Dal Sasso, Nielsen: «Il mercato adv nel 2019 non oltre il +1%»

L’AIS Managing Director dell’azienda di misurazione e analisi dati dà una prima lettura dell’anno in corso su cui pesano comunque incertezza politica e le imminenti elezioni

di Teresa Nappi
16 maggio 2019
Alberto-Dal-Sasso-Nielsen
Alberto Dal Sasso

Sono prudenti – rispetto alle stime già formulate per il mercato pubblicitario nel 2019 – le previsioni che Nielsen condivide oggi sull’anno in corso.

Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen, intervistato a margine della conferenza stampa di apertura de Linkontro Nielsen 2019, parla di crescita sì, ma non oltre il +1% per il settore.

«Si tratta di un risultato, che se confermato, non va letto assolutamente come negativo, viste le incertezze che il Paese sta vivendo in questo momento, anche in vista delle elezioni», dice il manager.

Rispetto al quadrimestre, il manager parla poi di una sostanziale riconferma dei risultati registrati nel trimestre: «Da una primissima occhiata ai dati relativi ad aprile, posso dire che le previsioni vedono ancora una sostanziale stabilità. I quattro mesi dovrebbero confermare una decrescita di poco inferiore allo zero, mantenendo il trend che ha caratterizzato i tre mesi chiusi a -0,2% (leggi qui l’articolo dedicato all’analisi sui tre mesi del 2019)».

L’incertezza sta per far sentire il suo peso

Con le elezioni dietro l’angolo e le incertezze politiche che attraversano il nostro Paese nello specifico, non si possono teorizzare grandi stravolgimenti rispetto agli andamenti che il mercato pubblicitario registrerà nel corso della seconda parte dell’anno.

Un aspetto questo che i dati sul grado di fiducia delle imprese italiane, decisamente più contenuta rispetto a quella dei consumatori presentati nel corso della conferenza di apertura da Romolo de Camillis, Retailer Services Director di Nielsen Italia (leggi qui l’articolo dedicato), denunciano in modo molto chiaro.

Gap-fiducia-Nielsen-2019

«Se si considera che nel trimestre il settore Alimentari – il primo settore in termini di spesa pubblicitaria in Italia – ha chiuso a -0,9%, possiamo ravvisare i segnali di una prima frenata degli investimenti, seppur contenuta. Se il grado di fiducia di chi investe in pubblicità non aumenta, ci saranno sicuramente ricadute sulla spesa in adv», precisa il manager.

Al contempo però Dal Sasso dichiara che il -0,9% registrato dal settore nel trimestre può anche essere semplicemente figlio dell’anno dispari, in cui non vanno in scena quei grandi eventi (Olimpiadi e Mondiali di Calcio) che richiamano l’attenzione degli spender.

«Molto si definirà dopo le elezioni, quando potremmo avere forse una maggiore certezza nell’incertezza», conclude il manager.

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