TIM sceglie Berners-Lee, l’inventore del web, come testimonial e punta a potenziare l’accordo con Rai

La nuova campagna istituzionale partirà a gennaio e avrà tra le altre cose, lo scopo di consolidare Tim come marchio unico della compagnia

di Caterina Varpi
04 dicembre 2015
Sir_Tim_Berners-Lee

Digitale e contenuti: sono queste le due grandi sfide che Tim sta affrontando in questo momento.

10 miliardi di Euro di investimenti in infrastrutture in Italia – non ai primi posti in Europa relativamente a velocità media di connessione (come riportato dal rapporto sullo Stato di Internet relativo al secondo trimestre 2015 di Akamai) -, 95% della popolazione connessa in 4G e 75% di abitazioni raggiunte dalla banda ultra larga: sono questi gli obiettivi che confermano l’impegno della società nello sviluppo di servizi per la diffusione della cultura digitale nel Paese. Un progetto che la sigla affronta grazie al lavoro quotidiano di 20mila tecnici e 33mila specialisti impegnati sul territorio e con partnersip come quella siglata con Akamai in estate (leggi l’articolo dedicato).

Quale testimonial migliore dell’inventore del web per l’azienda di telecomunicazioni? Con l’inizio del 2016 partirà una campagna istituzionale, a cura dell’agenzia di riferimento del marchio Leagas Delaney, che vedrà come protagonista Tim Berners-Lee. Fu lui, infatti, a concepire la rete a partire dall’inizio degli anni Ottanta, contribuendo al cambiamento nella vita di tutti i giorni di moltissime persone.

Nel mese di luglio, in occasione del suo ventesimo compleanno, TIM è diventato il brand unico che integra tutte le offerte commerciali di telefonia fissa, mobile e internet del Gruppo Telecom Italia. Percorso che è stato fatto conoscere al grande pubblico con la creazione del nuovo sito Tim.it in estate e con la campagna di settembre, che ha sottolineato il ruolo da protagonista dell’azienda nella realizzazione delle infrastrutture di nuova generazione in Italia.

La nuova adv punta, tra le altre cose, anche a consolidare Tim come marchio unico della compagnia.

Nel frattempo, come riporta Il Sole 24 ORE,  in un contesto di grande attivismo nell’universo della tv on demand, è allo studio un potenziamento dell’accordo tra Rai e Timvision. La partnership attuale prevedere che alcuni contenuti siano visibili agli abbonati Timvision e inclusi nella sottoscrizione, altri sono Tvod (si paga per quel che si vede) e c’è poi tutta la parte di replay tv che permette la visione di programmi Rai in differita. Ora si parla della possibilità di avere in licenza alcune “prime” di produzioni cinematografiche della Rai e anche la coproduzione di miniserie. Timvision può puntare sull’ampiezza del catalogo con 7.000 fra film e serie tv unita al prezzo concorrenziale e non va a incidere sul consumo dati in mobilità.

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