Socialtutto

di Maurizio Mazzanti

Maurizio Mazzanti, dal 2000 al 2017 è stato socio e direttore creativo di E3. Ha aperto un blog nel 2001 ma nessuno lo ha mai visto, sa dire PPM dal 1996 ed è sempre always on

La crisi del settimo anno?

Quest’anno a luglio saranno 7 anni che sono iscritto a Facebook, non tantissimi rispetto a quando ho navigato in rete la prima volta ma tanti in relazione al tempo speso all’interno di questo social network. Al lato personale si è fin da subito unito quello professionale: la prima campagna è datata novembre 2007, il cliente era lo IED di Milano e il prodotto promosso erano i Master, nel 2008 abbiamo gestito il profilo di un brand ambassador e via via dal 2009 in poi abbiamo avuto in agenzia sempre più progetti, iniziative, applicazioni, pagine aziendali legate a Facebook. In tutti questi anni una costante è sempre stata la necessità di rimanere sempre aggiornati, l’ambiente digitale è già di suo mutevole e Zuckerberg non fa niente per esserne da meno, anzi pare che l’azienda sia regolata da una mission che vede la ricerca&sviluppo prevalere su altre logiche.

Per questo non mi scompongo più di tanto quando leggo di nuovi aggiornamenti, cambiamenti strutturali, dismissione di strumenti.

Non mi scompongo più di tanto perché sono abituato e so che queste sono le regole del gioco. E soprattutto perché queste modiche sono democratiche, coinvolgono chiunque.

Dal punto di vista lavorativo i cambiamenti recenti più importanti sono due. Alla fine dello scorso anno l’evidenza dei fatti denunciava che i post delle aziende apparivano a sempre meno persone e uno scoop di Advertising Age di inizio dicembre ha confermato questa volontà aziendale, meno reach organica a favore di un aumento della spesa pubblicitaria. La seconda grande novità è che da aprile spariranno le Sponsored Stories, gli strumenti pubblicitari che utilizzavano le azioni degli amici come fonte del messaggio stesso. Peccato, perché era uno strumento con ottime performance!

Nel frattempo sempre più spesso le aziende si chiedono se sia giusto o sbagliato stare all’interno del social network e con quale portata. Con che portata non lo so, ogni azienda è diversa dall’altra e le decisioni vanno prese in funzione dei propri business. Ma per rispondere alla domanda se sia giusto o meno mi è sufficiente prendere i mezzi pubblici: fintanto che continuerò a vedere persone in metro o in tram con lo smartphone in mano e collegate a Facebook so che sarà giusto per le aziende essere in quell’ambiente. E di persone in metro collegate a Facebook nel 2014 ne vedo ancora parecchie!