Vivendi acquisisce la maggioranza di Gameloft

Il controllo di Gameloft consente alla media company di Bolloré di entrare nel settore dei videogame e di mettere le mani su una società in forte crescita anche sotto il profilo pubblicitario, grazie al Programmatic

di Lorenzo Mosciatti
30 maggio 2016
Vincent Bolloré
Vincent Bolloré

L’obiettivo è raggiunto: Vivendi ha completato l’Opa su Gameloft e ora detiene la maggioranza dell’editore di videogame per cellulari.

Entrata nel gruppo lo scorso ottobre, la media company guidata da Vincent Bolloré deteneva già una partecipazione del 30% e, per raggiungere l’obiettivo dichiarato di raggiungere la maggioranza assoluta delle azioni, ha vinto la resistenza del fondatore di Gameloft Michel Guillemot, grazie a una offerta di 8 euro ad azione e all’appoggio del secondo azionista della compagnia, Amber Capital.

Il controllo di Gameloft consente a Bolloré di entrare nel settore dei videogame, che il finanziere bretone ha individuato come uno dei pilastri di traformazione della holding in una digital media company a vocazione europea.

Aspetto non trascurabile, il mercato dei videogame rappresenta un presidio strategico nel target dei teenager, sempre meno interessati ai media tradizionali, anche in chiave pubblicitaria. Il fatturato di Gameloft Advertising Solutions, la concessionaria di Gameloft specializzata in pubblicità mobile, si è moltiplicato per nove nel primo trimestre, grazie soprattutto ai forti investimenti nel programmatic.

Per ora si parla di 2,7 milioni di euro a trimestre, tuttavia l’editore ha obiettivi ambiziosi e stima che quest’anno dalla pubblicità arriveranno 20 milioni di euro di ricavi, che potrebbero diventare 100 milioni nel 2018 con un obiettivo totale di fatturato di 350 milioni.

Gameloft porta in dote a Vivendi un pubblico vasto fatto di 21 milioni di giocatori attivi al giorno, che passano in media 39 minuti sui videogame. “L’inventario pubblicitario di Gameloft rappresenta in volume circa il 40% di quello di TF1. Ed è un pubblico praticamente vergine”, ha commentato Richard-Maxime Beaudoux, analista di Bryan Garnier, a Les Echos.

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