Patrizia Pepe: con #Offbeat, l’hashtag unisce old e new media

In un’intervista rilasciata a VM-Mag, il responsabile comunicazione Marco Ruffa racconta la strategia multimediale del brand fiorentino

di Lorenzo Mosciatti
19 marzo 2014
Patriziapepe1

Con la campagna “Who is Patrizia”, nel 2011 Patrizia Pepe firmava una case history davvero interessante sulla costruzione di una forte empatia e immedesimazione tra il brand e il proprio target di riferimento, proponendosi come uno tra i brand del settore moda più attenti alle nuove tendenze in ambito comunicativo.

Una qualità ribadita dall’azienda fiorentina con l’attuale campagna #Offbeat, un progetto creativo a 360° dedicato alla collezione P/E 2014.

“Rockmantic”, una delle 3 fashion story dell’operazione

Oltre alle immagini mainstream della stagione (con la modella Milou Van Groesen ritratta dall’obiettivo di Alan Gelati), la campagna si fonda su tre diverse fashion-story, ispirate alla culture e controculture musicali che nelle decadi passate univano la East Coast e la West Coast americana. Il progetto, che esalta il carattere glam-chic della donna Patrizia Pepe, già dal nome spinge l’acceleratore sull’online, senza trascurare il media tradizionale, come ha spiegato Marco Ruffa, communication & multimedia director del marchio alla testata specializzata in moda e tendenze VM-Mag in questa intervista, appena pubblicata.

Ne riprendiamo qualche passaggio significativo:

«Quello che per noi ha rappresentato l’elemento concreto di novità è l’esperienza fatta con il lancio della capsule collection battezzata #Anarchic e presentata al pubblico nel settembre del 2013, grazie al coinvolgimento di una blogger, Chiara Biasi» – ha detto Ruffa a proposito della genesi del nuovo progetto. «E’ stato un esempio concreto dell’opportunità che si poteva generare allineando la creatività delle collezioni ai mezzi di comunicazione digitale». Tuttavia, continua Ruffa, «dovevamo affrontare la campagna istituzionale senza tralasciare i mezzi tradizionali, tra cui la stampa e questo sembrava metterci di fronte a una bella sfida. Poi ci siamo resi conto che la soluzione era a portata di mano, e l’abbiamo colta»

«Siamo passati dal rilascio di micro teaser su Vine in abbinata con Twitter, all’utilizzo di trailer di durata più lunga su Instagram e Facebook. Da lì distribuzione di materiali multimediali via Youtube ed attraverso le estensioni multimediali delle più importanti riviste di settore. Ovviamente non ci siamo dimenticati della carta stampata», ha specificato il communication & multimedia director del marchio.

Un percorso che si snoda tra moda e musica che si sviluppa ulteriormente nell’inedito progetto “Fashion Gets Personal“, che coinvolge in esclusiva 3 it-girl internazionali, ciascuna invitata a entrare in una dei 3 set-ispirazione e a improvvisare la propria interpretazione dello spirito e dei capi della nuova collezione in modo assolutamente libero e personale. Il coinvolgimento delle blogger, secondo Ruffa, può rappresentare nel panorama fashion un nuovo elemento funzionale in grado di tradurre in termini di maggior vicinanza il messaggio alla consumatrice. «Un messaggio che rischia alle volte di restare eccessivamente rarefatto, discostato e distante».

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