The Big Answer

di Antonio Filoni

Antonio Filoni si occupa di ricerca dal 2002 e in ambito digitale dal 2005. È oggi Head of Duepuntozero BU e responsabile Digital Offering di Doxa. Appassionato di musica, cinema e serie TV, vive la vita "in ascolto" perché ogni giorno si può ricevere un insegnamento. È sposato e ha due figli maschi che sta crescendo a pane e supereroi!

La meritocrazia è nel DNA della tua azienda?

Un’azienda dovrebbe cercare di essere il più meritocratica possibile.

Premiare il merito è infatti una delle principali leve e motivi del successo di un’azienda.

Non credo io debba argomentare molto per motivare quanto ho scritto sopra, talmente è ovvio.

Avere dei dipendenti che credono nella propria azienda, che si “spendono” per lei e che da questo ne possano trarne “felicità” non è utopia ma un asset fondamentale, qualsiasi sia il settore del proprio business.

Fatta questa ovvia premessa, si giunge alla constatazione che l’Italia, parafrasando il famoso film dei Cohen, “non è un paese per il merito”.

Da una recente ricerca, condotta dal Forum della Meritocrazia con Great Place to Work® e con la partecipazione della mia azienda, emerge un quadro triste e purtroppo drammatico.

Per vedere tutti i dati ecco il link: http://www.forumdellameritocrazia.it/dettaglio_campagne.aspx?id=10

Dalla ricerca si evidenzia come la stragrande maggioranza dei lavoratori italiani non si ritenga essere giudicata e valutata – nel proprio lavoro – in modo meritocratico.

La gravità è che non solo è un dato sconfortante ma intacca ogni possibile tentativo di successo del nostro paese per il futuro.

Quale giovane deciderà di lavorare duramente – facendo anche sacrifici – se non si vedrà valutato in modo meritocratico?

Come possiamo ambire ad avere dei leader che guidino le nostre aziende (ed il nostro paese) se non occupano il loro ruolo per i propri meriti ma per altri motivi…?

Quale futuro può attendere un’azienda che non premia i propri dipendenti per il loro merito ma che al contrario spesso non li ascolta nemmeno?

Dello studio condotto, una cosa che mi ha stupito è la partecipazione molto contenuta delle aziende interpellate.

Il Forum, in forma totalmente gratuità, ha richiesto la partecipazione a svariante aziende per avere dei dati solidi e confrontarli con la media nazionale ed internazionale raccolti da Great Place to Work®.

Le aziende che hanno aderito sono state poche.

Il motivo?

Non c’è purtroppo un motivo ufficiale ma la mia opinione è che avessero il timore di ascoltare. Paura di ascoltare i propri dipendenti.

Non porsi nemmeno la domanda, se la propria azienda sia percepita come meritocratica, se i propri dipendenti siano felici, se i leader/guide dell’azienda siano visti come tali, è il peccato d’origine del nostro paese ed è tra i motivi della grande difficoltà che stiamo avendo ad uscire da questa crisi.

Una nota relativamente positiva: esistono eccezioni – fortunatamente – ma con le eccezioni è assai difficile superare le crisi e le difficoltà di un paese.