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29/01/2020

Nestlé Italia e la comunicazione: focus su storytelling e sostenibilità

Il nuovo Presidente e Amministratore Delegato Italia Marco Travaglia ha fatto il punto a Milano sulla strategia di relazione con il consumatore e sul volume d'affari generato dalla multinazionale nel nostro Paese

Marco Travaglia

Marco Travaglia

«Continuare a investire in Italia e mantenere un forte radicamento sul territorio»: è questa in sintesi la strategia di Nestlé nel nostro paese, ha detto Marco Travaglia, nuovo Presidente e Amministratore Delegato Italia e Malta del Gruppo Nestlé, incontrato a Milano in un evento in cui si è parlato anche delle strategie del gruppo in ambito comunicazione. «I brand vengono scelti dalle persone non solo sulla base della qualità dei prodotti ma anche sulla capacità di raccontare cosa c'è dietro l'azienda in modo trasparente», ha spiegato l'a.d. di Nestlé, azienda parte di Upa e Auditel. «Nelle prossime campagne punteremo dunque sullo storytelling, cercando di umanizzare quello che nell'immaginario collettivo non ha un volto». In questo senso, le fabbriche, secondo Travaglia, sono elementi di comunicazione importanti perché la loro apertura al pubblico consente di raccontare il lavoro che sta dietro ai prodotti. «Quest'anno saremo in comunicazione con tutti i nostri marchi più importanti, come Perugina (da pochi giorni on air con i Baci Perugina), Sanpellegrino e Buitoni - ha aggiunto a margine della conferenza stampa Manuela Kron, Head of Corporate Affairs & marketing Consumer Communication di Nestlé. - Un focus delle prossime campagne sarà sicuramente sulla sostenibilità». Nestlé, tra i principali spender pubblicitari in Italia (nel 2018 l'investimento ha toccato i 60 milioni di euro), lavora sia con agenzie internazionali sia con partner locali. Per l'Italia è stata scelta di recente dentsuX (ne abbiamo parlato qui) per la pianificazione media, che è seguita interamente dall'agenzia (a livello internazionale l'azienda ha invece scelto una gestione in-house “ibrida” dell’ad tech), mentre per la creatività il gruppo lavora con Publicis, Wunderman Thompson e McCann sul fronte internazionale.

Il volume d’affari generato dal Gruppo

Per misurare il ruolo dell’azienda nel paese è stato condotto, in collaborazione con Althesys, lo studio “Il Gruppo Nestlé crea valore per l’Italia”, presentato oggi dallo stesso Marco Travaglia. La ricerca ha analizzato il contributo di Nestlé alla creazione di valore condiviso per il sistema economico e sociale italiano considerando le attività svolte in tutte le fasi della filiera. In Italia, nel 2018, Nestlé ha prodotto un valore condiviso di 3.649 milioni di euro, pari allo 0,2% del Pil, a dimostrazione che, nonostante il contesto sfidante, l’azienda contribuisce ad accelerare la spirale positiva della crescita sostenibile. Il volume d’affari calcolato sulla filiera è pari a 7,5 miliardi di euro, di cui 2,2 generati direttamente dal Gruppo. In estrema sintesi, 1 euro di valore prodotto dal Gruppo Nestlé in Italia genera 4,5 euro sull’intera filiera. Le ricadute dirette del gruppo nel nostro Paese sono stimate in 797 milioni di euro, quelle indirette 1.771 milioni di euro, mentre quelle indotte 1.081 milioni di euro. Un risultato importante confermato anche dagli oltre 200 milioni di euro di investimenti in innovazione, formazione, efficienza e ambiente che Nestlé ha fatto nel nostro Paese nel triennio 2017-2019. La contribuzione fiscale complessiva del Gruppo Nestlé in Italia (includendo Iva, Imposte e contributi lavoro, Imposte reddito società) è di 1.481 milioni di euro, ovvero circa lo 0,32% del totale delle entrate fiscali del nostro Paese.

L’impatto sui fornitori e sull’occupazione

Il 74% dei fornitori di Nestlé è italiano. Il valore condiviso creato nel 2018 da questi fornitori è pari a 378,5 milioni di euro. Non da ultimo, considerando i dati 2018, Nestlé ha corrisposto ai propri dipendenti 1.155 milioni di euro e, analizzando l’intera filiera (tra clienti, fornitori e indotto), si calcolano 6 posti di lavoro per ogni dipendente Nestlé.

Gli investimenti e i focus del futuro

«Nestlé rappresenta una realtà fondamentale nel panorama economico italiano, contribuendo in maniera sostanziale alla creazione di un valore condiviso il cui effetto e i cui benefici si estendono lungo tutta la filiera - ha commentato Marco Travaglia. – L’Italia continua a rivestire un ruolo cruciale nelle strategie commerciali del Gruppo e gli oltre 200 milioni di euro investiti da Nestlé nel nostro Paese nello scorso triennio ne sono una chiara testimonianza. Dalla creazione del Global IT Hub di Assago con 150 nuove assunzioni, all’Hub del cioccolato di Perugia, fino a quello della pizza surgelata di Benevento. La spesa è stata destinata soprattutto al miglioramento tecnologico degli stabilimenti, alla digitalizzazione, alla sicurezza e alla realizzazione di nuovi prodotti. Nel prossimo triennio verranno stanziati 50 milioni di euro all'anno». L'evento di oggi è stata anche l'occasione per parlare delle iniziative per gli individui e le famiglie dell'azienda, come Nestlé For Healthier Kids e Nestlé Needs Youth e dei progetti legati alla sostenibilità: il gruppo si impegna ad avere il 100% del pack riciclabili entro il 2025 e ad essere carbon neutral entro il 2050. Sono stati stanziati 1,5 miliardi di franchi svizzeri per la creazione di materiali plastici riciclabili, sicuri per l'alimentazione. Nel nostro Paese il 95% dei pack dei prodotti Nestlé è riciclabile. L'azienda ha anche lavorato alla riduzione dell'utilizzo dell'energia negli stabilimenti e alla riduzione della produzione di Co2. «Nel prossimo futuro il nostro focus sarà su tre asset - ha concluso Travaglia -. La crescita sostenibile del business, con grande attenzione al caffè e all'acqua, il contribuire a rafforzare la corporate citizenship e l'attenzione alle persone. Punteremo a far crescere a livello internazionale marchi come Perugina e Buitoni e guardiamo con interesse all'alimentazione a base vegetale che va a sostituire la carne, per andare incontro alle esigenze del consumatore».

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