The Big Answer

di Antonio Filoni

Antonio Filoni si occupa di ricerca dal 2002 e in ambito digitale dal 2005. È oggi Head of Duepuntozero BU e responsabile Digital Offering di Doxa. Appassionato di musica, cinema e serie TV, vive la vita "in ascolto" perché ogni giorno si può ricevere un insegnamento. È sposato e ha due figli maschi che sta crescendo a pane e supereroi!

Gli italiani digitali: alcuni spunti dalla ricerca di Duepuntozero Doxa

In questo post voglio condividere alcuni spunti che in Duepuntozero Doxa sono nati a fronte del nostro studio Italia 2.0 la ricerca storica (dal 2009) sugli italiani Digitali.

Pillola n°1

Al sud l’uso del web cresce di più che al nord.

L’indice di digitalizzazione elaborato nella ricerca ci dice che al sud Italia l’uso del web è più intenso rispetto al nord in termini di ore, social ai quali si è iscritti e attività svolte. A fronte di un valore medio di 64 (da 1 a 100), tra gli utenti meridionali esso sale a 67. Diverso è il discorso per i piccoli centri di residenza, ove in effetti rimangono barriere rilevanti rispetto alle grandi città.

Una spiegazione al primato del sud può essere anzitutto di natura demografica. Al sud ci sono proporzionalmente più millennials rispetto al nord, molti dei quali “nativi digitali”; ci sono più disoccupati, che al web ricorrono per la ricerca di nuove opportunità di lavoro; c’è più apertura nei confronti dell’e-commerce, compensando una possibile lontananza da luoghi di acquisto. Anche il numero di device elettronici posseduti e usati per navigare è maggiore, ad indicare status symbol e desiderio di ostentazione.

Il web ha dunque faticato ad arrivare al sud a livello infrastrutturale, ma, una volta giunto (anche grazie al mobile), è sfruttato al massimo ed accorcia le barriere sia culturali che materiali.

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Pillola n°2

Le opinioni su internet stanno diventando indispensabili.

Dallo spaccato dei nostri dati emerge che il 63% degli internauti italiani si fida ancora delle opinioni di prima mano e di persone che conosce prima di scegliere se acquistare o meno qualcosa, percentuale che cresce nel caso di utenti che danno sempre uno sguardo online prima di fare un acquisto (73%).

La cosa non sorprende: a chi non è mai capitato di googlare il nome di uno spazzolino elettrico prima di metterlo nel carrello? O di un albergo prima di prenotare le vacanze? Quante volte abbiamo adocchiato un ristorante e controllato su TripAdvisor prima di prenotare?

Informarsi in rete diventa un’abitudine sempre più preponderante, anche grazie al fatto che l’uso di Internet da mobile rende questa attività più semplice.

Se per i brand questa propensione è spesso causa dei grattacapi più svariati e per i motori di ricerca è una vera e propria fortuna, per gli utenti diventa invece strumento di confronto e di consumo consapevole.

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Pillola n°3

Linkedin nuovi utilizzi e prospettive.

Linkedin è da sempre il social del lavoro, che si tratti di cercarne uno nuovo o di mantenere relazioni professionali. Tuttavia dalla nostra indagine emergono motivazioni “nuove” di ingresso e d’uso: tenersi informati e organizzare gruppi relativi ai propri interessi sono i secondi fattori più motivanti nell’utilizzo di LinkedIn. Il Social Network del lavoro si caratterizza dunque anche per essere fonte di diffusione e produzione di informazione, in modo simile a quanto accade per Facebook.

Anche se con un taglio professionale, LinkedIn offre la possibilità di seguire dibattiti su temi specifici, di aderire a gruppi fondati da aziende o da team di studiosi ed esperti che cercano un confronto. Il flusso di conversato prodotto nei thread diventa fonte di informazione per tutti i suoi membri. Allo stesso tempo la possibilità di mandare messaggi sponsorizzati “nelle inbox” degli iscritti ricalca in qualche modo la modalità con cui l’algoritmo di Facebook tramite il grafo sociale di ciascuno segnala ai suoi iscritti i post ritenuti più interessanti proprio per loro.

Possiamo quindi dire che il social dei professionisti stia seguendo le orme del social più generalista sia come funzionamento che come modalità di utilizzo da parte degli utenti: sempre più frequente su Linkedin capita di intercettare frasi motivazionali, test d’intelligenza, meme ironici, finora appannaggio di Facebook.

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