Acquisti online: sempre più italiani scelgono il cashback

Si tratta di una forma di rimborso di cui gli utenti possono beneficiare facendo acquisti in tutti quei negozi che hanno stipulato una convenzione con le apposite piattaforme di cashback. Il caso di Bestshopping

di Cristina Oliva
08 novembre 2019
bestshopping-hp

Anche in Italia, ormai, il cashback si sta conquistando una fetta sempre più ampia di estimatori.

Si tratta di una forma di rimborso di cui gli utenti possono beneficiare facendo acquisti in tutti quei negozi che hanno stipulato una convenzione con le apposite piattaforme di cashback.

Il cashback può consistere sia in un rimborso fisso sia in una somma variabile, stabilita sulla base di una percentuale. Il sistema, nato negli Stati Uniti, grazie all’aumento degli acquisti online si è diffuso rapidamente anche in Europa, con la conseguente nascita di numerosi siti dove è possibile usufruire di questo tipo di servizio. Ogni iscritto al portale di un sito di cashback può visionare tutti gli e-commerce e i negozi partner e deve effettuare i propri acquisti tracciando la transazione.

Il beneficio risulta duplice: il cliente risparmia e il negozio ricava un’ottima visibilità grazie alla mediazione compiuta dal sito. Il range del riaccredito di solito non è mai inferiore al 3% e può arrivare fino al 15%, con casi eccezionali in cui lo supera. Tornando a guardare da vicino la situazione nel nostro paese, è possibile notare come spesso ci si affidi al cashback con Bestshopping.

Come funziona Bestshopping

Bestshopping è stato fondato oltre dieci anni fa e ha oggi all’attivo più di mille negozi convenzionati, tra cui si annoverano anche grandi realtà della compravendita online, come Amazon ed Ebay. La piattaforma è nata dall’idea di Alessandro Bonzi e Nicolò Saldani, al fianco dei quali si è poi costituito un solido team di lavoro. Le percentuali di rimborso variano a seconda del negozio prescelto per l’acquisto, ma il vantaggio di Bestshopping è offrire la possibilità di valutare il prezzo più conveniente fra diversi punti vendita affiliati.

Esiste anche un’applicazione scaricabile per facilitare l’uso del sito, che al momento dell’iscrizione offre già un bonus di cinque euro. Nell’arco delle ventiquattr’ore successive a ogni acquisto, il pagamento viene tracciato e la quota di rimborso conteggiata. Più acquisti si fanno, maggiore sarà la percentuale di cashback, premiando la fiducia degli iscritti. Sono apprezzate anche le recensioni dei prodotti acquistati: per ciascuna si può ottenere un bonus fino a due euro. Attualmente, sono oltre 200.000 gli utenti che hanno usufruito dei servizi di Bestshopping.

Risparmio su ogni prodotto

Le percentuali di rimborso sono liberamente trasferibili sul conto degli iscritti, bancario o Paypal. Prima che questo sia possibile, ogni sito di cashback generalmente fissa una soglia minima, superata la quale è possibile procedere al trasferimento. Si tratta di solito di una cifra tra i 25 e i 50 euro: quella di Bestshopping, per esempio, è fissata a 40 euro. Occorre a volte pazientare per l’accredito, che può non essere immediato, dato che richiede la ratifica della transazione da parte del negozio.

Oltre a non avere limiti temporali come gli sconti tradizionali o i saldi, il cashback è ormai esteso a qualunque tipo di prodotto o servizio disponibile in rete: si va dai viaggi all’elettronica, passando per i prodotti per animali e i gioielli… non esistono limiti. Allargarsi ai più diversi settori ha giocato a favore: dal 2017 ad oggi la diffusione del ricorso al cashback tra gli italiani è cresciuta notevolmente.

Negozi e cashback

Già da anni esiste per i negozianti l’obbligo di accettare transazioni tramite carte di credito e moneta elettronica, e si è registrata una crescita tra 2017 e 2018 sia del numero di carte di credito (da 23,4 milioni a 28,3) sia degli acquisti online. Ora, con le misure economiche annunciate, volte ad abbassare via via la soglia di utilizzo del contante, la tendenza a ricorrere agli acquisti online sarà maggiormente incoraggiata. In affiancamento alle sanzioni per il rifiuto del pagamento tramite carta, infatti, il governo vorrebbe prevedere un sistema di cashback bilaterale, verso i negozianti e gli acquirenti, con l’introduzione di un credito di imposta sugli acquisti tramite moneta elettronica.

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