E-commerce Trends

di C. Vaccaro e A. Coletta

Un blog curato a quattro mani da Claudio Vaccaro, co-fondatore e ceo della digital agency BizUp, e Angelo Coletta, fondatore e ceo di BookingShow e MerchandisingPlaza. Dall'incontro delle due aziende è nata la joint venture UpCommerce, l'e-commerce in full outsourcing multilingua

E-commerce dietro le quinte – parte 1

Quando si naviga su uno store l’attenzione cade spesso su particolari estetici, su specifiche funzionalità dell’interfaccia o sulla facilità di navigazione, se siamo un po’ più esperti sulla struttura delle pagine, i tag, il motore di ricerca interno, gli algoritimi di suggerimento, il suo essere responsive e multi-device ma difficilmente ci soffermiamo a  riflettere sul “dietro le quinte” della piattaforma malgrado sia spesso proprio ciò che non si vede a fare la differenza tra i tanti e-commerce in rete e a garantirne quindi il maggior successo.

La logistica che sta dietro un e-commerce può essere dalla più semplice alla più complessa e può prevedere servizi di handling, di personalizzazione o di controllo qualità.

La situazione più semplice vede un produttore con il suo magazzino di proprietà che mette online il suo catalogo. In questo caso utilizza i suoi stessi magazzinieri per spacchettare i pallett e predisporre il pacco per i clienti finali. In questo caso, le uniche attività che devono essere implementate sono quelle dell’interfaccia con il corriere finale (plug-in inclusi nei software più diffusi ma senza un contratto commerciale vantaggioso associato che viene invece fornito da alcune piattaforme in outsourcing) e l’integrazione con il proprio magazzino (molti e-commerce fatti in casa prevedono il caricamento degli articoli a mano cosa che chiaramente ha un costo sia in termini uomo sia per la mancanza di un aggiornamento del database in tempo reale).

La situazione si complica molto quando lo store e-commerce è un verticale di qualche settore per cui dietro lo store vi è una moltitudine di fornitori: quelli che spediscono la merce ad un magazzino centrale da cui poi partono tutti gli ordini o il caso in cui la merce parte dal magazzino dei singoli fornitori (modello dropshipping). Nel primo caso il proprietario dello store avrà l’esigenza di disporre di un magazzino o di un centro logistico su cui far confluire le merci, nel secondo caso dovrà avere la capacità di integrare magazzini diversi con software gestionali diversi sul proprio sistema e gestire una logistica di pick-up multipoint con un doppio costo di spedizione nel caso di un acquisto da parte di un cliente che abbia selezionato dei prodotti locati in diversi magazzini.

Inoltre, nel caso di una soluzione mista tra i due modelli deve disporre di un algoritmo che in un’ottica di ottimizzazione dei costi suggerisca quali prodotti centralizzare e quali lasciare in dropshipping. Questi sono tutti problemi che non trovano soluzione nel software che si utilizza per la realizzazione dello store ma che riguardano la gestione dell’ecommerce e che vedono due scenari possibili: un contesto la cui soluzione ai problemi è a carico del management e dell’azienda (anche nei costi), oppure una partnership fatta di un pacchetto di servizi offerti in full outsourcing, come ad esempio propone UpCommerce, che prevede soluzioni anche complesse.

Ma non siamo ancora alla fine, ci potrebbe essere anche l’esigenza di avere più di un centro logistico perché ad esempio un brand internazionale che ergo vende in tutto il mondo per mantenere un time to market accettabile ha esigenza di stoccare i suoi prodotti nei vari paesi target di vendita. Sono pochissimi in italia i partner in grado di fornire non solo il supporto di una piattaforma logistica globale ma anche quello di maneggiare compiutamente una moltitudine di accordi di shipment nazione per nazione.

Ora però che le merci sono in un magazzino potremmo avere ulteriori esigenze. In primis potremmo avere la necessità di spacchettare pallet e quindi lato software di fare una trasmutazione di magazzino da gestione pallet a gestione singolo pezzo. Poi quella di fare groupage per la composizione di ordini multipli. Questa attività potrebbe avere la necessità di un controllo di qualità associata (ad esempio controllo bottoni nel mondo abbigliamento) o di servizi aggiuntivi come immagini del prodotto da pubblicare in rete. Potremmo avere la necessità di servizi di personalizzazione (ad esempio applicazione del nome e numero sulla maglia della squadra di calcio, o il ricamo di un logo su una maglia) o il servizio di stiratura del capo prima della consegna. Potremmo avere la necessità di ceratura di alcuni pacchi per renderli anonimi come spesso si fa per le spedizioni con oggetti di un certo valore (una borsa di Gucci) indirizzata verso paesi che presentano un alto tasso di furti in dogana (come la Russia). Si può avere anche l’esigenza di disporre particolari packaging per il trasporto in vetro come ad esempio la soluzione Total wine pack. Dopo tutto ciò chiaramente bisogna avere una gestione dei resi ed una catalogazione per tipologia degli stessi visto che ha un’incidenza sulla fatturazione.

È chiaro che la complessità dei processi deve indurre a riflettere attentamente sull’organizzazione e-commerce che un’azienda vuole darsi. Questo piccolo tuffo nel dietro le quinte rende abbastanza evidente che la scelta del software in sé non è il focus principale di attenzione. L’integrazione del software all’interno di processi che possono essere molto articolati e la gestione dei costi delle singole attività da implementare rappresentano la vera sfida per l’azienda che intende operare con alti standard sui mercati nazionali ed internazionali, sfida che in termini di ROI e time to market trova spesso nel full-outsourcing la soluzione ideale.