Upa, nel 2017 pubblicità a +1,8%. Sassoli: «Dal 2009 riassorbito un miliardo di investimenti»

Digital, radio e tv chiuderanno l’anno a segno più secondo le nuove previsioni degli investitori pubblicitari. Male la stampa che tuttavia nel 2018 potrebbe invertire la tendenza grazie al Tax Credit

di Simone Freddi
05 luglio 2017
Upa_Sassoli_2017
Lorenzo Sassoli de Bianchi

Più 1,8 per cento: questa la crescita attesa quest’anno per gli investimenti pubblicitari dall’UPA, che ha ufficializzato le sue nuove previsioni nel giorno della tradizionale Assemblea.

A trainare la crescita sarà di nuovo il digitale, inteso non solo come mezzo, ma anche come settore d’impresa: le aziende “native digitali” aumenteranno infatti la loro spesa in advertising “a doppia cifra” a beneficio non solo di internet, ma anche dei mezzi offline.

Nonostante l’assenza di grandi eventi sportivi, il 2017 riuscirà dunque a confermare il trend positivo già emerso nel 2015 (+1,7%) e 2016 (+3,7%) «Con il 2017 saranno 36 mesi consecutivi di crescita, con il recupero complessivo di un miliardo di spesa dal 2009. Le aziende hanno ritrovato la fiducia nella leva della comunicazione», ha detto ai giornalisti Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell’associazione degli investitori pubblicitari, nella tradizionale conferenza stampa che precede l’Assemblea UPA, quest’anno dedicata in gran parte alle opportunità (e alle insidie) della rivoluzione digitale (leggi qui l’articolo dedicato alla cronaca dell’evento).

Quest’anno, le migliori performance vengono dal settore automotive e da quelli della sfera della “persona”, come healthcare, farmaceutici, viaggi e turismo, con gli alimentari stabili e le telco a segno meno, ma pronte a un recupero a partire da settembre. A sorprendere positivamente sono però le PMI, «che quest’anno quest’anno sono intenzionate a incrementare i propri investimenti pubblicitari di oltre il 5%, a fronte di investimenti stabili per il comparto delle grandi imprese e il «punto di domanda» su quelle di medie dimensioni», ha spiegato Sassoli.

Si confermerà anche quest’anno la crescita degli investimenti delle imprese native digitali, che già lo scorso anno avevano investito 173 milioni di euro in pubblicità, di cui il 78% in tv: «L’online investe offline», ha sottolineato Sassoli, che ha previsto per quest’anno di una crescita di nuovo a 2 cifre per la spesa adv di quelle che una volta si chiamavano “dotcom”, dopo il 2016 a +12%.

Per quanto riguarda i mezzi, internet si conferma quello con i tassi di crescita più alti specie per le “solite” voci search e social. Ma vanno bene anche radio e tv (quest’ultima con una crescita in linea con il dato generale, quindi intorno al 2%), mentre la stampa sarà ancora negativa, anche se, ha detto Sassoli, il Tax Credit approvata dal parlamento potrebbe invertire la tendenza tanto che per l’UPA, al momento, è lecito presagire un 2018 a segno più: «sarà una svolta culturale, con la stampa che tornerà nell’agenda degli investitori», ha affermato Sassoli.

E in tema di “svolte culturali”, il presidente di UPA ha insistito sull’importanza di creare condizioni più favorevoli per lo sviluppo dell’ecommerce. «Un settore sul qual dobbiamo puntare di più è il commercio elettronico: è uno sbocco eccezionale e stimiamo che nei prossimi 5 anni rappresenterà il 10% dell’export italiano, ma siamo molto indietro. Serve più coraggio: nei primi 3 mesi del 2017 in Francia i venture capitalist hanno investito quanto l’Italia negli ultimi 3 anni», ha osservato Sassoli.

In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, «La competizione si basa all’80% tra sistemi-paese, non tra singole imprese», ha detto Sassoli, che ha lanciato la proposta di una “flat tax” sulle aziende che esportano, inserendo tra le priorità dell’Italia anche la capacità di attirare investimenti e trattenere i talenti.

Ricordando infine anche le varie iniziative che vedono impegnate l’Upa, come il “Libro Bianco” sul digitale e la definizione di una mappa dei Kpi di comunicazione, Sassoli ha anche lanciato la proposta di una ricerca congiunta con Assocom sul tema delle gare nel mondo della comunicazione, in vista del seminario sull’argomento organizzato dall’associazione delle agenzie martedì prossimo.

A tre anni dalla sottoscrizione da parte della stessa UPA delle linee guida fissate da Assocom sulle gare, queste vengono spesso disattese e in particolare, lamenta Assocom, troppe gare avviate dalle aziende si concludono con un nulla di fatto. «È una situazione che mi dispiace molto, credo sia necessario fare una continua moral suasion verso un atteggiamento che non è rispettoso delle professionalità», ha concluso Sassoli.

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