“WebTax”, l’UE avvia un’indagine. La tracciabilità degli acquisti di adv online è già in vigore

Mentre Bruxelles apre un fascicolo, la contestata norma produce i primi effetti: l’acquisto di servizi di adv online va effettuato via bonifico bancario o postale

di engage
17 gennaio 2014
web-tax

Il travagliato iter legislativo della cosiddetta “web tax”, nota anche come Google tax, approvata a dicembre come emendamento alla Legge di Stabilità 2014 e subito dopo rimandata al 1 luglio 2014 con il decreto Milleproroghe, produce già i suoi primi effetti.

Dal primo di gennaio scorso, infatti, chi acquista pubblicità online deve utilizzare per il pagamento strumenti tracciabili, che riportino i dati identificativi del beneficiario. Tale disposizione, introdotta nella Legge di Stabilità da un emendamento firmato dall’onorevole Stefania Covello (PD), è infatti entrata in vigore con l’inizio del nuovo anno. Non sono tuttavia previste sanzioni per il mancato adeguamento alla norma.

La web tax, attraverso l’imposizione dell’obbligo dell’acquisto di advertising online da soggetti dotati di partita Iva italiana, è finalizzata a risolvere il problema della corretta tassazione degli incassi effettuati da parte di quelle aziende con sedi dislocate in diversi paesi (europei e non), in grado di scaricare su affiliate e controllate estere i guadagni con misure fiscali nella zona grigia della legalità.

La norma, dopo aver scatenato numerose polemiche in Italia, è ora sotto la lente dell’Unione Europea, che aprirà un’indagine sul tema.

La procedura investigherà la presunta violazione da parte della norma italiana dell’articolo 16, comma 2 della direttiva europea 2006/123/CEE. L’indagine è la prima dell’anno per Bruxelles, come si intuisce dal numeri di protocollo Chap(2014)00001. L’iniziativa è partita dalla denuncia di un privato cittadino italiano, Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico di Firenze già noto per aver ottenuto in sede comunitaria la partenza di un’azione nei confronti di Roma per violazione delle direttive europee sulla sicurezza sul lavoro.

La misura è stata fortemente voluta dal presidente della commissione Bilancio della Camera ed esponente del Partito Democratico Francesco Boccia. Tra i molti pareri  favorevoli e contrari in proposito, manca quello di Iab Italia, la principali associazione rappresentativa degli investitori e operatori della pubblicità online. L’organismo sta ancora valutando la questione, di estrema delicatezza per la industry. Una presa di posizione ufficiale è attesa comunque entro la fine di gennaio.

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