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di Alberto Mari

I "tips&tricks" di Alberto Mari, country manager di Outbrain Italia, per creare engagement e raggiungere nuovi utenti con il content marketing

Perché il “Tempo speso in pagina” è un KPI debole per il Content Marketing

Nel post di oggi riportiamo il commento di Will Fleiss che condivide i suoi pensieri su come usare correttamente il “tempo speso in pagina” e utilizzare questo parametro come KPI per misurare l’efficacia di una strategia di content marketing.

 

Partiamo dalla definizione del “tempo speso in pagina” che Google Analytics definisce nel modo seguente:

“Quanti secondi un utente ha speso su una pagina specifica. Verrà calcolato come la differenza tra il momento in cui il sistema rileva l’apertura, o di una qualsiasi altro evento sulla pagina, e il momento in cui è stata aperta la pagina precedente”.

E’ importante sottolineare un aspetto di questa definizione. La pagina di uscita non viene considerata da Google Analytics nel calcolo del tempo speso su una pagina. 

Lasciate che ve lo spieghi.

Se un visitatore del vostro blog spende 12 minuti a leggere un articolo di approfondimento – quello per cui avete passato 15 ore a ricercare, scrivere, riscrivere, trovare le immagini perfette, etc – e poi esce senza andare su nessuna altra pagina del vostro sito, Google Analytics non calcola quei 12 minuti nel “tempo speso in pagina”.

Per fortuna c’è una soluzione abbastanza semplice per risolvere questo problema, in modo da potersi fidare della metrica del “tempo speso in pagina” e utilizzarlo come KPI significativo per la vostra strategia di content marketing.

Come misurare con precisione il tempo speso su una pagina di contenuti.

Google Analitycs ha bisogno che si verifichi “un’azione di ingaggio” per poter iniziare il conteggio. Cliccare su un’altra pagina del sito funge da “un’azione di ingaggio”, senza questa azione occorre far capire a Google che il visitatore è ancora sulla pagina.

Inserire eventi basati sul tempo

Con l’aggiunta di una semplice riga di codice nello script di monitoraggio di Google Analytics, è possibile attivare automaticamente “un evento” quando un lettore rimane su un post del blog per un tempo minimo. Siete voi a stabilire qual è il momento giusto. Noi l’abbiamo implementato sul blog Outbrain, decidendo di pianificare un evento ogni 30 secondi fino ad un massimo di 5 minuti. In tal caso si ottiene una corretta comprensione della modalità di fruizione dei contenuti da parte dei utenti.

Ecco un esempio di come è fatto il codice:

<script>_gaq.push([‘_trackEvent’, ‘Timing’, ’30 Secs Live on Page’, ‘{{url}}’]);</script>

(Abbiamo usato Google Tag Manager per scriverlo. Sarit Anavim, il nostro Head of Marketing Technologies, rilascerà presto una guida per spiegare passo dopo passo come fare a scriverlo!)

Ecco l’impatto che ha avuto sul nostro Google Analitycs la metrica del “tempo speso in pagina”:

avg_time_on_page_ga

Il tempo medio speso su una pagina è passato da 2 minuti e 21 secondi a 7 minuti e 16 secondi. Un aumento molto significativo. Grazie agli “eventi” conosciamo meglio ciò che realmente viene letto, valutando correttamente il tempo medio su una pagina e quanto le persone siano realmente coinvolte dai nostri contenuti.

Punti chiave

1-      Google Analytics, nella sua metrica del tempo trascorso in pagina, non tiene conto dell’uscita del visitatore da una sessione.

2-      Google Analytics non è configurato per misurare correttamente le prestazioni dei contenuti senza implementare queste semplici personalizzazioni.

Effettivamente la misurazione del content marketing non è facile, ma coloro che sanno misurare e ottimizzare le giuste metriche sono quelli che alla fine vedono il massimo ritorno sugli investimenti.

E tu come stai misurando correttamente il tuo content marketing?