La campagna che non c’è ma che diventa virale. La firma è di KF ADV

Cosa succederebbe se Coca-Cola e Pepsi facessero una comunicazione pubblicitaria insieme? Da questa intuizione è nato un progetto dell’agenzia di comunicazione vicentina

di Rosa Guerrieri
07 aprile 2020
kf-adv

E se Coca-Cola e Pepsi facessero una campagna assieme? Quale momento migliore di questo per dire stop alla competizione, perché vinca l’unione, virtuale ma fatta d’emotività? È l’intuizione che ha portato a “La campagna che non c’è” ideata dall’agenzia di comunicazione vicentina KF ADV. Una proposta forse impossibile da realizzare, ma già virale. I due storici competitor delle bollicine zuccherate “distanti ma uniti”, come recita il visual.

Nasce tutto un po’ per caso, da una suggestione. In ufficio l’etichetta di una bottiglia d’acqua si stacca e s’unisce a quella di una Coca-Cola. In un periodo di emergenza sanitaria in cui molti marchi comunicano la necessità di restare distanti con la divisione grafica dei loghi (pensiamo ad Audi e McDonalds), i creativi di KF ADV hanno immaginato invece una tregua all’insegna dell’unione virtuale tra i due colossi statunitensi.

E chi meglio di Coca-Cola e Pepsi, da sempre divise, può trasmettere l’unione metaforica per fronteggiare emotivamente l’attuale lockdown? Una scelta rafforzata dai diversi valori interpretati dalle due aziende e dal fatto che entrambe hanno sospeso ogni campagna anche per ragioni etiche. Ciò dà ancora più incisività al messaggio: marchi che sono e saranno distanti, adesso si stringono in un abbraccio a cui corrisponde il valore comune di unione e solidarietà.

L’originale proposta di campagna di KF ADV (specializzata in branding e advertising e nella creazione e gestione di strategie di comunicazione tradizionali e digital) è il riflesso dell’approccio “human to human (HtoH), ovvero tra persone che dialogano e condividono valori, esigenze, opinioni. HtoH è l’acronimo che segna il superamento delle logiche dei tradizionali BtoB e BtoC, come spiega Gobbato, Direttore Creativo e CEO dell’agenzia: «è necessario rivolgersi al lato umano del nostro interlocutore, anche uscendo dai canali classici o dagli standard della comunicazione per dialogare direttamente con ognuno, emozionando e coinvolgendo, senza formalismi».

Della sua efficacia ne hanno avuto prova i clienti di KF ADV, come Goodyear, Vicenzi, Fieracavalli e Marmomac. E il nuovo modo di fare comunicazione, “human to human”, ha influenzato anche la stessa struttura dell’agenzia, costituita da un team multiforme di differenti figure professionali e partner selezionati.

La diversità come valore per crescere. «La maggior ricchezza viene dal confronto continuo delle esperienze fatte in diversi settori merceologici e su molteplici temi. Non ci siamo mai voluti focalizzare solo su un settore: lavoriamo per l’industry, l’automotive, la cosmesi, il fashion, il design ed il food», chiarisce Gobbato, che prosegue: «Lo scambio di opinioni e la contaminazione di idee fra ambiti diversi è un valore aggiunto per noi perché ci consente di far tesoro del know-how maturato e di proporre anche soluzioni non tradizionali e alternative».

Il risultato? Progetti customizzati e omnicanale, capaci di dare centralità a brand e persone. Insomma, una nuova prospettiva sulla comunicazione, oggi ancora più attuale.

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