Previsioni UPA: chiusura d’anno in pareggio per l’adv. 2015 a +2%

Questa la stima formulata nel corso dell’Assemblea UPA dal presidente dell’Associazione, Lorenzo Sassoli de Bianchi, che per le marche vede “nuovi orizzonti”. Riflettori su progressi delle “Audi”, riforma della Rai, tax credit sulla pubblicità

di Lorenzo Mosciatti
02 luglio 2014
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Lorenzo Sassoli de Bianchi

Una chiusura d’anno in pareggio, che aprirà la strada a un 2015 finalmente a segno più, intorno al 2%. Queste le previsioni per il mercato pubblicitario elaborate dall’Upa, l’associazione delle imprese che investono in pubblicità, e diffuse oggi nel corso dell’annuale Assemblea organizzata nella familiare cornice del Teatro Strehler a Milano.

E’ stato come sempre il presidente dell’Associazione Lorenzo Sassoli de Bianchi, nella sua relazione d’apertura, a formulare le previsioni di mercato, invitando la numerosa platea (oltre 850 persone, secondo Sassoli) a vedere nel “segno zero” la fine della discesa e un nuovo inizio. «Nel 2014 chiuderemo in pareggio. Si aprono nuovi orizzonti in cui le marche si lanciano in cerca di una brezza favorevole, allontanandosi dalla bonaccia. Dopo sei anni di catastrofi combinate e segni meno possiamo dire che l’emorragia si è arrestata. E’ un primo segno contrastante, confortato però dalla fiducia dei consumatori che è ai massimi dal 2010».

Mentre nel caso del 2014 la chiusura “flat” è una vera e propria previsione, le stime sul biennio successivo (+2% nel 2015, +3% nel 2016) sono più che altro un auspicio, condizionato dalla visione di «coloro che hanno energia per sfidare il futuro», tra cui Sassoli include «le grandi marche multinazionali», senza trascurare di estendere il richiamo anche alla piccola e media impresa italiana.

Significativo il riferimento, da parte del Presidente dell’UPA, allo sforzo di rinnovamento operato dalle ricerche sulle audience, e in particolare per Auditel, il cui panel famiglie si allargherà dalle attuali 5.600 famiglie a 15.600, mentre è già partita la misurazione sperimentale dei contenuti televisivi sui pc e sui device mobili (smartphone e tablet). All’evoluzione delle ricerche sulle audience, che come abbiamo visto in questi giorni riguarda anche Audiweb e si estenderà anche a Audipress, e Audioutdoor, si affianca inoltre anche l’innovativa single source di Eurisko che misura insieme l’esposizione alla comunicazione e i comportamenti di consumo, sempre più un riferimento per le analisi strategiche da parte delle aziende associate UPA.

Nella relazione d’apertura dell’Assemblea UPA non poteva mancare un riferimento diretto alla battaglia condotta negli ultimi tre anni per la riforma della RAI, «perché resti pubblica e governata da una Fondazione che sia espressione di chi paga il canone». Così come è stata ribadita l’assoluta rilevanza economica della proposta UPA per un tax credit sul valore incrementale degli investimenti pubblicitari, in modo da favorire una delle leve più incidenti per la ripartenza dei consumi; altrettanto importante in tal senso potrebbe essere la defiscalizzazione degli investimenti sulle piattaforme di e-commerce.

Sassoli ha rimarcato, inoltre, il concetto per cui «il nostro Paese senza la banda larga muore». Quindi, presentando il Presidente di AssoCom, Marco Testa, come relatore all’Assemblea dell’UPA, ne ha rimarcato il significativo lavoro di ricompattamento dell’associazione.

Nel suo intervento sulle peculiarità del lavoro creativo Marco Testa ha sostenuto che: «la creatività è una continua ricerca, ma non è così distante, perché la creatività è tutta intorno a noi. Basta saper guardare».

Per sottolineare la sentita necessità di dare una speranza e un futuro ai giovani all’Assemblea dell’Upa è intervenuta anche una giovane studentessa del Master UPA in comunicazione d’impresa, in rappresentanza del corso di quest’anno, che ha presentato efficacemente alla attenta platea una delle idee di comunicazione elaborate dai diversi team di lavoro del Master.

La relazione dell’economista Lorenzo Bini Smaghi si è invece incentrata su come far ripartire i consumi nel nostro Paese, sulla opportunità di agganciare la ripresa dei consumi alla creazione di posti di lavoro, e sulla necessità di realizzare questo obiettivo diventando competitivi. «E per diventare competitivi», ha sottolineato Bini Smaghi, «dobbiamo fare le riforme, quelle ormai note a tutti (dalla “lettera della BCE”, alle raccomandazioni della Commissione europea, al Piano nazionale delle riforme), che oggi dobbiamo rapidamente attuare».

Vittorio Meloni, direttore relazioni esterne di Intesa Sanpaolo, ha chiuso i lavori dell’Assemblea UPA con una relazione in cui sono stati messi in evidenza i punti di forza del sistema economico italiano, in particolare l’industria manifatturiera e l’export, due fattori che hanno consentito al nostro paese di resistere all’onda d’urto di questa lunga crisi. Un paese, il nostro, che può contare oltre che sull’eccellenza della sua struttura imprenditoriale, vero asset della nostra economia, sulla grande forza patrimoniale delle famiglie, sulla straordinaria qualità delle risorse professionali e sul vastissimo capitale artistico e culturale, che rappresenta la nostra grande riserva di opportunità di crescita e di sviluppo.

La scenografia e la regia dell’evento sono state a cura del Piccolo Teatro. La relazione di Sassoli è stata accompagnata dal vivo dalle musiche di Luca Saporiti (in arte Lagash, bassista dei Marlene Kuntz) e da una performance video dei Masbedo, tra i più importanti video artisti italiani, che in diretta sul palco hanno prodotto le immagini che hanno connotato tutti i passaggi della relazione. E ciò, nelle intenzioni degli organizzatori, come esempio concreto di innovazione della comunicazione e dei suoi linguaggi: dalle vecchie slide alla videoarte. Una comunicazione che, già nel titolo dell’Assemblea, viene sfidata a diventare veloce, precisa, molteplice, visibile e soprattutto senza pause.

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