Rai: nel 2013 il bilancio torna in utile. Per la pubblicità, il calo è dell’8,5%

I dati del progetto di Bilancio approvato all’unanimità e relativo allo scorso anno, vede il gruppo registrare un netto pari a 5,3 milioni. Un plus non dovuto però né all’adv né al canone

di Roberta Simeoni
11 aprile 2014
Rai Sede Roma

Un Bilancio di esercizio 2013 non male per Rai. L’anno scorso infatti ha visto il ritorno all’utile del Gruppo, con un risultato netto positivo pari a 5,3 milioni di euro (4,3 milioni di euro per Rai SpA), a fronte di una perdita di 244,6 milioni di euro (245,7 milioni) dell’esercizio 2012.

A dirlo il progetto di Bilancio approvato all’unanimità dal CdA Rai.

Il Risultato Operativo di Gruppo è stato positivo per 66,3 milioni di euro contro una perdita di 164,7 milioni di euro nel 2012.

I risultati così formalizzati sono andati oltre gli obiettivi stabiliti dal Piano Industriale 2013-2015, che prefiguravano un Pareggio Operativo nel 2013 e un Pareggio a livello di Risultato Netto nel 2014.

Il miglioramento di circa 250 milioni di euro è stato reso possibile, oltre all’assenza degli oneri per i grandi eventi sportivi, da robusti interventi su tutte le principali voci di costo aziendali consuntivando risparmi per circa 60 milioni di euro tra costi esterni e costo del personale.

Il 2013 è stato inoltre caratterizzato da un minor livello di oneri straordinari e di ammortamenti rispetto al 2012. Tutto questo in un contesto di ulteriore calo dei ricavi e di incremento dell’offerta in termine di ore prodotte.

In calo risulta essere in particolare la voce “ricavi pubblicitari”, che perde in definitiva circa l’8,5%.

Il dato, reso noto da Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai in sede di presentazione dei risultati di bilancio, vede la tv del Gruppo registrare un -4%, mentre non è andata affatto bene per radio e cinema. In particolare i mezzi radiofonici Rai hanno registrato un -17,3% in termini di pianificazioni pubblicitarie.

Seconda voce in “rosso” è poi quella relativa agli introiti da canone, rispetto ai quali nel 2013 si è registrata una crescente morosità.

In due anni (2011-2013), come sottolinea Il Sole 24 Ore, la Rai ha dovuto far fronte a 250 milioni di minori introiti. Questo ha inevitabilmente portato il Gruppo a dovere operare sui costi come quelli relativi al personale. In relazione a questo, nel 2012 è stato stanziato un piano esodi che ha in totale interessato 550 dipendenti nell’esercizio 2013 e che ha permesso di ridurre di circa 20 milioni questa voce di costo.

Intanto, l’esposizione finanziaria del Gruppo è aumentata, e l’indebitamento netto si è attestato a fine anno sui 441 milioni di euro (un peggioramento di 75 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2012).

In ogni caso, il sostanziale pareggio di bilancio raggiunto con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dal Piano Industriale consente a Rai di guardare con rinnovata fiducia alla realizzazione del processo di rilancio dell’offerta, rinnovamento tecnologico e raggiungimento di un equilibrio economico finanziario sostenibile nonostante il permanere di un elevato livello di incertezza per quanto attiene – come già sottolineato – agli introiti da canone, legati anche a un “mancato adeguamento ministeriale per il 2014” come riporta la nota ufficiale.

Nel corso della riunione il Consiglio di Amministrazione ha infine  attribuito la responsabilità temporanea di RaiTeche a Luigi Gubitosi.

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