DigitalChina

di Riccardo Porta

Con una sua identità in rete dal 1994, è Digital Marketing strategist per MyBank. Per anni nel consiglio di amministrazione di Netcomm se non lo trovi connesso starà facendo certamente qualche sport estremo. Per noi parlerà di Cina e digitale

E noi siamo rimasti fermi al selfie…

Oltre un mese fa a Barcellona, al Mobile World Congress, premiavano la App CamMe come la migliore dell’anno, una delle più innovative.
Cos’è e che cosa fa?
E’ una app dell’israeliana Pointgrab che ti permette di fare dei Selfie da super pro: avvii l’applicazione che attiva la camera, posi il tuo telefono a distanza e fai partire l’autoscatto con un gesto della mano. Brillante, pensai.
Questo è il video che la spiega:

A Shanghai però se vai in visita al Word Financial Center (con i suoi 492 metri è tra i 6 palazzi più alti al mondo) trovi dei totem che si comandano, a distanza, con le mani. Con la stessa logica di CamMe. Uguale. Ti danno informazioni e ti fanno anche le foto che ti vengono poi inviate sul telefono.
Quindi, mentre in Europa celebravamo con entusiasmo una interazione con il nostro adorato smartphone, i Cina avevano fatto già da tempo una applicazione business.

Sono avanti. Ma molto. La loro realtà è più multiforme e complessa di quello che ci fa comodo credere.

Queste due sono app, lanciate tra marzo e aprile di quest’anno, che vanno “oltre il Selfie”.
Puoi taggare il tuo abbigliamento. Così tutti sapranno quanto sei fighetto/a. Se hai però un minimo orientamento al business, puoi arrivare da solo a capire anche le possibili evoluzioni e implementazioni (pensa all’adv completamente targettizzato ma anche all’ecommerce diretto).

Se sei un amante dei big data, beh, ne usciresti pazzo :)

Vediamole.

La prima si chiama Pinco: ti fai i selfie e “tagghi” l’abbigliamento. I tuoi scatti al momento possono essere condivisi solo su WeChat e Weibo perché questa app è solo per cinesi (la trovi nell’App store e su Android, ma non è stata tradotta in altre lingue al di fuori del mandarino).  Non ti mettere nemmeno a scaricarla, credimi sulla parola.

 

La seconda si chiama Nice ed è davvero “engaging”, esattamente come Instagram ma con la possibilità di taggare sempre i vestiti e fare ricerche quindi per brand. Questa la puoi tranquillamente scaricare perché le funzioni sono anche in Inglese. L’usabilità, su cui i cinesi mi sembra di capire non siano esattamente fortissimi, potrebbe essere migliorata.

 

Detto tutto questo… lo so che ci sono alcuni siti che già da tempo permettono di fare le stesse cose, lo so. Ma applicazioni mobile di questo tipo che hanno già raggiunto milioni di download (dato presunto, visto che entrambe, hanno su Weibo già un paio di milioni di like) contribuiranno a renderci ancora più liquidi, più digitali in tutto quello che facciamo e viviamo.

Alla giuria di Barcellona chiedo solo un favore: prima di proclamare che una app è la più innovativa del mondo… fatevi un giro nel mondo!

 

*C’è un’ultima cosa che mi indispettisce e non sai quanto. Anzi, è una di quelle cose che mi fa pensare sempre di essere nel paese sbagliato. Te la spiego. Per poter utilizzare l’app Pinco, devi essere registrato su Weibo. Per fartela facile, immagina che Weibo sia il nostro Twitter. Puoi registrarti su Weibo utilizzando il cellulare. Semplicissimo.
MA è possibile farlo per chi vive in: Cina, HK, Macao, Taiwan, Australia, Canada, UK, Germania, Francia, India, Giappone, Korea, Malesia, Thailandia, USA.
Chi manca? Ecco. Mi sento come l’ultima ruota del carro :(