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03/07/2017
di Lorenzo Mosciatti

Iap, ecco le "buone pratiche" per veicolare messaggi corretti sul digital

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria lancia la seconda edizione della “Digital Chart”

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria lancia, a un anno dalla prima, la seconda edizione della “Digital Chart”. L'iniziativa si occupa specificatamente e ampiamente delle più diffuse forme di comunicazione commerciale digitale, ovvero l’endorsement da parte di influencer e celebrity, la pubblicità native, i social network, i siti di content sharing, l’in app advertising e l’advergame, delineando le linee guida operative per rendere efficace l’applicazione del Codice di Autodisciplina alle diverse forme di comunicazione digitale. La parola d’ordine della Digital Chart IAP è trasparenza, declinata in termini di richiesta agli operatori di rendere chiaramente riconoscibile la comunicazione commerciale all’interno del web che si pone quale sistema “complesso”, trovandovi spazio notizie, opinioni e contenuti di natura promozionale. Per esempio, per quanto riguarda celebrity, influencer e blogger, un tema di cui si è parlato nei giorni scorsi dopo l'approvazione di un ordine del giorno che invita il Governo a intervenire con norme ad hoc, lo IAP chiede che "per rendere riconoscibile la natura promozionale dei contenuti postati sui social media e sui siti di content sharing devono inserire in modo ben distinguibile nella parte iniziale del post la dicitura 'Pubblicità /Advertising', o Promosso da … brand/Promoted by…brand' o 'Sponsorizzato da…brand/Sponsored by…brand' o 'in collaborazione con  …brand' o 'in partnership with …brand'; e/o entro i primi tre hashtag una delle seguenti diciture: #Pubblicità/#Advertising, #Sponsorizzato da … brand/#Sponsored by… brand o ad”unitamente a #brand". Nel caso in cui il rapporto con l'inserzionista si limiti all’invio occasionale dei propri prodotti gratuitamente o per un modico valore, chi li utilizza deve evidenziare solo che il “prodotto è sttao inviato dal brand”. La Digital Chart, che sarà periodicamente aggiornata per rispondere alle evoluzioni tecnologiche e di mercato, fissa per ciascuna tipologia di comunicazione le modalità da adottare per rendere esplicito ai consumatori il fine promozionale dei contenuti diffusi via web, dai social media ai siti di content sharing, utilizzando formule comprensibili quali, tra le altre, #pubblicità o “promosso da…”. L’evoluzione delle modalità di diffusione della comunicazione digitale e la maggiore consapevolezza degli operatori dell’importanza di avere regole aggiornate e certe, hanno reso opportuna una nuova versione della Digital Chart allineata alle “best practices” internazionali, quali quelle della Federal Trade Commission statunitense. Al Codice di Autodisciplina dello IAP adericcono aziende, agenzie, consulenti, mezzi di diffusione, concessionarie e per tutti coloro che lo abbiano accettato tramite la propria associazione Gli organismi aderenti si impegnano a inserire nei propri contratti, o in quelli dei propri associati, una speciale clausola di accettazione del Codice e delle decisioni autodisciplinari. Tra gli aderenti figurano Upa, Assocom, Unicom, Fcp, Fedoweb, Iab Italia, Mediaset, Rai, Sky Italia, RTL 120.5 e Fieg.   “La sfida che la comunicazione commerciale digitale pone al controllo autodisciplinare ripropone, per certi versi, analoghe difficoltà affrontate decenni addietro in relazione alla comunicazione offline, poi felicemente superate come 50 anni di storia autodisciplinare dimostrano", commenta Vincenzo Guggino, Segretario Generale IAP. "Trovare regole che siano diffusamente condivise dagli operatori; offrire ai consumatori efficaci strumenti di tutela; contribuire, grazie alla trasparenza della comunicazione, allo sviluppo del mercato”.

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