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24/09/2018
di Cosimo Vestito

In Italia la pubblicità crescerà dell'1,6% nel 2018. Lo dice Zenith

Si prevede inoltre che gli investimenti sul digitale continueranno a crescere del 7% quest'anno, trainati soprattutto da online video e social media

Secondo l'Advertising Expenditure Forecast di Zenith (qui l'articolo dedicato alle stime sul mercato globale), nel 2018 il mercato pubblicitario italiano crescerà del +1,6%, un decimale in più rispetto alle stime comunicate a giugno. La TV, dopo la contrazione del -1.6% registrata nel 2017, tornerà a crescere del +0.7% grazie ai Mondiali di calcio. La radio conferma il trend positivo che dal 2015 ad oggi non ha conosciuto sosta: +4.2% nel 2018. Si prevede che anche gli investimenti sul digital continueranno a crescere (+7% nel 2018), trainati soprattutto da online video e social media. Le connessioni Internet tramite device mobili (smartphone e tablet) mantengono una crescita a doppia cifra: 34.2 milioni di utenti unici a marzo 2018 (reach mensile: 62.3%), +11.9% rispetto al 2017. In termini di utenti unici e di tempo speso il mobile raddoppia il desktop. Sempre in calo la stampa: -7% per i quotidiani, -6.8% per i magazine. Per far fronte alla forte crisi che sta attraversando il mezzo, nel 2018 il governo riserverà incentivi (tax credit) alle aziende che investiranno in pubblicità sulla stampa almeno l’1% in più rispetto all’anno precedente. Infine, si prevede una chiusura anno con segno positivo sia per il cinema (+1.9%) che per l’outdoor (+2%).

I dati sull'economia italiana

Continua la ripresa dell’economia italiana nonostante la situazione politica sia ancora caratterizzata da incertezze. Nel 2017 il PIL italiano è cresciuto dell’1,5%; nel 2018 si prevede un’ulteriore crescita dell’1.5%. In leggero aumento il tasso di inflazione (0.9% nel secondo trimestre 2018), mentre il tasso di disoccupazione è stabile intorno all’11.01%. Nel corso dell’ultimo anno è aumentata la fiducia dei consumatori (indice 115,7 nel secondo trimestre 2018 vs 106,7 nel secondo trimestre 2017), mentre l’Indice di fiducia delle aziende manifatturiere è passato da 107,4 a 107,7.

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