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di Andrea Salvadori

Italiaonline, ecco la Digital Factory. Giacchi: «Servizi a 360° per le pmi per una crescita sempre più solida»

La società ha presentato a Torino il centro di sviluppo tecnologico. Per i portali consumer non solo pubblicità: in arrivo nuovi servizi transazionali

Roberto Giacchi

Roberto Giacchi

In attesa del nuovo piano industriale 2020-2022, che sarà presentato al mercato a giugno, filtrano le prime indicazioni sulla strategia di sviluppo di ItaliaOnline messa a punto da Roberto Giacchi, amministratore delegato del gruppo dallo scorso dicembre. Nell’ambito del business dei servizi digitali per le pmi, spiega il manager a Torino a margine della cerimonia di inaugurazione della nuova Digital Factory, «il nostro primo obiettivo è riportare in azienda e in Italia quelle attività tecnologiche ad alto valore aggiunto, come lo sviluppo dei software, la creazione e l’implementazione dei siti web e delle piattaforme ecommerce, che sino ad oggi abbiamo affidato in outsourcing a multinazionali straniere. Solo nel 2019 prevediamo di internalizzare e riportare in Italia la gestione di circa 200.000 presenze online e lo sviluppo di 12.000 siti web, con prospettive di crescita importanti anche nel biennio successivo. In questo modo saremo in grado di proporci ai nostri clienti, le migliaia di piccole e medie imprese del paese, in modo più rapido e flessibile con importanti vantaggi oltretutto in termini economici». Ad occuparsi di queste attività sarà la nuova Digital Factory, dove da oggi sono operativi 48 professionisti del gruppo, a cui si aggiungeranno entro il 2020 almeno altri 30 addetti, «un numero che potrebbe risultare anche più alto se la crescita del business ce lo consentirà». Attraverso la Digital Factory, inaugurata aggi alle presenza del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e dell’assessore al Commercio e al Lavoro del Comune di Torino Alberto Sacco. «vogliamo attrarre talenti digitali in un territorio importante come il Piemonte, per aiutare Torino a tornare ad essere un polo tecnologico italiano collaborando con le istituzioni locali». Passando all’altro ramo principale di attività del gruppo, quello del media digitale consumer (il gruppo edita Libero, Virgilio, Supereva, DiLei, QuiFinanza, SiViaggia, Buonissimo, PagineBianche, PagineGialle e TuttoCittà) «siamo convinti che il valore nostre property online, che possono contare su più di 30 milioni di visite su base mensile, crescerà in futuro non solo grazie alla pubblicità, un servizio che gestiamo attraverso la nostra concessionaria IOL Advertising, ma anche con l’introduzione di nuovi servizi transazionali per gli investitori, come ad esempio la connessione con soluzioni di commercio elettronico. Italiaonline è la prima internet company del paese, abbiamo un potenziale grande negozio in casa e vogliano metterlo a  disposizione dei nostri clienti». La pubblicità digitale, d’altronde, ragiona Giacchi, «continua crescere ma a guadagnarci sono soprattutto le grandi internet company, Google, Facebook e ora anche Amazon». Il modello di business degli operatori italiani dunque non può che essere sempre più diversificato. E infatti la società controllata dalla famiglia Sawiris intende supportare le pmi del paese, un terzo delle quali non ha ancora alcuna presenza online mentre solo il 12% promuove le proprie attività attraverso pubblicità online, «attraverso un approccio a 360°, a partire dalla creazione di una presenza in rete, passando dallo sviluppo di siti web ed e-commerce, sino alla gestione di campagne di comunicazioni digitali». IOL-Digital-Factory   Guardando alle prospettive del gruppo, prosegue Giacchi, «Italiaonline ha una buona marginalità, non è indebitata e ha una cassa più che soddisfacente». Nonostante questo, al momento, «non abbiamo nel radar operazioni di crescita per via esterna. Preferiamo fare i compiti a casa e concentrarci sul consolidamento della nostra offerta per crescere in modo sempre più solido».

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