Socialtutto

di Maurizio Mazzanti

Maurizio Mazzanti, dal 2000 al 2017 è stato socio e direttore creativo di E3. Ha aperto un blog nel 2001 ma nessuno lo ha mai visto, sa dire PPM dal 1996 ed è sempre always on

La pubblicità nell’anno dei selfie

Tutto è cominciato con l’ormai famoso selfie degli Oscar 2014, retweettato ben 2 milioni di volte entro alla fine della cerimonia.O almeno, quella era la punta dell’iceberg!

I dati parlano chiaro: più di un milione di autoscatti al giorno, con una suddivisione quasi equa tra uomini e donne; il 48% di questi selfie è condiviso su Facebook, seguito da Whatsapp, Twitter e Instagram (fonte:http://techinfographics.com/selfie-infographic-selfiegraphic-facts-and-statistics). Secondo Samsung, il 30% delle foto scattate da persone tra i 18 e i 24 anni sono selfie.

Da Gennaio 2013 a oggi, l’hashtag #selfie è cresciuto su Instagram del ben 200%. Trattandosi di un trend in crescita, il selfie è stato adottato anche nella comunicazione pubblicitaria per vari brand. Lo stesso selfie degli Oscar era un’iniziativa sponsorizzata da Samsung per il nuovo Galaxy Note III, iniziativa che ha vinto un Leone d’Oro a Cannes nella categoria Branded Content & Entertainment.

E sempre a Cannes sono i selfie in 3D di Megafon a vincere il Grand Prix nella categoria Innovation.

Tornando in Italia, il selfie sta al centro della creatività che ha portato l’agenzia Expansion Group a rinnovare per il quinto anno consecutivo la collaborazione con l’Ente Nazionale Croato per il Turismo. Il brief, consultabile a questo indirizzo, stabiliva un target di coppie, famiglie e amici egualmente distribuiti tra i due sessi, e indicava come scopo del viaggio in Croazia da promuovere i concetti di “relax, esplorazione e scoperta, divertimento”. Ma, cosa ancor più importante, il target è composto da persone che “conoscono e usano internet e web per informarsi sulla destinazione e usano internet per prenotare viaggi”. Dunque, l’aggancio col digitale era d’obbligo, e il selfie in questo caso è risultato una trovata vincente: la campagna d’affissione nella metropolitana di Milano, infatti, prevede 8 soggetti con temi diversi (mare, nautica, camping, rafting, wellness, città d’arte e altri) la cui costante è uno dei bellissimi paesaggi croati su cui si sovrappone un iPhone che mostra il selfie dei “turisti” (che coincidono di volta in volta con i segmenti diversi del target indicato nel brief). Ogni soggetto è firmato dal claim “Visita la Croazia, condividi l’esperienza”: una call to action che rimarca proprio la natura “shareabile” del contenuto.

 

Una vexata quaestio di chi lavora in pubblicità è se questa sia mirror o shaper dei comportamenti. Forse prima dell’era digitale in cui tutti producono e diffondono contenuti poteva essere shaper, modellatrice di abitudini. Ma oggi è sempre più mirror e, preso atto di una moda, la amplifica. Per questo i selfie sono protagonisti dello spot di Turkish Airlines, o diventano oggetto di concorsi in stile Consumer Generated Media.

 

 

Tre esempi fra mille di concorsi a tema selfie: Freddy ha lanciato un “Selfie Contest” in cui scattarsi foto con addosso capi del marchio e postarle su Instagram con hashtag dedicato: in palio un weekend per due al Rimini Wellness; Goldenpoint per quest’estate ha lanciato sul minisito dedicato un concorso di autoscatti con in palio una valigia di costumi o un buono sconto del 10%; per la sua nuova linea Skin Perfection L’Orèal ha lanciato il concorso “Selfie perfetto” con una Facebook app dedicata che premia i migliori autoscatti con delle videocamere Canon.