E-commerce Trends

di C. Vaccaro e A. Coletta

Un blog curato a quattro mani da Claudio Vaccaro, co-fondatore e ceo della digital agency BizUp, e Angelo Coletta, fondatore e ceo di BookingShow e MerchandisingPlaza. Dall'incontro delle due aziende è nata la joint venture UpCommerce, l'e-commerce in full outsourcing multilingua

eCommerce: cosa fare se il sito non converte

Il vostro eCommerce ha un grande bacino d’utenza a cui non corrisponde un altrettanto considerevole numero di vendite? Se la risposta è sì, è evidente che in qualche punto all’interno del funnel di conversione ci sia un problema, una difficoltà o un ostacolo che porta i visitatori ad abbandonare il vostro sito prima di finalizzare l’acquisto.

Se gestite un eCommerce, il vostro impegno costante sarà quello di trovare sempre nuove soluzioni per incrementare le vendite. Ma quali sono le variabili che influenzano le conversioni?

Di alcuni degli elementi che vedremo di seguito abbiamo parlato più volte nella rubrica dedicata agli eCommerce trends, ecco perché abbiamo scelto di radunare in un unico post quelle che secondo noi sono le 8 best practice da adottare se il vostro eCommerce non converte abbastanza.

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  1. Comunicare ‘urgenza’. Immedesimatevi nel vostro potenziale cliente. Come reagireste se sulla scheda prodotto del modello di scarpe che cercavate da tempo leggeste che sono rimaste solo due paia del vostro numero e che quindi la disponibilità è limitata? Quasi certamente non ci pensereste due volte e le mettereste subito nel carrello.
  2. Essere chiari. Non lesinate nulla nelle informazioni sui prodotti che vendete. Curate le immagini e le descrizioni. Fate conto di dover parlare a chi per la prima volta si accinge ad acquistare online e non sa nulla di tempi, costi, modalità di spedizione e di reso.
  3. Fare del sano visual merchandising. Costruire una scheda prodotto efficace e che converte è un po’ come allestire la vetrina di un negozio offline. Mettete in bella vista il vostro prodotto, fatelo indossare a una modella, fate vedere come funziona attraverso un video tutorial, ritraetelo da più angolazioni, scrivete una descrizione accattivante (e non un semplice copia/incolla delle caratteristiche tecniche), mostrate abbinamenti e prodotti correlati, inserite una call-to-action che attiri l’attenzione e inviti al click.
  4. Essere mobil(i). Con quest’espressione intendiamo non solo la cura all’ottimizzazione del sito per smartphone e tablet, ma anche la flessibilità dell’approccio verso i vostri potenziali consumatori: offrite loro un contatto diretto (mail, telefono e, ancor meglio, live chat), opzioni di pagamento e consegna variegate, usate un tono di comunicazione informale e premiate la fedeltà dei vostri clienti.
  5. Indicare la strada ai visitatori. L’utente è approdato sul vostro sito ma le categorie dei prodotti non esistono o non sono ben definite. La ricerca (manuale o guidata) non è agevole. I prodotti non possono essere filtrati o i filtri non funzionano correttamente. Non ci sono promozioni o non vengono reclamizzate efficacemente. Le pagine si caricano lentamente. La call-to-action non emerge. Prima dell’acquisto è necessario inserire molti dati, procedere alla registrazione ed eventualmente doverla confermare tramite mail. Mancano le recensioni e le opinioni di chi ha già acquistato lo stesso prodotto. Gli eventuali commenti negativi restano senza risposta. Non v’è chiarezza su tempi e spese di consegna. Tutti questi sono ostacoli che possono portare i visitatori a uscire dal funnel.
  6. Testare. Meglio Arial o Garamond? Meglio rosso o blu per il pulsante call-to-action? Meglio collocarlo sopra o sotto la descrizione del prodotto? Quando componete il layout del vostro sito, non fate test basati solo su quelli che sono i vostri gusti personali, ma preparate più varianti di una stessa pagina/funzione per capire quello che piace ai vostri visitatori e come performa.
  7. Monitorare. Il processo d’acquisto non è mai un’azione esclusivamente razionale, ma è spesso guidato da un bisogno e da un’emozione di fondo: si compra un prodotto perché risolve oggettivamente un ‘problema’ o perché ci fa sentire bene. Ecco perché è importante monitorare composizione e abitudini d’acquisto del vostro target, al fine di assicurargli un’esperienza di navigazione perfettamente coerente con le proprie aspettative. È importante conoscere su quali pagine si sofferma di più, qual è il percorso che compie all’interno del sito e dove porta: al carrello, quindi sempre all’interno del sito, o fuori, ‘a mani vuote’.
  8. Spedire gratis (se possibile). Le spese di spedizione sono un elemento che può dissuadere gli utenti dall’acquisto, soprattutto se tra i vostri competitor ce n’è più d’uno che non le prevede. Se dunque avete la possibilità di rendere gratuite le spese di spedizione, le vendite ne beneficeranno; diversamente, fissate una soglia di spesa minima ricevere il prodotto a domicilio (o in-store) gratis.

Se internamente non disponete di risorse preparate a occuparsi di parte (o tutti) gli aspetti che abbiamo elencato, non abbiate timore di chiedere supporto ai professionisti dell’ottimizzazione dei siti di shopping online per dare un boost significativo alle vendite online. In bocca al lupo!