Amazon Chronicles

di Stuani, Finiello e De Cunto

Una bussola per imparare a navigare in Amazon e affrontare i cambiamenti del momento lato marketplace ed ecommerce. Tre timonieri al comando: Mattia Stuani, Ceo di Xingu, Mirco Finiello, Responsabile Retail e Marta De Cunto, Performance Marketing Manager. Amazon Chronicles è una guida per orientarsi nel più grande marketplace e tech giant al mondo

“Ciao Alexa, Attiva la musica in cucina!”

Amazon Echo
Amazon Echo, foto di Amazon.com

Da quando Apple ha introdotto Siri agli utenti di iPhone nel 2011, la tecnologia vocale è cresciuta fino a diventare una funzionalità di base non solo sugli smartphone, ma su tutta una serie di dispositivi abilitati a Internet in casa. Si sta parlando degli smart speaker, che rapidamente hanno fatto entrare nelle case con Amazon, Google e Apple.

Mentre Google invade i nostri autobus, le nostre metro e i nostri schermi con la campagna “Ok Google!”, Alexa, l’assistente vocale di Amazon, si prepara all’arrivo in Italia.

Google Home è stato il primo home voice assistant disponibile in Italia: Echo di Amazon e HomePod di Apple per il momento sono disponibili in Usa e in pochi altri mercati.

Si stima che la penetrazione nei mercati più evoluti degli assistenti vocali nei prossimi 5 anni sarà superiore al 66% e che attualmente il tasso di errore sulle ricerche vocali è inferiore al 5% (fonte: LinkedIn). Attualmente nel mercato US nel primo quarter del 2018 la penetrazione è passata dal 13% al 20% (fonte: comScore), e questo ci dà la misura della velocità di crescita degli smart speaker.

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Attualmente nel mercato US, Amazon Echo è il leader di settore: quest’anno, si stima che 40,7 milioni di persone di ogni età negli Stati Uniti useranno Amazon Echo almeno una volta al mese, pari a due terzi degli utenti di smartspeaker (fonte: Emarketer).

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Ma attualmente, come vengono utilizzati? In primis per l’ascolto di musica, podcast e radio digitale, al secondo posto per le ricerche e, in misura minoritaria vengono utilizzati per lo shopping (navigazione, confronto prezzi e aggiunta ai carrelli), controllo dei dispositivi smarthome e altre attività.

Amazon ha, inoltre, annunciato un nuovo dispositivo multimediale che unisce diverse funzionalità:  smart speaker Echo e set-top-box Fire TV. Il Fire TV Cube è uno ‘scatolotto’ che permette di accedere ai vari servizi di streaming, in primis Amazon video, utilizzando il telecomando in dotazione o i comandi vocali di Alexa. Continua, dunque, la strada verso una semplificazione e riduzione degli apparecchi tecnologici in casa: un unico device che possa accedere a tutti i servizi.

A partire dalle case alla conquista del mondo esterno

L’importanza dei Voice Assistant è già stata percepita dal mondo dei servizi, in primis dal settore travel, da sempre settore precursore in ambito digital.

“Riconosciamo che i servizi vocali sono diventati un canale sempre più importante per i nostri ospiti e riteniamo che Amazon sia leader del mercato in questa tecnologia’”, ha detto Tracey Schroeder (fonte: Financial Times), vicepresidente di Marriott, catena che ha scelto Amazon Echo come device per i propri Hotel.

Alexa potrà essere utile per gli ospiti che vogliono chiamare la reception, ordinare servizi in camera, prenotare trattamenti, regolare la temperatura della camera. La partnership verrà testata questa estate in alcune strutture selezionate di Marriott.

Amazon Echo nei Wynn Resort, Foto di Wynn Resorts
Amazon Echo nei Wynn Resort, Foto di Wynn Resorts

Amazon aveva già collaborato con Wynn Resorts, l’operatore del mondo casinò e hotel. L’azienda ha annunciato 18 mesi fa che Amazon avrebbe attrezzato con dispositivi Echo più di 4.000 stanze al Wynn Las Vegas (fonte: Geekwire).

“I clienti ci dicono che amano quanto sia facile ottenere informazioni, divertirsi e controllare i dispositivi connessi semplicemente chiedendo ad Alexa, e vogliamo offrire quelle esperienze ovunque i clienti li desiderino.” dichiara Daniel Rausch, Amazon vice president (fonte: Forbes). La parola chiave è Ovunque e così Alexa esce fuori dalle mura di casa, con la possibilità di espandere la presenza dei Voice Assistant nel settore dei servizi.

