DigitalChina

di Riccardo Porta

Con una sua identità in rete dal 1994, è Digital Marketing strategist per MyBank. Per anni nel consiglio di amministrazione di Netcomm se non lo trovi connesso starà facendo certamennte qualche sport estremo. Per noi parlerà di Cina e digitale

Facebook e la Cina: un’altra sconfitta

china-FB

Martedì 24 luglio, Facebook ha annunciato di aver ottenuto l’approvazione per creare la sua prima filiale in Cina – un hub di innovazione da 30 milioni di dollari a Hangzhou. La licenza è stata un’apparente vittoria nella lunga lotta di Zuckemberg per tentare di portare Facebook nel paese del dragone.

Ce l’ha fatta! – abbiamo pensato tutti.
Una moglie che di cognome fa Chan e tutte quelle lezioni di mandarino hanno l’hanno finalmente ripagato…

Purtroppo però, qualche ora dopo, la Cina ha ritirato la sua approvazione, lasciando il povero Facebook ancora una volta al di fuori delle sue grandi mura.

La base di utenti di Facebook è stagnante in America e si sta riducendo in Europa rendendo il mercato cinese, dove Facebook è stato bloccato per 10 anni, più importante che mai.

Per entrare, Zuckerberg è stato disposto a provare quasi tutto. Ha imparato il mandarino per essere ospite e poter rispondere ad una serie di Q&A in una università cinese, ha attraversato di corsa Tiananmen Square soffocata di smog e ha rilasciato un’app cinese segreta. Ma, cosa più importante, Zuckerberg ha passato ore e ore a parlare con funzionari cinesi.

E, martedì 24/7, sembrava che alla fine ne fosse valsa la pena. Ma il tutto si è spento subito. Zero festeggiamenti.
Sembra infatti che Facebook abbia ottenuto l’approvazione da funzionari locali ma che sia stato poi bannato nuovamente dal national internet regulator.

La storia si ripete insomma. Già perché nel 2015, la Cina diede a Facebook un permesso per aprire una sede a Shanghai di 3 mesi, rifiutandosi poi di rinnovarlo. La burocrazia cinese è davvero complessa anche se qui, ci sono evidenti motivi che vanno al di là della burocrazia in sé.

Nonostante la battuta d’arresto, Facebook continuerà a rimanere attiva in Cina. Facebook è vietato in Cina, ma le aziende cinesi sono ancora i maggiori acquirenti di annunci di Facebook in tutta l’Asia. Altre società (come LinkedIn) si sono sottomesse alle regole di Pechino per rimanere, ma Zuckerberg si è rifiutato di lasciare che il governo censurasse la piattaforma nonostante i suoi numerosi tentativi di conquistare gli utenti cinesi.

Zuckerberg ha detto che Facebook continuerà a sviluppare prodotti per la Cina “nel lungo periodo” – probabilmente seguendo la guida di Google – investendo lentamente in startup cinesi e rilasciando app in negozi di terze parti.

Questa Cina è bella complessa eh?
Tempo fa avevamo parlato di licenza ICP ma la burocrazia non si limita a questo. Se vuoi entrare in questo mercato, fatti guidare, non pensare di poter fare tutto da solo.