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Content Creation

Silvio De Rossi
a cura di Silvio De Rossi

Content Creator e Influencer, collabora con i più importanti Brand del panorama automotive e non solo. Founder di Stylology.it, nel suo passato Televideo Rai e Mediavideo, i veri antenati di internet. E’ stato responsabile editoriale di Blogosfere.it, partecipando al successo del network di blog più grande d’Italia. In seguito è stato direttore responsabile di Leonardo.it. Si occupa di produzioni foto e video con particolare attenzione ai format più adatti ai social network.

08/02/2021

Clubhouse: il social del momento che punta sulla qualità

Oltre 2 milioni di iscritti e una valutazione di 1 miliardo di dollari. Andiamo alla scoperta di Clubhouse, il social network che ha iniziato a stregare anche gli italiani

Fondata a inizio 2020, ora viene valutata 1 miliardo di dollari. Ecco la storia breve, ma intensa di Clubhouse. A renderla ambitissima ed esclusiva, due aspetti particolari: si può scaricare solo su iPhone e puoi accedere solo su invito. Pochi hanno capito di cosa si tratta, ma tutti vogliono avere il proprio account.

Ma che cos’è Clubhouse? E’ davvero il nuovo unicorno della Silicon Valley? Proviamo a conoscerla meglio. Clubhouse è una piattaforma social dedicata agli audio e organizzata in stanze tematiche. Niente video, niente immagini, niente testo. Ci sono delle “room” dove puoi entrare e parlare insieme ad altre persone. Puoi creare una camera dedicata ad un argomento in particolare o limitarti ad entrare in quelle già presenti. Il creatore decide quali altri account possono avere la parola. Tutto molto semplice, ma decisamente virale. Un anno fa gli iscritti erano circa 15mila, ora è stata superata quota 2 milioni.

Fondata a fine febbraio 2020 dall’imprenditore Paul Davison e da Rohan Seth, ex ingegnere Google, sembra avere le carte giuste per sfondare in tutto il mondo. Non ci sono commenti o messaggi scritti. Tutta l’interazione è basata sulla voce e nulla viene registrato. Si tratta di un social network completamente diverso da Facebook, Instagram e Twitter: si basa esclusivamente su discussioni in diretta. Una sorta di ecostistema di radio indipendenti in grado di accendersi e spegnersi senza soluzione di continuità. Un palinsesto in continua evoluzione dove ognuno di noi può inserirsi aprendo una room e decidendo di cosa parlare o che cosa far ascoltare agli altri. Potrei addirittura citare i podcast, ma qui andiamo oltre perché la keyword di tutto il sistema è una sola: live.

Tra le celebrities a stelle e strisce che l’hanno già scaricata, la regina dei talk show Oprah Winfrey, il cantante Drake, i comici Kevin Hart e Chris Rock e l’attore Ashton Kutcher. Per aderire bisogna essere maggiorenni e questo aspetto regala a Clubhouse un ulteriore upgrade in merito al sentiment generale. Mi permetto di definirlo il fratello minore di Twitter. Come ho già detto durante le mie riflessioni mattutine su Instagram, Clubhouse è un social network dove troveranno terreno fertile imprenditori, artisti, professionisti dei più svariati settori e tutto il popolo degli early adopter.

Su Clubhouse non ci sono lip-sync, balletti e video divertenti. Alla base del suo attuale successo ci sono i contenuti. Le persone si incontrano e si confrontano su argomenti di ogni tipo. Clubhouse è la riprova di un percorso che il mondo dei social network sta facendo dall’inizio della pandemia: saranno i contenuti di qualità a fare la differenza in futuro. E già la stanno facendo oggi. Non ci sono eventi da raccontare, i lockdown più o meno rigidi non permettono di avere una vita molto movimentata. Questa situazione ha generato una netta spaccatura tra chi ha qualcosa di interessante da raccontare e chi non ha mai avuto argomenti. Gli influencer capaci di generare solo selfie senza sostanza stanno perdendo visibilità e importanza.

Ora tocca a Clubhouse proseguire su questa strada. Potrà essere utilizzato come un mezzo pubblicitario. Le potenzialità sono enormi. Qualche giorno fa Elon Musk è entrato sulla piattaforma per parlare di Bitcoin e Neuralink: la room ha raggiunto in pochi minuti il numero massimo di 5.000 utenti. Altri iscritti hanno così aperto stanze dove poter ascoltare le parole di Musk in streaming. Una sorta di inception social, che resterà nella storia di internet. Questa è sicuramente la prima case history di successo di Clubhouse. Ma merita menzione anche la scelta dell’icona dell’app. Ogni volta che ci sarà un aggiornamento l’app avrà come icona la foto di uno degli iscritti che maggiormente ha saputo mettersi in mostra. Ora sull’icona c’è Bomani X, cantautore e chitarrista americano, fondatore di Lit.Spins e uno degli speaker della room CottonClub. Prima capeggiava l’immagine di King Kiko, fondatore dell’organizzazione “The 99 Problems”, che si è occupato della mobilitazione politica nel corso delle ultime elezioni americane. A seguire è toccato all’avvocato e artista hip hop Julie Wenah. Un’idea originale in grado di premiare chi meglio utilizza Clubhouse. Sarà un successo? Mi permetto solo di dire una cosa: bisogna esserci. Il resto lo dirà il tempo.

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