DigitalChina

di Riccardo Porta

Con una sua identità in rete dal 1994, è Digital Marketing strategist per MyBank. Per anni nel consiglio di amministrazione di Netcomm se non lo trovi connesso starà facendo certamente qualche sport estremo. Per noi parlerà di Cina e digitale

E-commerce: 4 motivi per investire in Cina

Non è un caso che in tanti stiano osservando con continua attenzione il mercato cinese: una recente ricerca targata BCG rivela che i consumatori cinesi incrementeranno i loro consumi dai duemila miliardi di dollari del 2010 a seimila miliardi di dollari nel 2020 (per la precisione, da 2.03USD trillion a 6.18USD trillion). Non solo. Entro il 2016, i Cinesi acquisteranno dall’estero prodotti (moda, cura per la persona, generi alimentari e articoli per la prima infanzia) per oltre mille miliardi di dollari (fonte: iResarch).

Nell’immagine, i prodotti più acquistati fuori dal paese. Fonte: Payvision

E’ ovvio che un mercato che cresce a questa velocità faccia gola alle aziende e agli imprenditori più coraggiosi (sì, perché non è esattamente facile, come abbiamo visto in tutti i post passati, fare affari con il bel paese del dragone).

Veniamo però all’e-commerce.
Se è vero che la Cina ha già sorpassato gli USA in termini di fatturato realizzato online, è anche vero che solo il 14% della popolazione acquista online. Non sono quindi i numeri attuali a impressionare ma il potenziale di domani.

Proviamo a vedere, in estrema sintesi, 4 motivi per i quali i merchant italiani dovrebbero cominciare a pensare di realizzare vendite cross-border con quel paese:

  1. Utilizzo della carta di credito

Il pagamento tramite carta di credito è entrato velocemente tra gli usi e i costumi dei cinesi. Il successo è dovuto all’incredibile lavoro di sensibilizzazione svolto da Union Pay (che con il suo circuito gestisce oltre 4,5 miliardi di carte, 7,6 milioni di esercenti convenzionati in Cina e 12 milioni di merchant convenzionati all’estero a fine 2013) e dal desiderio dei cinesi stessi di fare shopping all’estero comodamente dal divano di casa loro.

  1. Fiducia nei prodotti occidentali

Al momento è la nostra fortuna: il mercato locale è inondato di falsi. Di prodotti tarocchi. Così molti cinesi preferiscono affidarsi all’online, specialmente le donne, che spendono più degli uomini e sono alla ricerca di prodotti di marca, ovviamente, autentici. E la soddisfazione in acquisti cross-border, è molto alta.

  1. Mancanza di competizione

Questa suona strana eh? Vero. Mi sto riferendo alla pura competizione internazionale. Localmente il mercato è ben presidiato e anche molto evoluto. Sono però ancora pochi gli operatori che, dall’estero, fanno business in China. Linguaggio, cultura, logistica e leggi sono delle notevoli barriere all’ingresso. Lo sa anche il governo cinese che ha bisogno di noi occidentali per sorreggere la crescita dell’intero Paese. Lo sanno gli operatori specializzati che stanno cercando di fare da facilitatori per il commercio online (vedi: Tmall eTmall Global: due partner per vendere in Cina). Per questo motivo stanno snellendo molte procedure ma le difficoltà ci sono e sono innegabili. L’Italia però è un paese di imprenditori che non si fa certo spaventare, giusto?

  1. Supporto governativo

Mai come in questo momento la Cina ha bisogno degli occidentali. Ben vengano gli acquisti online cross-border ma… l’invito è quello di entrare fisicamente in campo. La Free Trade Zone di Shanghai ne è un chiaro esempio (ne parlavo qui) così come diverse città pilota che diventeranno le prossime realtà su cui focalizzare gli sforzi commerciali (come, ad esempio, la città di Tonglu, non lontana da Shanghai, all’avanguardia rispetto agli standard cinesi, dove già si sono insediate grandi realtà produttive internazionali del manifatturiero e dell’energia). Bisogna esplorare bene tutte le opportunità a disposizione perché… è il momento giusto. La Camera di commercio Italo-Cinese può essere di grande aiuto in questo caso e il mio invito è quello di parlare anche con loro prima di intraprendere un qualsiasi percorso in estremo oriente.

Invito poi i merchant italiani che capitassero da queste parti a leggere anche un mio “vecchio” intervento dove, numeri alla mano, ho messo a nudo alcune delle caratteristiche rilevanti per un buon rapporto di vendita online tra Italia e Cina.

Per chiudere, visto che siamo sotto Natale, dai una controllata all’albero che hai nella sala di casa: sarà cinese. Come l’85% di tutti gli alberi di Natale al mondo.

Buone feste.