Digital Payments

di Riccardo Porta

Oltre 15 anni di advertising. Poi entra nel mondo dei pagamenti. Colleghi e amici lo guardano male: ma sei pazzo? I pagamenti? Le Banche? Riccardo ci offrirà una chiave di lettura diversa su un settore che poco ha a che fare con l’advertising ma che ha sempre di più un’anima digitale

Ecco come ho tradito il mondo del digital adv

Ho iniziato a lavorare nel 1999, vendendo pubblicità sul televideo insieme a quella vecchia volpe di Gianpaolo Vincenzi che sicuramente avrai avuto modo di incrociare nella tua vita da digital qualche cosa.

O meglio, Gianpaolo mi portava con lui agli appuntamenti e io cercavo di imparare.

Poi feci un rapido passaggio in IOL dove, per essere assunto come product manager, mi venne chiesto se possedessi un mio indirizzo email. Fu grazie quindi ad un account su Hotmail che ebbi il mio primo contratto a tempo indeterminato nella new economy.  Altri tempi.

Da lì mi spostai in Fininvest, lavorando come community manager per il portale Jumpy.it che nessuno ricorda più. Feci parte nondimeno del grandioso team che portò in rete la prima edizione del Grande Fratello (giusto per contestualizzare). Poi lavorai in una strepitosa web agency chiamata “Quam” che divenne “Nurun” in seguito.

Gente come Massimiliano Chiesa e Daniele Busi segnarono il mio cammino.

Folli come Ubaldo de Feo e Niko Stumpo le mie notti.

Venne quindi il tempo dei dialer, che tennero in piedi tutti i portali italiani e fecero girare un sacco di quattrini. Ci rimasi poco ma imparai a sopravvivere anche lì. I dieci anni successivi li passai nel mondo dei comparatori di prezzo e intorno al board di Netcomm. Il dorato mondo dell’e-commerce. Nel mezzo tanti siti, tanti lavoretti extra, docenze, amici romani, Antani e libri con il grande Andrea Boscaro.

Un giorno però le cose cambiarono di colpo.

La scena è ancora oggi cristallizzata nella mia memoria.

Fu proprio il buon Roberto Liscia a presentarmi MyBank: “Riccardo, ti segnalo una bella opportunità di lavoro”.
“Quale Roberto?”
“MyBank, li conosci?”

Cercai di mantenere una espressione impassibile ma dentro mi sentii morire. Quando Roberto disse “ti segnalo una bella opportunità…” stavo già fantasticando.

Invece…MyBank? Finanza? Cosa? Bonifici online? Ma di cosa stiamo parlando? Ma siamo matti?

Eppure me lo stava dicendo qualcuno con tanta, tantissima esperienza più di me.

Feci dei colloqui e arrivai a conoscere Giorgio Ferrero, una persona straordinaria (e non lo dico perché è il mio CEO che potrebbe leggere anche queste righe).

Decisi di tradire le mie origini.

Basta campagne SEM.

Basta pay per click.

Basta conversion rate, display e programmatic.

Venni guardato a lungo con sospetto dai miei “ex” colleghi.

“E’ fuori” – dicevano
“E’ andato a lavorare in una banca” – commentavano

E quando mi incontravano ai vari IAB o simili la domanda era (ma lo è tuttora) sempre la stessa: “Tutto bene? Come va lì?”

E’ impossibile poter immaginare di riuscire ad adattarsi in un mondo di limbici sinistri (corri a ripassarti un po’ di neuroscienza).

Eppure da due anni sono nel mondo dei pagamenti online. Banche, CFO e tesorieri sono diventati il mio pane quotidiano. Il mio job title recita “Digital marketing strategist” ma di fatto sono un manager che tesse relazioni e cerca di risolvere problemi come molti di voi. Di digital mi è rimasta la mentalità e, con presunzione, la flessibilità.

E com’è il mondo dei pagamenti online?

Affascinante oltre ogni aspettativa. Con delle potenzialità esplosive.

Un altro pianeta con regole tutte sue che muove dei flussi che non mi sarei mai aspettato. Soprattutto se ci si avventura nel terreno del B2B.

Senza scendere nei dettagli su che cosa faccia MyBank, sappi che non lavoro in una banca ma avere a che fare con loro è esattamente come te lo immagini. Ed è una sfida che ho già perso ma che ha comunque dell’insano magnetismo.

Ritengo indispensabile avere anche questo pezzo del puzzle nel mio bagaglio di esperienze. Anche perché, per crescere, bisogna lavorare su prospettive sempre diverse.

In questa nuova rubrica vi porterò con me con un obiettivo, anzi due: non annoiarvi e svelarvi un altro pezzettino di Internet.

Quello legato ai pagamenti online, quel tassello importante associato al vile denaro.

Che è quello che tiene in piedi le aziende e che ti ritrovi, auspicabilmente, in busta paga e sul tuo conto corrente.