Mondo Native

di Alberto Mari

I "tips&tricks" di Alberto Mari, country manager di Outbrain Italia, per creare engagement e raggiungere nuovi utenti con il content marketing

Recensioni positive e impatto sull’intenzione d’acquisto

Non sono necessari studi particolari per sapere che l’esposizione di un consumatore a target rispetto a una recensione positiva di un prodotto, influisca positivamente sulla percezione del brand e sull’intenzione d’acquisto.

Le domande interessanti sono invece: quanto effettivamente influisce? E come si può rendere scalabile il modello?

In questo articolo esamineremo gli aspetti qualitativi (come cambiano i principali KPI di brand) e quantitativi (come amplificarne l’effetto e raggiungere il target più ampio di consumatori).

In una serie di studi condotti su diverse categorie merceologiche, Outbrain ha misurato come l’esposizione a recensioni positive abbia modificato tre metriche fondamentali nella percezione del brand:

  1. Ricordo spontaneo
  2. Preferenza
  3. Intenzione d’acquisto

Uno di questi studi, si proponeva di verificare l’impatto sulle abitudini di consumo di servizi di online streaming.

A un campione di 2.667 utenti che avevano letto uno specifico articolo del NYT, ripartiti tra utenti esposti e campione di controllo, sono state sottoposte alcune domande. I risultati sono decisamente interessanti:

La prima metrica positivamente influenzata è stata la brand awareness: la percentuale di utenti che si ricordavano il nome dello show tra i primi tre ricordati spontaneamente ha mostrato un incremento dal 69% (campione di controllo) all’89% (esposti).

La percezione del brand, inoltre, ha guadagnato 5 punti percentuali, passando dal 20% al 25% di utenti molto favorevoli a questo show:

Infine l’intenzione d’acquisto ha avuto un significativo incremento: gli utenti che hanno dichiarato “probabile” o “molto probabile” il fatto di accedere a questo contenuto (a pagamento) è cresciuta dal 56% al 62%:

Se da un lato è quindi evidente che l’esposizione a recensioni positive possa spostare significativamente i KPI di brand, dall’altro non sempre è facile avere ottime recensioni dalle testate più autorevoli. Inoltre, una buona recensione potrebbe non ricevere audience significativa se pubblicata su una sezione verticale di un quotidiano online, su un sito di nicchia o ancora su un blog. Sarebbe un peccato, perché se potessimo portare un’audience significativa a leggere quella recensione, potremmo rendere scalabile l’effetto emerso dallo studio precedente.

Il content marketing è anche questo: veicolare contenuti di terzi (earned media) attraverso posizionamenti native sui grandi editori. Una campagna di amplificazione, per esempio con Outbrain, consente di veicolare qualsiasi contenuto a un’audience virtualmente molto più ampia.

Tutto quello che occorre è l’URL da promuovere e un budget a CPC. Gli algoritmi faranno il resto, intercettando l’audience interessata sui grandi editori italiani e internazionali. Solo a utenti a target verrà mostrato il contenuto in posizione native, perfettamente integrato nell’area editoriale della pagina.