E-commerce Trends

di C. Vaccaro e A. Coletta

Un blog curato a quattro mani da Claudio Vaccaro, co-fondatore e ceo della digital agency BizUp, e Angelo Coletta, fondatore e ceo di BookingShow e MerchandisingPlaza. Dall'incontro delle due aziende è nata la joint venture UpCommerce, l'e-commerce in full outsourcing multilingua

Abbattere progressivamente il costo di acquisizione con l’inbound marketing

Promuovere un e-commerce da un certo punto di vista può essere semplice: investiamo budget pubblicitario e acquistiamo traffico per il nostro store, al fine di generare ordini.

Ma la pubblicità costa. E costa sempre di più, perché la competizione aumenta: i settori in cui si misura il nostro store sono sempre più affollati di player che vogliono vendere prodotti simili (e a volte uguali!) ai nostri, al nostro stesso target. La pubblicità inoltre funziona sempre meno, statisticamente: gli utenti sono sempre più maturi e assuefatti dalle migliaia di stimoli pubblicitari a cui sono sottoposti quotidianamente.

Che fare allora?

Ogni e-commerce manager che si rispetti, oltre a fare in modo che le campagne di acquisizione traffico siano sempre più ottimizzate (selezionando al meglio i canali di acquisizione, migliorando gli annunci e il tasso di conversione delle pagine di atterraggio ecc…) dovrebbe essere molto focalizzato ad acquisire visite naturali per il suo e-commerce. Il motivo è semplice: ogni visitatore naturale “conquistato” ha un valore enormemente maggiore e più duraturo rispetto al visitatore “pagato”, perché abbassa progressivamente CPO medio (costo di acquisizione di 1 ordine), con ovvi risvolti a livello di margine.

L’inbound marketing (questo il nome che viene dato alle strategie e tattiche di marketing “pull”, in grado di attrarre attenzione e traffico verso il nostro store) infatti genera Valore Permanente: è come comprarsi una casa anziché affittarsela, è un investimento a medio-lungo termine.

Questo non significa che l’advertising e tutte le strategie di marketing “push” (outbound marketing) siano insensate o vadano interrotte, vanno solo integrate e calibrate: una strategia di inbound marketing infatti ha effetti meno immediati rispetto all’advertising, motivo per cui ha senso investirci se l’orizzonte economico che osserviamo (e quindi il relativo ROI) abbraccia almeno l’arco di un anno.

Una strategia di inbound marketing si sviluppa su diversi contesti/media quali l’e-commerce stesso, i Social Media controllati, i siti esterni (blog, portali, ecc…) e si fonda su diverse tattiche quali il Content marketing (produzione di contenuti rilevanti), il SEO (on-site e off-site), le PR online e il Social Media Marketing.

Tattiche accomunate dall’intento di attirare l’attenzione dei potenziali clienti su tutti i canali (social media, motori di ricerca, mobile) fornendo informazioni o intrattenimento rilevanti (mediante la progettazione, la produzione, l’ottimizzazione e la distribuzione di contenuti quali Blog e social post, Video, Immagini, Infografiche, E-book, ecc…) in modo tale da spingerli a entrare in contatto positivamente con l’e-commerce e generare interesse, passaparola, influenza.

Oggi una strategia di inbound marketing è indispensabile per gli e-commerce, perché consente di abbattere progressivamente il costo di acquisizione dei clienti, con una graduale riduzione degli investimenti in advertising (outbound).