Mondo Native

di Alberto Mari

I "tips&tricks" di Alberto Mari, country manager di Outbrain Italia, per creare engagement e raggiungere nuovi utenti con il content marketing

Come fare native advertising senza contenuti?

Native advertising e branded content sono un’accoppiata indissolubile… davvero? Non è detto, e sono molti i brand che – mentre stai leggendo – hanno sviluppato attività di native advertising, distribuendo contenuti senza aver scritto una singola riga di contenuto. Qual è il segreto, e come puoi replicare la strategia anche per il tuo brand?

Quale contenuto scegliere

Earned media è la parola chiave. Per Earned media si intendono tutti i contenuti pubblicati sul web che parlano del tuo brand ed in particolare dei tuoi prodotti. Recensioni positive, prove su strada, articoli di blog specializzati, sia pubblicati spontaneamente sia dietro input delle digital PR, sono tutti esempi di earned media.

L’Earned media ha un potere fondamentale: l’autorevolezza di una terza parte indipendente aumenta il trust dell’utente e sposta le intenzioni di acquisto. La terza parte indipendente puo’ essere un editore premium che pubblica una recensione, oppure un blogger riconosciuto nel suo settore che racconta la sua esperienza di utente.

In entrambi i casi, l’editore rilascia un endorsement nei confronti del tuo prodotto o della tua azienda.

Il lancio del primo iPhone, ed anche dei successivi device di Apple, fu sostanzialmente un capolavoro di Earned media. L’abilità di Steve Jobs nel comunicare un prodotto fortemente innovativo e di eccellenza ha convinto i giornalisti ad ogni keynote, scatenando un’ondata di articoli favorevoli.

Risultato: lunghe code davanti agli apple store al giorno 1 del lancio di (quasi) ogni nuova release o nuovo prodotto Apple. Apple non ha scritto una riga di contenuto. Non è necessario avere l’abilità oratoria di Steve Jobs, un prodotto innovativo o qualità di eccellenza per ottenere milioni di articoli favorevoli. Non è nemmeno necessario avere centinaia di articoli favorevoli.

E’ sufficiente avere un buon prodotto, apprezzato almeno dagli early adopters o dagli evangelist del tuo brand, con almeno una recensione positiva, per mettere in moto l’attività. Molto probabilmente, il tuo team di digital PR ha già qualche articolo pubblicato con successo da un editore autorevole. Alcune testate avranno certamente rilanciato il tuo ultimo comunicato stampa.

Pensa alla tua app: cos’è successo ai download quando è uscita una notizia positiva sulla tua app su un editore autorevole o su un blog in target? Di quante volte si sono moltiplicati i download nel giro di 24 ore?

La pubblicazione di articoli favorevoli di terze parti indipendenti è già un successo. Che però svanisce rapidamente, all’uscita della notizia dalla home page dell’editore. Può succedere anche nel giro di 24 ore o meno. E con la scomparsa della notizia dalla home page, scompaiono gli utenti e con loro l’effetto positivo della recensione: brand trust ed intenzioni di acquisto.

Ora pensa di nuovo alla tua app: per quanto tempo è durato il picco di download a seguito della pubblicazione dell’articolo, e cosa è successo dopo? Non saresti felice di avere un approccio più sistematico ed avere il controllo sul processo?

Come allungare la vita delle recensioni positive e stabilizzarne gli effetti

E’ possibile allungare la vita di una recensione positiva? La risposta è semplice ed è SI: con una campagna di native advertising volta alla distribuzione del contenuto puoi prolungarne la vita per il tempo che vorrai, compatibilmente con la “freschezza” della notizia.

Con una piattaforma di native advertising per la distribuzione di contenuti, come Outbrain, la recensione positiva apparirà come contenuto suggerito in posizione editoriale su grandi publisher autorevoli per tutto il periodo della campagna.

Grazie al native advertising, milioni di utenti italiani troveranno la recensione favorevole come naturale e spontaneo approfondimento di lettura, e potrai esporli all’endorsement di una parte indipendente che racconta le qualità del tuo prodotto. Tutto questo senza scrivere una parola di contenuto.

Inoltre potrai stablizzarne gli effetti, decidendo quanto budget allocare su base giornaliera alla distribuzione degli articoli di Earned media. In questo modo eviterai i picchi e potrai spalmare l’efficacia della recensione sui giorni – o sui mesi – che vorrai.

Si può fare?

Domanda frequente del brand: “mi suggerisci quindi di portare utenti su una recensione di prodotto pubblicata da un editore indipendente. Posso farlo liberamente o devo chiedere autorizzazione al publisher?”

In regime di libertà di link come quello vigente in Italia, non solo non è necessario avvertire l’editore, ma on top a questo l’editore è generalmente più che felice di ricevere grandi quantità di utenti gratuitamente. Sono utenti di alta qualità, interessati al prodotto e che – in parte – possono proseguire la visita sul sito dell’editore. L’editore quindi non solo ne otterrà un beneficio immediato; ne beneficerà anche la relazione tra brand ed editore.

Benefici ulteriori: effetto SEO e Social

Quando il contenuto di buona qualità, gli utenti lo apprezzano con segnali social: like, share, tweet, +1,… Come conseguenza, la tua recensione avrà risonanza anche sui social media, aumenterà l’engagement e, come abbiamo spiegato nei precedenti articoli sugli effetti del native su social media e sul SEO, potrai anche ottenere un effetto SEO indiretto. Le recensioni positive che amplificherai potranno salire nel ranking SEO…!

Earned Media: 5 buone ragioni per attivare subito una campagna

Semplice ed efficace, perfetto per brand awareness e per aumentare trust e migliorare le intenzioni di acquisto, perchè aspettare oltre? Puoi attivare da subito la tua prima campagna Earned media. Cosa otterrai?

  • Sfrutterai contenuti di terzi e potrai evitare la produzione di contenuto
  • Potrai aumentare l’autorevolezza del brand e la fiducia dell’utente
  • Potrai spostare positivamente le intenzioni di acquisto
  • Le tue relazioni con editori e/o blogger ne beneficeranno
  • Ne potranno beneficiare anche SEO e Social

E se la piattaforma di native che sceglierai supporta il CPC, pagherai solo per gli utenti che effettivamente leggeranno le recensioni positive…!