DigitalChina

di Riccardo Porta

Con una sua identità in rete dal 1994, è Digital Marketing strategist per MyBank. Per anni nel consiglio di amministrazione di Netcomm se non lo trovi connesso starà facendo certamente qualche sport estremo. Per noi parlerà di Cina e digitale

Lo storytelling arriva anche in Cina

Storytelling, costruire un brand interagendo con il proprio target facendo leva su una serie di elementi immateriali intrinsechi del prodotto o servizio. L’arte di raccontare una storia. Su Engage se ne parla molto e anche i colleghi Vaccaro e Coletta hanno fatto, di recente, un bell’articolo. La Cina non è da meno e segue questo inarrestabile trend che, rispetto a 3/4 anni fa, sta rivoluzionando anche il mondo dell’advertising online. Non contano più solo le promozioni. O meglio, non è l’unica leva perchè il consumatore cinese si è evoluto rapidamente e cerca un contatto con il Brand.

Se il mercato era complesso, adesso lo è ancora di più perché gli investitori locali, quelli cinesi, che sanno come dialogare con il target… stanno performando meglio di quelli internazionali.

Da qui ancora l’importanza di affidarsi a un solido partner locale quando si entra in questo mercato.

Per dare due numeri, le agenzie media “occidentali” che comprano adv in Cina rappresentano il 35% del totale. Questo vuol dire che il restante 65% è appannaggio di agenzie locali e/o broker.

Sono certo che con tutti questi miei post non sto facendo altro che scoraggiare i piccoli e medi imprenditori ma, se non fosse abbastanza, aggiungo anche questo: sta cambiando radicalmente anche la fruizione degli show online. E questo pesa anche su scelte di posizionamento dei brand, soprattutto quelli internazionali. Se prima infatti era “sufficiente” accaparrarsi degli spazi pubblicitari negli show online americani che, in rete, erano quelli più seguiti dai cinesi… a fine 2014 il governo cinese ha aperto invece le porte anche a show prodotti in Cina, Taiwan, Corea e HK. Bisogna essere presenti anche lì dunque? Da valutare. Una cosa in più a cui prestare attenzione.

Lo “storytelling” del brand quindi si complica perchè le strade per raggiungere il consumatore e provare a mantenere un filo continuo, aumentano con il passare del tempo e gli investimenti si disperdono. Se ricordi la torta che avevo pubblicato nel post “Social China Media: gira la ruota!” allora capisci dove voglio arrivare: in Europa e in America, per quanti che siano i punti di contatto tra la marca e il consumatore, non saranno mai tanti come in Cina.

Per non disperdere al vento i propri soldi occorre una solida strategia, l’ingresso nel paese del dragone non è sicuramente tra i più semplici.