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04/03/2020
di Francesco Tempesta

Coronavirus: come stanno reagendo gli italiani? L'analisi di Friendz

Stando a una ricerca condotta sugli utenti della community, tra gli scaffali vuoti dei supermercati e la riscoperta di alcune buone abitudini, il buonsenso rimane il principale punto di riferimento

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In una situazione delicata come quella che stiamo affrontando, è il buonsenso il principale punto di riferimento per gli italiani, secondo la ricerca condotta su 2.994 utenti nella community Friendz. Che abitino nelle zone direttamente interessate dai provvedimenti preventivi voluti dal governo o meno, sono due i punti su cui tutti si trovano d’accordo: la situazione è stata comunicata in modo fin troppo drammatico e pessimistico (28,9%), e con delle evidenti contraddizioni negli ultimi giorni per cercare di mitigare l’allarmismo generatosi (27,2%).

Comunque, meglio tenersi informati: la maggior parte degli italiani ha adottato senza troppi capricci le misure di prevenzione suggerite dall’OMS

Informarsi adeguatamente è comunque considerato fondamentale dalla maggior parte dei rispondenti, per essere in grado di adattare i propri comportamenti di conseguenza ma con cognizione di causa: il 36,2% infatti dichiara di aver seguito con attenzione tutti gli aggiornamenti sulla diffusione del virus, mentre il 47,7% dichiara di aver cercato di evitare l’eccesso di informazione per non farsi condizionare dai toni più allarmistici. L’informazione arriva prevalentemente da telegiornali nazionali e locali (49,1%), in seguito dai siti dei principali quotidiani (36,3%) e dai servizi durante i programmi televisivi (20%). Rimane comunque una certa diffidenza nei confronti di chi diffonde le informazioni, con il 30,3% dei partecipanti alla ricerca che vorrebbe vedere un maggior coinvolgimento degli esperti sul tema. In generale, l’adozione delle misure preventive indicate dalle autorità competenti è stata recepita su tutto il territorio nazionale. Il 66% dei rispondenti ha percepito l’effetto dell’emergenza in modo più o meno diretto sulla propria quotidianità, ma con due focus diversi: nelle zone più interessate dal contagio si evita il più possibile di frequentare i luoghi pubblici affollati (37,9%), mentre nelle zone meno a rischio la principale preoccupazione è l’igiene personale (44,9%). Se è vero, quindi, che l’approccio dei mezzi di informazione è considerato spesso esageratamente drastico, i suggerimenti dell’OMS in termini di prevenzione sono stati adottati senza troppi capricci. In effetti, per chi si dichiara promotore di buonsenso, lavarsi le mani frequentemente dovrebbe essere già una buona abitudine consolidata.

In mezzo al coro di voci, gli italiani si aspettano che anche le aziende prendano una posizione

Ma allora come ci spieghiamo le foto degli scaffali vuoti nei supermercati? Dalle risposte raccolte da Friendz, solo il 14% degli italiani ammette di essersi fatto prendere la mano dalla situazione, mentre più dell’80% delle persone non ha cambiato affatto le sue abitudini di spesa. La verità è che, nel mondo che ci circonda e che ci bombarda continuamente di informazioni più o meno contrastanti, anche le aziende giocano un ruolo importante nell’influenzare i comportamenti delle persone. Secondo il 65% dei partecipanti alla ricerca, infatti, anche le aziende dovrebbero prendere una posizione sulla situazione attuale e comunicare il loro punto di vista con trasparenza, rassicurando i consumatori in merito alle misure di sicurezza adottate per preservare sia la qualità dei prodotti, sia la salute dei propri dipendenti. Inoltre, l’assalto agli scaffali di cui abbiamo già parlato, nel 40% dei casi fa anche temere un imminente rialzo dei prezzi dei prodotti di prima necessità, su cui sarebbe opportuno rassicurare il mercato.

Imperturbabili, anche di fronte ad un viaggio cancellato

C’è anche chi ha dovuto rinunciare ad una vacanza, per via delle misure cautelative imposte dagli stati esteri. Anche in questo caso però la maggior parte dei rispondenti ha affrontato la notizia con una certa comprensione, a tratti anche stupefacente per un popolo generalmente permaloso: il 67,1% dei nostri utenti pensa che la limitazione degli spostamenti per gli abitanti dei Paesi più colpiti dal virus, come il nostro, sia una misura cautelativa giusta per evitare un'ulteriore diffusione del contagio. Per quanto riguarda invece le disposizioni dei Paesi esteri, che suggeriscono ai loro cittadini di limitare le trasferte in Italia, il 42,6% lo reputa un consiglio sensato, mentre il 43,4% pensa che sarebbe sufficiente qualche accorgimento di buonsenso. Passato pericolo? Non ancora. Le misure preventive straordinarie per le regioni più colpite dal contagio sono state prorogate per tutta la settimana appena iniziata, con il 49,8% delle persone che si dichiara d’accordo con questa decisione.

Guardiamo il lato positivo: abbiamo riscoperto un po’ di buone abitudini

Eppure, se buttiamo un occhio a cosa succederà domani, gli italiani sono ottimisti: il 51% è sicuro che saremo capaci di lasciarci questa situazione alle spalle molto in fretta, e presto tornerà tutto come prima. E le buoni abitudini? Ci lasceremo alle spalle anche quelle? Oggi il 25% dei rispondenti dichiara che continuerà a muoversi in bicicletta, il 20,3% si propone di dedicare più tempo alla cura della casa, il 15% pensa che limiterà aperitivi e cene fuori, e il 13% è risoluto nel fare più sport all’aria aperta piuttosto che in palestra.

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