Data-Driven Ideas

di Valerio Franco

Valerio Franco aka Mr. White, è l'evoluzione moderna e contemporanea della quasi estinta specie degli Strategic Planner. Fondatore e Chief Innovation Officer di Hallelujah, la prima agenzia italiana di data-driven-ideas. Già Partner & Strategy Director di Enfants Terribles + ebolaindustries, Valerio è da oltre 10 anni in prima linea nello sviluppo di strategie e progetti di comunicazione tra i più innovativi e sperimentali del nostro Paese. Insegna Marketing Non Convenzionale e Virale all’Accademia di Comunicazione di Milano e in alcune Università in Italia.

5 vantaggi che spingono le aziende al nuovo data-driven-marketing

Data-driven-ideas. Noi di Hallelujah le chiamiamo così. Sono quelle idee che nascono da una nuova ed estesa analisi dei dati. Tanti dati innanzitutto, di disparate forme e da fonti diverse. Nuove modalità di analisi, di approccio e d’investigazione analitica, volte a ottimizzare i percorsi di comportamento degli utenti e le azioni che un brand può intraprendere in ambito di ecosistema digitale. Idee, infine, che rappresentano oggi l’ulteriore passaggio di trasformazione dei dati. Un passaggio che per anni è vissuto nella terra di mezzo, dibattuto come limite e freno creativo, oppure insight strategico su cui costruire big ideas.

Valerio Franco

Data-driven-ideas è un nuovo mondo, tanto affascinante quanto sfidante, in grado di sollevare sempre nuovi interrogativi ai brand e alle agenzie che li seguono nella loro comunicazione e strategia digitale.

L’obiettivo di questo blog è proprio questo: intraprendere un viaggio nel mondo del data-driven-ideas, dove condivideremo quella conoscenza che abbiamo acquisito e stiamo coltivando in questo ambito, attraverso costanti aggiornamenti e “rivelazioni”.

Non potevamo iniziare questo viaggio se non con alcuni dati, che raccontano in maniera chiara i 5 vantaggi che oggi spingono le aziende a volere un approccio data-driven-marketing.

Ad accompagnarci in questa prima analisi, sono le considerazioni di Daniele Ciacci, digital strategist in Hallelujah, che ha curato questo primo approfondimento insieme a me. I dati invece, sono estrapolati da una recentissima survey di Ascend2 e Teradata cui hanno partecipato decision makers di grandi aziende internazionali. E tutti convengono sulla necessità di seguire la strada delle data-driven-ideas per rinnovare marketing e customer service, iniziando a prendere una più diffusa consapevolezza dei vantaggi di questo approccio.

Vediamoli uno per uno.

  1. Individual-customized experience. Fornire un’esperienza personalizzata, su contenuti studiati sulle esigenze dei clienti e risposte ad hoc, rimane una delle più grandi sfide per le aziende: il 66% di queste lo reputa l’obiettivo principale delle data-driven-strategy nel 2016. Non soltanto per migliorare l’awareness del brand e per incanalare un maggior afflusso di conversioni, ma soprattutto per stilare i passaggi di una relazione con l’utente che sia sempre più personale e che giustifichi un ritorno all’acquisto.
  2. Form Gamification. Alcuni dati sono difficilmente recuperabili: gli identificativi sono proprietà dell’utenza, e richiederli significa chiedere uno sforzo che non sempre chi è dall’altra parte è disposto a fare. I form sono la modalità di approccio principale per recuperarli: eppure più è lungo il form e meno converte. Il 55% delle aziende si limita a chiedere pochi dati sensibili: nome, cognome e job title. Tuttavia un procedimento di gamification può indurre l’utente – attraverso sfide progressive – a fornire gli elementi che servono all’azienda per la profilazione. L’accesso e lo studio di dati comportamentali sono le fondamenta di questa strada e del data-driven approach.
  3. Drill-down e ramificazione dell’audience. L’86% delle aziende sente il bisogno di riclusterizzare il proprio target, mentre il 57% la mette al primo posto tra i gli obiettivi della data-driven strategy. Gli strumenti odierni non riescono ad essere precisi nella classificazioni e l’effort economico non è filtrato sugli individui più adeguati a recepire il messaggio. Spesso, infatti, la segmentazione attuale si limita a dati demografici. Le possibilità di segmentazione fornite dal web, invece, sono più raffinate: sapere che a una certa percentuale di potenziali prospect interessa un particolare sport, legge certi libri o ama andare una certa musica, permette di fornire soluzioni e incentivi “tailored-made” colmando il gap conoscitivo.
  4. Real Time Marketing. Il termine è forse un po’ abusato, ma è altrettanto evidente la sua importanza. Il 77% delle aziende conosce l’importanza di strutturare la propria comunicazione in momenti specifici, di maggior impatto, e non soltanto per poter firmare contenuti estrosi. Sapere quando un utente può essere presente su Internet – e su quali canali – e qual è il suo comportamento (legge articoli, scrive recensioni, guarda video) permette di andare a fornirgli il contenuto che gli serve nel momento preciso in cui ne ha bisogno.
  5. Integrare i dati per semplificare le decisioni. Chi mastica dati e capisce di marketing sa che nel digital le risposte tendono ad essere sempre più delle domande. I dati ci sono, e sono tanti, ma come interrogarli? Come avere una visione d’insieme che possa tracciare la via per le prossime strategie? Il 55% delle aziende vorrebbe migliorare la qualità della propria analisi, e il 59% vede come next-step necessario l’integrazione dei diversi dati multi-platform in un’unica soluzione visiva e di pensiero. Noi con Babiloo stiamo provando a darvi una mano.

Non è un caso se il 77% delle aziende dichiara che vogliono aumentare l’effort economico sulle iniziative di data-driven marketing. Individuare un cluster più specifico e modalità di coinvolgimento più customizzate sono il futuro del marketing. E voi come la pensate? Noi di Hallelujah ci crediamo fortemente e non vogliamo perdere questa rivoluzionaria opportunità di essere protagonisti di questo cambiamento delle regole del gioco.

Alla prossima.

Nel frattempo, se volete saperne di più sul mondo data-driven, potete farci visita su hallelujah.it o scriverci a info@hallelujah.it.