E in Italia?

Amazon si sta preparando all’arrivo degli smart speaker, che è stimato entro la fine dell’anno, con una mossa tattica: Alexa Skills Kit, ossia una raccolta di API self-service, strumenti, documentazioni e esempi di codice che rendono lo sviluppo di skill su Alexa più rapido e semplice. ASK consente a programmatori, sviluppatori e brand di creare delle skill interessanti e di raggiungere quindi i clienti attraverso Amazon Echo e altri dispositivi. Le risorse messe a disposizione da Amazon sono tutorial, webinair, esempi di codice.

Amazon Echo Dot, Foto di Piotr Cichosz/Unsplash
Amazon Echo Dot, Foto di Piotr Cichosz/Unsplash

Gli addetti ai lavori e i produttori possono fin da ora richiedere l’accesso su invito all’anteprima dedicata agli sviluppatori di Alexa Voice Service, così da iniziare la fase di sviluppo. Le funzionalità sviluppate saranno poi disponibili per l’utente finale con l’arrivo di Alexa in Italia.

Nel frattempo, Amazon ha scelto dei tester in Italia per poter provare il prodotto e la resa dell’esperienza in lingua italiana (fonte: HDblog). Nella lettera inviata ai tester Amazon dichiarava: “Inizialmente Alexa avrà un insieme di capacità limitato, ma nuove funzionalità saranno continuamente aggiunte nel tempo. Durante questo periodo, Alexa potrebbe non capirti sempre o potrebbe non rispondere nel modo in cui ti aspetteresti. Ti preghiamo di essere paziente e continuare a provare le nuove funzionalità che il nostro team di sviluppo sta mettendo a punto. Continua quindi a fare domande ad Alexa, perché è stata progettata per migliorare nel tempo. Più la usi, più lei impara” (fonte: Tom’s Hardware).

Prepariamoci dunque anche noi italiani all’arrivo dello speaker firmato da Jeff Bezos.

Un cambiamento dirompente

Google Home Assistant, Foto di Sarah Pflug/Burst
Google Home Assistant, Foto di Sarah Pflug/Burst

L’85% degli utenti U.S. acquista la scelta consigliata da Alexa. Poiché Amazon è già una fonte affidabile grazie alle recensioni e alle informazioni sui prodotti suggerite, i consumatori si fidano delle scelte raccomandate (fonte: Forbes).

Anche se le fonti ufficiali negano, ci sono rumors che Amazon sia in trattativa con i maggiori Brand per testare formati advertising tramite i dispositivi Echo.

Cosa comporterà questo per noi addetti ai lavori l’avvento dei Voice Assistant? Secondo noi porteranno ad un cambiamento dirompente della Search.

Google Search ci aveva abituati, come utenti e come specialisti, ad una ricerca per singole parole chiave, lavorando sulla riduzione e sulla sintesi. Nelle nostre ricerche e nelle nostre campagne Search sono spariti i verbi, le preposizioni, gli articoli. Less is more, direbbe qualcuno.

L’avvento di Alexa, Google Assistant, Siri, Cortana porteranno a un cambiamento del nostro modo di cercare. È più semplice parlare che digitare, e le persone si rivolgono agli assistenti vocali con query più lunghe e più strutturate. Ciò implica che bisognerà riadattarsi ad un nuovo tipo di ricerca anche per l’ottimizzazione dei risultati.

Ma il cambiamento va ben oltre la ricerca. Si nota un aumento dei contenuti audio e nuove forme di advertising. L’advertising su Spotify diventa, in tal senso, un precursore del fenomeno: i podcast continuano ad aumentare di popolarità, con Edison che registra un ascolto in crescita del 15% circa all’anno (fonte: LinkedIn). Sono, quindi, chiamati in causa i creativi che dovranno inventare e pensare nuovi formati audio, erogabili tramite i nuovi device e con un acquisto che molto probabilmente sarà automatizzato su base programmatic, come già avviene per l’app di streaming musicale svedese.

A noi tutti è richiesto di seguire l’evoluzione e iniziare a pensare a nuove strategie e nuove esperienze che diventino sempre di più multisensoriali e che vanno verso un coinvolgimento totale degli utenti.

Di Marta De Cunto