Buondì Motta e lo spot della discordia. L’azienda: «Visibilità oltre le aspettative»

Alberto Raselli, Head of Communication di Gruppo Bauli, cui fa capo il brand, spiega la genesi della campagna. Intanto la fan base di Buondì su Facebook è in costante aumento

di Teresa Nappi
06 settembre 2017
Buondi-Motta-spot-Asteroidi

Nel bene e nel male se ne è parlato, e anche tanto. Oscar Wilde autore della celebre frase a cui ci siamo riferiti si sarebbe di sicuro complimentato con il Gruppo Bauli e con Saatchi & Saatchi per la campagna pubblicitaria più chiacchierata del web – e non solo – in questo momento. Parliamo dei nuovi spot dedicati al Buondì Motta costellati da una pioggia di asteroidi “spietati” con la mamma e il papà di turno (leggi qui l’articolo dedicato), “trending topic” sui media negli scorsi giorni.

I commenti su questa campagna, decisamente inusuale per un prodotto per la colazione, si dividono tra chi l’ha apprezzato, cogliendone l’ironia, e chi invece l’ha spietatamente bocciato.

«Lo spot tv è nato con l’obiettivo di emergere tra le tante comunicazioni della categoria a cui siamo tutti esposti quotidianamente e racconta una scena surreale fin dal primo secondo, con il tono scherzoso e ironico che da sempre contraddistingue la comunicazione del brand», spiega a Engage Alberto Raselli, Head of Communication di Gruppo Bauli. «Sapevamo di avere a disposizione una creatività “impattante” e la visibilità raggiunta va sicuramente oltre le nostre aspettative iniziali. I contenuti della campagna hanno creato due fronti opposti, ma la maggior parte delle persone ha accolto favorevolmente il nostro modo di rompere i cliché pubblicitari», ha continuato il manager.

Non è dispiaciuta per esempio a Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente di UPA (L’associazione delle aziende che investono in pubblicità), che l’ha definita «situazionista», quindi fortemente inattesa e innovativa in un contesto di riferimento, quello dei prodotti da colazione, tradizionalmente ancorato a riferimenti creativi tradizionali, aggiungendo che «in pubblicità ci vuole coraggio».

E il coraggio decisamente non manca all’azienda. Il tono scherzoso e ironico, in effetti, è ricorrente nelle comunicazioni Motta e ha già trascinato il Gruppo Bauli davanti alla “giuria dei consumatori” in altre occasioni. Si ricordi per esempio, la campagna “Panettone Motta, da sempre quello di sempre”, firmata sempre da Saatchi & Saatchi (leggi qui l’articolo dedicato), che aveva scatenato l’ira dei vegani e anche una risposta, sempre giocata sull’ironia, dell’azienda con un altro spot (leggi qui l’articolo dedicato): «La comunicazione del marchio Motta si distingue da sempre per la scelta di toni e linguaggi che mescolano leggerezza, humour e ironia, regalando alla marca un posizionamento distintivo nel contesto dei prodotti da colazione. E lo spot di Buondì nasce con quest’obiettivo ed è nostra intenzione continuare su questa strada», precisa ancora Raselli.

Se l’obiettivo era quello di attirare l’attenzione, l’azienda non avrebbe nessuna ragione per cambiare corso, visto che non solo ha visto le proprie bacheche social animarsi di commenti, ma anche registrato un aumento sensibile della fan base: se al 28 agosto si registravano oltre 42.000 fan, al 6 settembre la community supera i 51.000, con un incremento percentuale del 21% in una sola settimana (fonte Talkwalker).

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