Verizon acquisisce AOL per 4,4 miliardi di dollari

L’operazione rappresenta finora la più notevole e “aggressiva” incursione di una Telco nel mercato pubblicitario digitale

di Simone Freddi
12 maggio 2015
Aol-verizon

Firmando un’operazione destinata a spostare non di poco gli equilibri del mercato pubblicitario americano e non solo, Verizon ha acquistato AOL per 4,4 miliardi di dollari. Una cifra che suona piccola, se si pensa che la capitalizzazione di AOL era superiore ai 200 miliardi di dollari a fine anni ’90, ma che sconta gli enormi sforzi compiuti dalla compagnia per convertirsi, negli ultimi anni, da provider della “vecchia” internet a compagnia attiva nei contenuti e nell’advertising digitale. L’accordo, secondo il Wall Street Journal, valuta AOL 50 dollari per azione, con un premio del 23% rispetto alla media degli ultimi tre mesi.

L’acquisizione rientra nei piani espansivi di Verizon: con l’acquisto di AOL e del suo ricco pacchetto di tecnologie, la maggiore società di telecomunicazioni americana entra prepotentemente nei mercati del media e della pubblicità digitale, arricchendo di contenuti e di relazioni il proprio rapporto con gli utenti su tre schermi (desktop, mobile e connected tv).

Tim Armstrong

“Siamo in un momento chiave, in cui il mobile e il video stanno condizionando il futuro della pubblicità e, ovviamente, AOL è stato un grande investitore nel mobile e nella tecnologia per gli annunci video”, ha detto Tim Armstrong, presidente e CEO di AOL. Chiaro il riferimento al recente lancio della piattaforma programmatica multischermo ONE by AOL, sviluppata per consentire alle aziende di ottimizzare le loro campagne pubblicitarie su tutti i canali, inclusi video, display e tv, il cui potenziale ora si combina con l’accesso di Verizon a 1,5 miliardi di dispositivi connessi.

L’unione di Verizon e AOL “crea quella che ritengo la maggiore società mobile e video degli Stati Uniti” ha detto ancora Armstrong.

La mossa di Verizon rappresenta finora la più notevole e “aggressiva” incursione di una Telco nel mercato pubblicitario digitale, dominato da aziende internet consumer, e porrà Verizon in diretta concorrenza con gli attori del digitale come Facebook, Google, Yahoo e Microsoft. L’accordo riflette anche la convergenza sempre più evidente tra televisione e Internet, nonché tra reti e contenuti.

Lowell McAdam

“La visione di Verizon è quella di fornire ai clienti una esperienza digitale premium basata su una piattaforma di rete multischermo globale. Questa acquisizione supporta la nostra strategia per fornire una connessione cross-screen tra i consumatori, i creatori e gli inserzionisti”, ha dichiarato in una nota il Ceo di Verizon, Lowell McAdam.

Di tono opposto è il commento del Wall Street Journal, che invece di vedere l’acquisizione da parte del re della telefonia americana dell’ex re del web a stelle e strisce come di una rivincita delle reti, parla piuttosto di “impero decadente“: secondo il quotidiano finanziario, l’acquisizione di AOL da parte di Verizon mostra come le “reti di comunicazione fisiche” non sono un vantaggio competitivo, e come il “potere delle reti” sta svanendo.

A sostegno di questa tesi, il Wall Street Journal sottolinea che quando è stato lanciato l’iPhone nel 2007, Apple e Verizon avevano la stessa capitalizzazione di mercato, 115 miliardi di dollari. Apple vale ora 735 miliardi di dollari, il doppio di Verizon e At&t messe insieme. L’acquisizione di AOL mostrerebbe quindi un “impero decadente più che il potere delle reti”.

D’altra parte non è un mistero che, anche in Italia, molti degli operatori della pubblicità digitale guardano proprio alle Telco come interlocutori chiave per realizzare il pieno potenziale nell’incrocio tra dati, volumi e contenuti cross-screen.

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