Primo via libera della Camera alla “Web Tax” transitoria

Le imprese online con un fatturato globale superiore al miliardo di euro, e un giro di affari di almeno 50 milioni in Italia, potranno avvalersi della procedura di cooperazione rafforzata

di Alessandra La Rosa
23 maggio 2017
web-tax

Primo via libera della Commissione Bilancio della Camera alla “Web Tax” transitoria, proposta dall’emendamento Boccia alla manovra-bis, e volta a creare una misura da utilizzare per far pagare le tasse in Italia a multinazionali di internet come Google, Apple, Amazon o Facebook.

La web tax introduce un meccanismo per accordi preventivi tra compagnie digitali e fisco italiano prevedendo, per le imprese online con un fatturato globale superiore al miliardo di euro e un giro di affari di almeno 50 milioni in Italia, la possibilità di avvalersi della procedura di cooperazione rafforzata. Le multinazionali potranno estinguere i debiti tributari versando le somme dovute e pagando la metà delle sanzioni amministrative.

Alle multinazionali del web verrà proposto, se la legge entrerà in vigore, di collaborare con l’Agenzia delle Entrate per stabilire se hanno una “stabile organizzazione” nel nostro Paese e, di conseguenza, se devono pagare una tassazione assai superiore. In cambio di questa collaborazione, e del versamento di quanto dovuto, le società otterrebbero uno sconto sulle sanzioni applicabili dall’Agenzia delle Entrate.

Gli incassi della web tax andranno al Fondo per la non autosufficienza e al Fondo per le politiche sociali “per un ammontare non inferiore a 100 milioni di euro annui”, mentre la restante parte andrà al Fondo per la riduzione della pressione fiscale nato con la legge di stabilità del 2014.

Con il balzello in forma transitoria, secondo il proponente, il deputato del Partito democratico Francesco Boccia, si può incassare “almeno 1 miliardo”. La base imponibile erosa “secondo i nostri calcoli ammonta a oltre 30 miliardi”. A regime la web tax, se diventasse obbligatoria, “porterebbe nelle casse dello stato dai 4 ai 5 miliardi l’anno”.

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