E se lo smartphone non facesse più parte delle nostre vite?

Ogni giorno sentiamo parlare di realtà aumentata e di come influenzerà lo sviluppo dei contenuti nel 2018. Ma se a cambiare fosse anche il device di fruizione?

di Alessandro Affronto, CEO di Purple Network
10 gennaio 2018
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Sono passati poco più di dieci anni da quando abbiamo conosciuto lo smartphone; un tempo relativamente piccolo ma – nonostante questo – sono sicuro che oggi sarebbe surreale immaginarci senza uno schermo in tasca, un device che ci organizza le giornate e che abbiamo scelto come media principale per accedere ai contenuti che ci interessano.

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Ma se un futuro senza smartphone fosse invece possibile?

Sul versante tecnologico non è più una novità che sarà la Realtà Aumentata ad essere protagonista della prossima era digitale e non sarà in esclusiva per i device mobile ma entrerà nella nostra vita anche con i nuovi smart glasses.

In un futuro neanche troppo lontano, invece, anche nelle lenti a contatto.

La prima immagine che viene in mente adesso pensando agli smart glasses, è quella di aggeggi ancora un po’ sgraziati e pesanti, qualcosa che magari non si indosserebbe volentieri. Ma il passo per arrivare a modelli griffati non è affatto lungo.

Pensa alla tua montatura preferita che diventa smart, con integrato un sistema audio a conduzione ossea che ti permette di non essere completamente estraniato dagli input esterni.

Vue Smart Glasses
Vue Smart Glasses

Con un accessorio simile potremmo accedere non solo agli stessi contenuti che oggi abbiamo sullo smartphone ma molto di più: dalla classica applicazione del meteo in tempo reale ai social network, dai programmi per le videoconferenze fino alla messaggistica, e gli input sarebbero vocali o tramite semplici gesture.

Troppo strano? Non serve andare troppo indietro per ricordarci l’effetto che provocarono i primi auricolari nei cellulari, quando sembrava che le persone parlassero al nulla, una cosa che oggi è diventata invece più che ordinaria (oltre che obbligatoria alla guida).

E lo stesso sarà per le gesture. Se adesso aprire o chiudere un’applicazione con un movimento ci sembra ancora una scena da blockbuster Hollywoodiano, fra non molto diventerà una prassi, come tra le altre cose lo sta diventando il comando vocale.

Google e Apple non stanno mai ad aspettare e hanno già preparato il terreno rispettivamente con ARCore e ARKit mentre gli sviluppatori prendono dimestichezza con i software.

AR Kit
AR Kit

Ma Google non aveva già fallito in questa impresa con i suoi Google Glass? La verità è che erano troppo avanti allora, con grosse falle nella gestione della privacy, senza contare i problemi di costo e performance.

Non lo chiamerei certo un fallimento, solo un progetto rimandato.

Google glass in ambito business
Google glass in ambito business

Gli smart glasses sono già in commercio da qualche tempo ma ancora appannaggio dei clienti corporate mentre gli Spectacles di Snapchat sono ancora lontani dalle funzionalità che abbiamo ipotizzato.

Con la Realtà Aumentata è già possibile creare nuove esperienze immersive e coinvolgenti, contenuti interattivi e approfonditi che stimolano la conversazione tra i brand e la loro audience. Ma la direzione è chiara: occhiali cool e superpoteri attivi per tutti!

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