Mondo Native

di Carmelo Noto

Carmelo Noto ha iniziato la sua carriera in ambito informatico con il ruolo di sistemista Apple. Dopo aver assunto ruoli più orientati alla consulenza e alla vendita di servizi, dal 2005 si dedica alla vendita del mezzo pubblicitario digitale in aziende come tg|adv (Gruppo Trilud) e LeonardoAdv (Gruppo Triboo). Attualmente ricopre il ruolo di Country Manager Italy presso Outbrain, piattaforma premium di Discovery

Native adv: come incrementare il business delle aziende turistiche nel periodo estivo

C’è un luogo che ogni viaggiatore visita prima di andare da qualsiasi altra parte: internet.

Secondo una ricerca di Adobe, il 78% dei viaggiatori afferma che i contenuti informativi forniti dai marchi del settore turistico influenzano la decisione d’acquisto, la percentuale scende al 46% fra  chi ritiene che le pubblicità del settore turistico abbia lo stesso effetto.

Pertanto, quando pensiamo che il native advertising sia una mera combinazione di pubblicità e contenuto, abbiamo una percezione inesatta. In realtà i brand e i fornitori di servizi del settore turistico, si stanno accorgendo di quanto siano più efficaci gli annunci “nativi”.

Tramite dei contenuti di qualità è infatti possibile individuare quali sono gli interessi autentici del target e utilizzare queste informazioni per rafforzare la visibilità e il messaggio del brand; questa più approfondita conoscenza degli utenti (consumatori) si traduce in un beneficio prezioso che le aziende possono sfruttare nella loro strategia di marketing di medio e lungo periodo.

Ma come si può trarre il massimo vantaggio dal native advertising durante il periodo estivo?

1. Cross-Targeting: altri modi di catturare l’attenzione degli utenti

Con il cross-targeting, i brand del settore turistico hanno la possibilità di attirare nuovi clienti interessati ad altre tematiche che vanno al di là dei viaggi. Per esempio, un’azienda che vende tour in Irlanda, potrebbe scegliere di rivolgersi ai fan di Game of Thrones e scrivere un articolo intitolato “Tour di 4 giorni in Irlanda: visita i luoghi dove è stato girato Games of Thrones”.

Questo è ciò che ha fatto esattamente Turismo d’Irlanda in una campagna native rivolta a turisti tedeschi e che ha riportato risultati decisamente positivi:

  • +335% di tempo di permanenza su Ireland.com
  • + 67% incremento delle pagine per sessione
  • 33% di riduzione della frequenza di rimbalzo rispetto agli annunci display.

Si tratta di un caso concreto che mostra come sia possibile incrementare l’engagement degli utenti con il brand, grazie agli annunci nativi personalizzati in base agli interessi autentici dell’audience.

Turismo-Irlanda-outbrain

Mobile sempre più utilizzato per le prenotazioni online

Sapevi che nel 2017 il 40% delle prenotazioni di viaggi è stato effettuato con il cellulare?

Lo smarphone è il device più utilizzato per le attività online e la prenotazione di viaggi non fa eccezione. Considerando ciò, i brand del settore turistico non hanno altra scelta che adeguarsi e pianificare campagne mobile oltre che desktop, per mantenersi competitivi e stare al passo coi tempi.

Un esempio rappresentativo è Hg2, un importante editore di guide di viaggio, ricercate e indipendenti, e di una rivista che si occupa di tutto ciò che riguarda i viaggi: dagli hotel ai ristoranti, dai bar allo shopping.

Hg2 si è rivolta a Outbrain per promuovere la sua nuova app per iPhone. La campagna di native advertising, indirizzata solo ad utenti potenzialmente interessati ai viaggi (solo utenti iPhone), aveva l’obiettivo di generare brand awareness e incrementare i download della app.

I risultati raggiunti sono degni di nota: in 2 settimane la campagna ha generato 16.239 click e ha registrato un incremento del 17% nei download della app.

