E-commerce Trends

di C. Vaccaro e A. Coletta

Un blog curato a quattro mani da Claudio Vaccaro, co-fondatore e ceo della digital agency BizUp, e Angelo Coletta, fondatore e ceo di BookingShow e MerchandisingPlaza. Dall'incontro delle due aziende è nata la joint venture UpCommerce, l'e-commerce in full outsourcing multilingua

Nove eCommerce trends per il 2016

Fine anno, tempo di bilanci e pianificazioni per il futuro. Quali saranno le tendenze che condizioneranno significativamente le strategie di marketing degli eCommerce nel 2016? Nell’articolo di oggi abbiamo scelto di presentare 9 trend che secondo noi saranno decisivi per il miglioramento dell’esperienza d’acquisto e l’incremento delle conversioni sui siti di shopping online di tutto il mondo nel prossimo anno.

  1. Mobile commerce. Ormai immancabile quando si parla di marketing online, dopo il +64% registrato in Italia nel 2015, il mobile commerce confermerà a pieno titolo la sua crescita anche nel 2016. Uno studio di Gartner Inc. relativo al mercato statunitense prevede che entro il 2017 i ricavi del mobile commerce arriveranno addirittura a coprire il 50% del totale. Alla luce di questi dati è facile cogliere le notevoli opportunità che l’ottimizzazione mobile del proprio store e l’attuazione di una serie di attività di marketing mirate al pubblico dei mobile surfers offrono ai brand di tutto il mondo.
  2. Multicanalità e integrazione tra online e offline. Lo shopping online non è più confinato a un unico device, questo lo sappiamo da tempo. Quello di cui forse molti brand ancora non sono consapevoli è la tendenza dei consumatori multicanale ad acquistare più spesso rispetto agli acquirenti mono-device, per uno scontrino medio fino a tre volte più alto (Fonte: ICSC, 2014). Per quanto riguarda l’integrazione tra offline e online, secondo l’ultima indagine di Net Retail 8,5 milioni di individui nel 2014 hanno cercato informazioni online mentre osservavano un prodotto in un negozio e, viceversa, 13,6 milioni di consumatori hanno cercato in un negozio un prodotto visto online in precedenza. È quindi evidente come il consumatore utilizzi canali online e offline non in maniera esclusiva, ma alternativa, a seconda dello scopo che intende perseguire. Di qui l’importanza per i brand di essere flessibili e ‘seguire’ l’utente nel suo percorso di navigazione per cogliere tutte le opportunità di guadagno possibili.
  3. Interazione con gli utenti. Per sua natura lo shopping online non prevede l’instaurazione di una relazione diretta, umana, tra venditore e consumatore. Un fattore che tuttavia gioca un ruolo ancora decisivo nella finalizzazione di un acquisto. Nel 2016, i negozi online che riusciranno a ‘fare il primo passo’ verso gli utenti, senza aspettare che siano questi ultimi a contattarli per primi (peraltro after sale per esprimere una lamentela) acquisiranno un vantaggio competitivo rispetto ai propri concorrenti. Come? Offrendo informazioni chiare e complete sui prodotti e gli aspetti logistici direttamente all’interno del sito, tramite live chat o (virtual) personal shopper.
  4. Personalizzazione e Shopping contestualizzato. Esempi offerti da grandi marketplace come Amazon e Zalando, che chiamano i propri clienti per nome e registrano le loro preferenze, sono sicuramente ancora validi. Per il 2016, tuttavia, la personalizzazione è destinata a evolversi in contestualizzazione. Cosa vuol dire? Esiste una particolare tecnologia, Beacon, che consente ai brand di monitorare il comportamento di ogni singolo cliente così da anticiparne le esigenze e venire incontro ai suoi bisogni prima ancora che si manifestino. Tramite tale tecnologia, ad esempio, l’utente che ha scaricato l’app dello store può ricevere una notifica che lo informa di eventuali sconti quando mette piede nel negozio fisico o si trova nelle vicinanze. Nient’altro che l’ennesima sfaccettatura della sempre più forte integrazione tra online e offline.
  5. Fidelizzazione. Costa meno vendere a un cliente esistente che acquisire e conquistare un nuovo cliente. Ecco perché è importante non trascurare la propria base di acquirenti fedeli, riservando loro un trattamento speciale e servizi esclusivi che rafforzino il legame con il brand e mantengano sempre alto il grado di soddisfazione.
  6. Social commerce. La possibilità di concludere gli acquisti rimanendo all’interno delle piattaforme social tramite le quali avviene il primo contatto con il prodotto rappresenta una grande opportunità per i brand. I social network forniscono anche informazioni più dettagliate sulla demografia e la geolocalizzazione del proprio pubblico, utili all’ottimizzazione degli annunci.
  7. Tempi di consegna. Amazon è da tempo alle prese con la sperimentazione della consegna a domicilio tramite droni, capaci di recapitare pacchi nel tempo record di mezz’ora. Accorciare i tempi di attesa a 1-2 giorni, pur continuando a servirsi dei metodi tradizionali, sarebbe già un buon passo avanti per tutti gli altri eCommerce.
  8. Real-time analytics. Sfruttando la funzionalità di real-time analytics è possibile seguire in tempo reale gli utenti nel loro percorso di navigazione, riconoscere nell’immediato tramite il loro comportamento l’eventuale presenza di un errore e offrire assistenza prima che abbandonino il sito. In questo modo sarà possibile fornire agli utenti un’esperienza di navigazione davvero impeccabile, funzionale e perfettamente studiata.
  9. CX e UX. Alla luce di questa carrellata di numeri e trend è facile intuire come per il successo di un’attività online la strategia vincente non coincida più con la semplice leadership di costo. La Customer Experience e, più in generale, la User Experience stanno diventando leve sempre più importanti per la fortuna degli eCommerce, al punto tale da spingere gli utenti a prediligere un sito piuttosto che un altro semplicemente perché si sentono emotivamente spinti a farlo. Di qui la necessità di creare un legame emotivo con i visitatori del proprio sito, integrando eCommerce e storytelling e creando contenuti capaci di coinvolgere il pubblico.