi significa infatti arrecare un ingente danno economico non solo alle imprese direttamente coinvolte nella loro organizzazione, ma anche alle città e ai territori che li ospitano alla luce dell’indotto generato". A causa dei provvedimenti, la stessa Federcongressi&eventi ha annullato la propria convention, che si sarebbe dovuta svolgere in Veneto il 24 e 25 febbraio.

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