Hg2-outbrain

Native & Interattività: la combinazione ideale per il settore turistico

A cosa pensiamo quando si parla di viaggi? La scoperta di nuove esperienze, culture, gusti e suoni che incuriosiscono e ci permettono di vivere nuove avventure. In breve, questa è la categoria perfetta per una vasta gamma di contenuti online interattivi e dinamici, come caroselli di immagini, video e storytelling.

Una caratteristica distintiva del native advertising è il suo approccio “soft sell”, che i brand utilizzano per promuovere indirettamente il loro prodotto. Questa forma pubblicitaria viene adottatta per catturare l’attenzione del cliente, in modo sottile e con contenuti pertinenti, al fine di generare interesse verso l’offerta del brand. Questo è ciò che rende il native advertising così efficace, soprattutto quando si utilizzano contenuti interattivi che coinvolgono il lettore.

Per comprendere meglio il suo valore può essere utile osservare l’esempio di Airbnb.

A prima vista potrebbe sembrare che questo contenuto non sia collegato all’argomento viaggi, dato che racconta la storia di Ellis Island a New York. Al contrario, se letto attentamente, ci si rende conto che affronta temi interessanti legati al viaggio. Questo esempio fa parte di una campagna marketing di Airbnb intitolata “Una notte a”, che offre la possibilità di trascorrere una notte in una località particolare. Questo contenuto native dal design accattivante, visivamente stimolante e interattivo, offre al lettore alcuni momenti di affascinante evasione: in sintesi è la ricetta perfetta per coinvolgere gli appassionati di viaggi.

Airbnb-outbrain

Interattività: come ottenere risultati

Booking.com ha recentemente realizzato una campagna con Outbrain per incrementare il numero delle registrazioni di immobili sulla sua piattaforma. Una delle landing page della campagna includeva una calcolatrice dinamica che permetteva ai proprietari di calcolare quanto avrebbero guadagnato affittando la propria casa/appartamento.

I risultati raggiunti sono stati: 35% di incremento del CVR degli utenti che hanno completato il processo di registrazione.

[Se desideri ricevere maggiori informazioni, consulta il case study completo qui].

Native Video & Travel: una combinazione vincente

Più della metà dei marketer afferma che il video offre loro il miglior Roi. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che l’utente medio trascorre quasi il 90% di tempo in più su un sito web che contiene video rispetto a quelli che non ne contengono.

Le statistiche sono chiare: il video è il re e questo vale anche per i native video.

Il native video è un’altra maniera efficiente per creare engagement con il target,  dato che supporta due aspetti chiave del settore turismo: l’engagement visivo e lo storytelling. Non è necessario investire molte risorse nella produzione di video specifici per il native, dato che con piccole modifiche è possibile adattare quelli già esistenti al nuovo formato ed utilizzarli per le campagne di native advertising.

Se invece si desidera investire nella produzione di nuovi video per le campagne native, consigliamo di dare un’occhiata a quelli realizzati da Intrepid, un’agenzia di viaggi australiana. La compagnia ha il proprio canale YouTube dove pubblica video che affrontano ogni aspetto del viaggio: destinazioni, consigli e una serie di video tematici come “Sailing Adventures” o “Discover Australia”.

Esperienze di questo tipo, promosse in modo native e rivolte a un pubblico mirato, possono aiutare a migliorare il CVR e la visibilità del brand.

Per il settore turistico il native advertising non è nulla di nuovo, dato che l’anno scorso le aziende del settore hanno investito molto di più in pubblicità nativa, posizionandosi al secondo posto dopo l’automotive. Basti pensare che le compagnie compagnie aeree hanno registrato un incremento del 519% nella spesa pubblicitaria, destinata al native, mentre gli hotel hanno riportato un incremento del 222%. Ciò dimostra come il settore turistico sia in piena espansione, con $1.6 trillion spesi globalmente solo per le prenotazioni dello scorso anno.