The Big Answer

di Antonio Filoni

Antonio Filoni si occupa di ricerca dal 2002 e in ambito digitale dal 2005. È oggi Head of Duepuntozero BU e responsabile Digital Offering di Doxa. Appassionato di musica, cinema e serie TV, vive la vita "in ascolto" perché ogni giorno si può ricevere un insegnamento. È sposato e ha due figli maschi che sta crescendo a pane e supereroi!

Dateci problemi, non risposte!

Una cosa che trovo sempre più rara – nel mio settore di lavoro – è trovare ancora clienti che chiedano quale approccio utilizzare per indagare un problema di marketing, prodotto o comunicazione, senza suggerire il metodo.

È rara perché sempre più spesso ricevo richieste/brief dove è già tutto scritto ed impostato. Come in molte altre cose, mi sono dato la spiegazione che, se siamo tutti allenatori quando gioca la nazionale o tutti musicisti a Sanremo o X-factor, così – nel mio lavoro – è normale che tutti siano “ricercatori” quando bisogna fare una ricerca di mercato.

Nel campo del marketing e comunicazione non sono solo, conosco amici in altre aziende che hanno a che fare con dirigenti che sono anche registi di spot, esperti pubblicitari, inserzionisti pragmatici, etc.

 

Se la multidisciplinarietà è sicuramente un valore, la “tuttologia” non lo è.

 

Trovarmi di fronte ad un cliente che si affida a me (valutandomi su questo!!) è qualcosa di estremamente stimolante.

Si è infatti liberi di…

pensare all’approccio migliore

sperimentare modalità di ascolto e, perché no, innovare.

 

Invece ricevo dei brief “pacchettizzati”, dove vi è già scritto praticamente il progetto e dove manca solo il “prezzo” (in realtà a volte c’è pure quello…).

E alla fine, la valutazione finale è solo sul prezzo e si è così focalizzati sul prezzo che si rischia di dimenticarsi addirittura del problema di ricerca.

Del perché si vuole fare una ricerca.

Sembra più un dovere che un valore. “La devo fare…”

E così ti viene chiesta una fetta di prosciutto per cucinare il dolce.

 

Il vero dramma di questo atteggiamento è che impigrisce ed intimorisce chi fa il mio mestiere.

Pochi si impegnano e si arrischiano ad uscire dal tracciato già ben scritto, soprattutto quando i budget si riducono e risulta una scelta migliore portarsi a casa un progetto, assecondando il desiderata.

 

Vi lascio con un suggerimento, se dovete richiedere una ricerca, pensate in modo profondo al problema a cui dovete dare risposta, declinatelo in maniera chiara e profonda ma quando dovrete pensare al metodo, lasciate la pagina bianca.

Lasciate che il ricercatore vi stupisca o, che al contrario, confermi le vostre ipotesi.

Non imboccate, poiché la pappa pronta piace e a perdere di valore siete prima di tutto voi.

Lasciate libertà a chi fa il mio lavoro, ci sarà chi si dimostrerà cuoco (anche nel presentarvi metodi consolidati) ed altri che vi proporranno qualcosa di già pronto surgelato.

Da questo punto, potrete far valere la vostra esperienza (accrescendola!) e collaborare con le ricerche di mercato al fine di ottenere il massimo.

E sono sicuro che qualsiasi cosa sceglierete ne sarete pienamente soddisfatti!