DigitalChina

di Riccardo Porta

Con una sua identità in rete dal 1994, è Digital Marketing strategist per MyBank. Per anni nel consiglio di amministrazione di Netcomm se non lo trovi connesso starà facendo certamente qualche sport estremo. Per noi parlerà di Cina e digitale

Tmall e Tmall Global: due partner per vendere in Cina

L’11 gennaio 2012 Tmall ha cambiato il suo nome da Taobao Mall (淘宝商城)” a “Tmall (天猫)”.

Che cos’è questo servizio?

Tmall è stato lanciato nell’aprile del 2008 con l’obiettivo di soddisfare due lacune del mercato online cinese legate tra loro:

  • Permettere ai Brand di aprire un canale di comunicazione diretto con i consumatori;
  • Garantire ai consumatori l’acquisto di prodotti autentici, originali.

E’ una piattaforma b2c dove, ad oggi, oltre 4000 brand mondiali, hanno aperto un loro shop.

Di proprietà di Alibaba Group, Tmall, insieme a Taobao (piattaforma c2c), detengono l’80% del mercato cinese e hanno un traffico di oltre 100.000.000+ utenti al giorno.

Per chiarire meglio una differenza sostanziale, mentre Taobao è un marketplace dove chiunque può vendere un prodotto, su Tmall solo coloro che dimostrano di essere i detentori di un marchio o di avere comunque la licenza per venderlo, possono fare affari.

In altre parole: su Taobao (qui lo dico e qui lo nego) si trovano un sacco di prodotti contraffatti, su Tmall proprio no.

E una azienda estera, che cosa deve fare per accedere e vendere su Tmall?

Beh, per prima cosa deve sapere che Tmall ha lanciato anche la soluzione chiamata Tmall Global.

Cosa? E che cosa c’entra ora Tmall Global? Troppa carne al fuoco? Troppa confusione? Bene, provo a fare chiarezza con questa immagine:

Con Tmall Global (www.tmall.hknota che il dominio .hk non è un caso…) puoi, fondamentalmente, vendere in Cina senza avere una tua legal entità o, come spesso si dice, una WFOE (Wholly Foreing Owned Enterprise). Ovviamente il controllo sul tuo business sarà limitato ma quando ho parlato con un loro senior BD Development mi ha detto che stanno continuando a investire molto in questa soluzione, cercando di accreditarla sempre di più sul mercato con l’obiettivo di attirare più investitori esteri possibili. Quest’ultimo punto è centrale nella economia attuale cinese: stanno continuando a crescere ma hanno bisogno di capitali esteri. Lo sanno e sia le imprese che il governo cercano di facilitare i rapporti.

Per chiudere e chiosare, questi sono i minimum requirements per aprire uno store su Tmall Global (oltre al deposito cauzionale di 25.000 dollari e fee annuali che spaziano da 5000 a 1000 dollari – trovi tutto qui):

Se la soluzione di Tmall Global ti va stretta puoi trovare un partner locale che ti supporti e, in questo caso, ti consiglio vivamente di stendere una due diligence che ti possa coprire da eventuali rischi (nota bene: se fai un contratto in inglese e in cinese sappi che, per la loro legge, in caso di disputa prevale quello cinese – quindi, assicurati, che tutto sia corretto e i significati siano proprio quelli che intendi…). Informati sempre bene sulle referenze della tua terza parte e ricorda che molte informazioni non viaggiano online ma bisogna andare necessariamente a verificare in loco.

Nel caso lo volessi fare un bel viaggio in Cina ricordati del buon Riccardo Porta: ti accompagnerò più che volentieri!