Performance Tips

di Sheyla Biasini

Sheyla Biasini, da giugno 2015 è Country Manager Italia di Awin, network leader in Europa nel Performance Marketing e nuovo nome di zanox. Sheyla inizia la sua carriera nel gruppo nel 2008 e vanta 15 anni di esperienza nel Digital Marketing. Nei suoi post ci racconta il mondo dell’affiliazione.

Cookie Law: il consenso informato è davvero utile?

Come tutti gli operatori di settore, anche noi abbiamo dovuto affrontare la messa in atto della cosiddetta “cookie law” che è entrata in vigore a partire dal 2 giugno scorso.

Una normativa nata dalla necessità di informare gli utenti sulle modalità di tracciamento delle informazioni e di avere il loro consenso sul fatto che vengano utilizzati i cookie.

Sulla legge si è scritto e parlato molto, soprattutto perché la normativa ha avuto un impatto importante su:

  • Aziende, che devono comprendere la propria posizione e mettersi in regola con l’informativa, oltre a capire come informare adeguatamente gli utenti.
  • Utenti, che si vedono subissati di informative da accettare (o meno).

Il giorno in cui la normativa è entrata in vigore, il 2 giugno, pressoché la metà delle aziende, che sono clienti zanox, non era in regola con la normativa. Oggi, invece, circa il 95% è in regola, quindi, anche se è stato un po’ complesso e sicuramente noioso, possiamo affermare che ci siamo tutti decisamente impegnati e che (almeno apparentemente) stiamo facendo le cose per bene.

La vera domanda è: “L’utente medio sentiva davvero l’esigenza di essere tutelato?” “L’utente web a cui è ispirata questa immortale striscia di zerocalcare o queste pagine Facebook, può realmente capire quanto gli viene detto?” “O comunque gli interessa?”

Probabilmente tutti quelli che operano nel settore o legiferano su di esso dovrebbero utilizzare la regola non scritta, ma sicuramente utile del: “Mia madre cosa se ne farebbe?” (Funziona anche con “mio padre” ndr). La donna che vi chiama dicendovi: “Ti inoltro una cosa via email” e vi inviano una quindicina di mail senza allegato. O vi sveglia la domenica comunicandovi “Voglio farmi il profilo Facebook” e seguono 45 minuti di brividi freddi per voi…. A questa donna – a questo uomo – serve davvero il consenso informato?

Attualmente, la sensazione di molti operatori del settore è che l’informativa sia, nel migliore dei casi, inutile o solo di intralcio per l’utente. Nel peggiore, invece, può diventare effettivamente un ostacolo concreto alla navigazione, specialmente se il banner informativo non viene implementato a regola d’arte, se il sito viene navigato da mobile o se il banner dell’informativa si aggiunge ad altri, come ad esempio a quello di alcune impostazioni del browser sull’apertura di pop up.

Inoltre, la Cookie Law ha alcuni punti tutt’ora confusi e non chiariti, soprattutto rispetto a questi temi:

  • Siti internazionali: per le aziende che operano in diversi paesi, può essere complesso applicare correttamente la normativa, in quanto ci sono alcune differenze nel modo in cui essa stessa è stata recepita nei diversi paesi Europei
  • Categorizzazione dei cookie: in questo caso ci sono delle aziende, come ad esempio zanox, che non appartengono a nessuna delle categorie identificate dal Garante, in quanto non sono né strumenti di analisi né di profilazione, ma si posizionano in un’area intermedia. Tuttavia noi, nonostante la normativa non sia ancora del tutto chiara per questa categoria di aziende, abbiamo provveduto ad applicare la legge nella maniera più puntuale e specifica possibile.

La notizia positiva è che il Garante ha comunque assicurato che lo scopo della normativa non è far cassa e, quindi, l’eventuale sanzione occorrerà solo se vi è comprovata malafede del soggetto stesso.

Pertanto, a noi non rimane che sperare che gli utenti siano innamorati del commercio elettronico, almeno quanto noi, e che ci perdonino se li interroghiamo (insistentemente) su argomenti per loro di poca rilevanza e scarso interesse.